La decisione di Matteo Renzi di lasciare il Partito Democratico e fondare Italia Viva verrà stimata dai sondaggi sin dai prossimi giorni. E c’è già chi, come l’istituto Ixè, è riuscito a valutare il potenziale elettorale del nuovo partito di Renzi. Nella rilevazione effettuata per Cartabianca, la trasmissione in onda su Rai 3, Italia Viva viene stimata al 3,8%. Parliamo, per ora, solo di un potenziale elettorale. Che andrebbe a pescare il 2,3% dei voti dal Pd, l’1% da altre liste e partiti e il restante 0,5% dall’ampio bacino di indecisi e astenuti. Il dato stimato non è di certo elevatissimo, soprattutto se confrontato al potenziale elettorale di un eventuale nuovo partito del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Quanto valgono il partito di Renzi e quello di Conte

Il partito di Conte si attesterebbe all’11,1%: quasi il triplo di quello di Renzi. Il presidente del Consiglio andrebbe a togliere voti soprattutto al M5s (4,5%) e al Pd (2,3%). E dal Pd pescherebbe esattamente gli stessi voti di Renzi, non di certo un gran successo per l'ex segretario dem e ora ‘senatore semplice'. Inoltre, Conte riuscirebbe a convincere il 3,5% di indecisi e astenuti e lo 0,8% di elettori provenienti da altre esperienze politiche al di là di Pd e M5s.

La scissione del Pd e l’uscita di Renzi nei sondaggi

Agli intervistati viene chiesto se Renzi abbia fatto bene a uscire dal Pd: risponde di no il 49% degli elettori. Mentre una risposta positiva arriva dal 27%. Non sa esprimere un’opinione in merito, infine, il 24%. Per quanto riguarda gli effetti sul governo, si chiede anche che impatto possa avere l’uscita di Renzi sull’esecutivo. Prevale una linea di sostanziale ottimismo sulla tenuta del governo: il 45% ritiene che non ci sarà alcun effetto. Ma ben il 32%, al contrario, crede che la maggioranza si indebolirà. Non si esprime il 15%, mentre pensa che il governo si rafforzerà solo l’8% degli intervistati.

Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto

L’istituto Ixè evidenzia anche qualche cambiamento nelle intenzioni di voto degli italiani. Intanto la Lega mantiene il primato ma scende per la prima volta dopo molti mesi al di sotto del 30%, fermandosi al 29,9%. Non sorridono, però, neanche M5s e Pd: i pentastellati scendono al 21,9% (erano al 22% una settimana fa), i dem perdono un punto percentuale e si attestano al 21,6%. In crescita risulta essere Fratelli d’Italia, che raggiunge l’8,3%. Stabile Forza Italia al 7,4%. Più indietro troviamo +Europa al 4%, La Sinistra al 3,2%, Europa Verde all’1,6%. In totale il centrodestra si attesta al 45,6%, mentre il centrosinistra non va oltre il 27,2%.