I sondaggi sono completamente cambiati nell’ultimo anno. E le variazioni nelle intenzioni di voto sono notevoli, considerando il dato di oggi e quello del luglio 2019. A monitorare i trend dell’ultimo anno è la rilevazione Monitor Italia, effettuata dall’Istituto Tecnè per l’agenzia Dire. Il dato che risalta più di tutti è la crescita di Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni guadagna il 9,4% in un anno. Cifre a cui fa da contraltare il crollo della Lega, che perde il 12,1% in 365 giorni. In calo troviamo anche le forze che si trovano al governo: il Pd cede il 3,4%, complice anche la scissione renziana. Il Movimento 5 Stelle è in calo del 2,3%. Sostanzialmente stabile Forza Italia (+0,3%), mentre gli altri partiti – tra nuove nascite e conferme – guadagnano l’8,1% dei consensi.

Sondaggi, le intenzioni di voto oggi

Andando a vedere il dato odierno, si nota un calo dei due principali partiti. Più marcato per la Lega, che scende sotto la soglia del 25%: calo dello 0,4% e dato attuale al 24,9%. I dem, invece, perdono lo 0,2% e si attestano al 20,2%. In crescita troviamo invece Fratelli d’Italia, che con uno 0,2% in più rispetto a una settimana fa raggiunge la soglia record del 16%. Sale anche il Movimento 5 Stelle (+0,3%), ora al 15%. Minori le variazioni più indietro, con cambiamenti che non vanno oltre lo 0,2%: Forza Italia è in salita all’8,3%, così come crescono La Sinistra e Azione, entrambe al 2,9%. Rimane indietro, invece, Italia Viva: i renziani perdono lo 0,2% e non superano il 2,7%. In fondo troviamo +Europa all’1,9% e i Verdi all’1,6%.

La fiducia nel governo secondo i sondaggi

La rilevazione effettuata da Tecnè per l’agenzia Dire analizza, settimanalmente, anche il consenso di cui gode il governo guidato da Giuseppe Conte. In questi ultimi sette giorni la fiducia nell’esecutivo è leggermente salita, attestandosi al 29,8%, con un incremento dello 0,3%. Di conseguenza diminuisce della stessa percentuale il tasso di coloro i quali non si fidano del governo: ad oggi ben il 65,8% degli intervistati dichiara di non avere fiducia nel lavoro dell’esecutivo. Infine non si esprime il restante 4,4%, una percentuale identica rispetto a quella registrata una settimana fa.