Dopo le elezioni regionali in Umbria sono in calo i consensi dei partiti della maggioranza di governo mentre, al contrario, crescono tutte le opposizioni di centrodestra, con un dato particolarmente positivo per Lega e Fratelli d’Italia. Il sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per Povera Patria, trasmissione di Rai 2, confronta il dato di oggi con quello di circa un mese fa e i numeri parlano chiaro: le difficoltà di Pd e M5s sono state acuite dal voto in Umbria con la vittoria del centrodestra. L’area di governo perde l’1,5% e si attesta al 44%, venendo scavalcata dal centrodestra che passa dal 43,5% di ottobre al 46,5% di oggi.

Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto

La Lega è sempre più saldamente primo partito, guadagnando un punto percentuale in un mese e raggiungendo il 31%. Dietro sono in difficoltà sia il Pd (che perde un punto) al 19,5% che il Movimento 5 Stelle (al 18,5%, un punto in meno rispetto a ottobre). Cresce Fratelli d’Italia, che guadagna l’1,5% e si attesta all’8,5%. Mezzo punto percentuale in più anche per Forza Italia, ora al 7%. Aumenta voti nella stessa misura (ridotta) anche Italia Viva, ora al 4%. Stabile Leu al 2%, così come i Verdi. Stessa cifra anche per +Europa, con un calo di mezzo punto in un mese.

Gli effetti delle elezioni in Umbria sul governo

Le elezioni regionali in Umbria, secondo gran parte degli elettori, avranno degli effetti sul governo: il 54% degli intervistati ritiene che la maggioranza sia stata indebolita dal voto del 27 ottobre. Il 40% sostiene che non ci sarà, invece, alcun effetto. Nonostante questo, il 52% – quindi la maggioranza – degli elettori pensa che il governo debba continuare la sua esperienza, mentre solo il 40% crede che debba dimettersi per andare subito al voto.

Sondaggi, per gli italiani la Chiesa deve pagare l’Imu

Altra questione tornata al centro del dibattito politico in seguito a una proposta di legge presentata dal Movimento 5 Stelle è quella del pagamento dell’Imu da parte della Chiesa. Nel sondaggio dell’Istituto Piepoli si chiede agli intervistati se ritengono che la Chiesa debba pagare l’Imu per tutti i suoi beni, comprendendo anche gli esercizi commerciali. Ben l’83% del campione ritiene che dovrebbe farlo, mentre solo il 10% vuole che la Chiesa non paghi l’Imu su tutti i suoi beni.