Sondaggi politici: FdI e PD in lieve aumento, ma gli equilibri non cambiano

Il sondaggio Lab21 fotografa le intenzioni di voto in una fase politica che appare istituzionalmente stabile ma attraversata da forti elementi di pressione, sia sul piano interno sia su quello internazionale. Sullo sfondo pesano il dibattito acceso sulla legge di bilancio, le difficoltà economiche legate al costo della vita, le tensioni sociali che riemergono ciclicamente e una politica estera sempre più esposta a crisi complesse, come quella venezuelana e la gestione dei casi dei cittadini italiani detenuti all'estero. In questo contesto, l'elettorato sembra orientato più alla conservazione degli equilibri esistenti che a un cambiamento netto.
L'andamento dei partiti
In questo scenario Fratelli d'Italia si conferma ancora una volta primo partito con il 30,4%, in lieve crescita (+0,1%). Un dato che rafforza la leadership di Giorgia Meloni ma che segnala anche una fase di plateau: il partito resta saldo, ma non espande significativamente il proprio bacino. Il Partito democratico sale nel frattempo al 20,1% (+0,1%), confermandosi come principale forza di opposizione, ma senza riuscire ancora a ridurre in modo sostanziale la distanza dal partito di governo; è una crescita simbolica insomma più che politica, che non modifica ancora i rapporti di forza. Il Movimento 5 Stelle scende invece leggermente al 13,2% (-0,1%), mentre Alleanza Verdi Sinistra cala al 5,8% (-0,1%), segnalando una certa difficoltà del campo progressista a intercettare consenso aggiuntivo sui temi sociali e ambientali.
Le coalizioni: distacco invariato
Il dato politicamente più rilevante riguarda però le coalizioni. Il centrodestra nel suo complesso raggiunge il 48,1%, mentre il centrosinistra si ferma al 39,1%. Il divario resta quindi ancora ampio e sostanzialmente immutato rispetto alle precedenti rivelazioni. All'interno del centrodestra, la Lega è all'8,9%, Forza Italia all'8,1% e Noi Moderati allo 0,7%: numeri che mostrano un equilibrio interno ormai stabile, con FdI nettamente dominante e gli alleati incapaci di recuperare centralità. Nel campo opposto, la somma delle forze non riesce a costruire un'alternativa competitiva, anche per la frammentazione e per l'assenza di una proposta politica percepita come unitaria.
I partiti minori e l'area centrista
Per quanto riguarda invece i partiti minori, Azione sale al 3,5% (+0,2%), mentre Italia Viva scende al 2,7% (-0,1%) e Più Europa cresce lievemente al 2,2% (+0,1%).