Nei giorni in cui la crisi di governo fa emergere l’ipotesi della nascita di un partito di Conte, i sondaggi iniziano a valutare quale impatto elettorale possa avere una lista guidata dall’attuale presidente del Consiglio. Secondo la rilevazione effettuata da Emg per la Rai, il partito di Conte potrebbe valere circa il 5%, sottraendo voti soprattutto al Movimento 5 Stelle e al Pd, ma facendo scendere anche i consensi della Lega e di Forza Italia, così come quelli di Italia Viva e Azione.

Le intenzioni di voto senza il partito di Conte

Nel sondaggio Emg si esaminano prima le intenzioni di voto senza considerare il partito di Conte. La Lega sarebbe in testa con il 23,7% (anche se in calo dello 0,3%), mentre il Pd è in crescita al 20,1%. In lieve aumento anche i consensi di Fratelli d’Italia (16,4%) e Movimento 5 Stelle (14,1%), così come quelli di Forza Italia (7,5%). Scende, invece, Italia Viva, che perde lo 0,2% e si ferma al 4%. Azione raggiunge il 3,5%, mentre Leu si attesta al 2,8%. Più indietro Europa Verde (2,1%), +Europa (2%), Cambiamo e Udc (appaiate all’1%).

Sondaggi, cosa cambia con il partito di Conte

La nascita di un partito di Conte cambierebbe le carte in tavola. E a perdere voti sarebbe quasi tutte le principali forza politiche. La Lega resterebbe in testa, ma perdendo l’1,1% e fermandosi al 22,9%. Il Pd si fermerebbe al 17%, con il 2,8% di voti in meno. Stabile sarebbe Fratelli d’Italia al 16,2%, mentre il Movimento 5 Stelle crollerebbe al 9,3% (perdendo quasi 5 punti percentuali). Il partito di Conte, invece, potrebbe valere il 9,1%. Andando a levare voti (-0,4%) anche a Forza Italia, che si fermerebbe al 7%. In calo ci sarebbero anche Italia Viva (3,8%) e Azione (3,3%). Agli elettori si chiede anche se voterebbero un partito capeggiato da Conte: risponde di no il 52%, con un dato nettamente più alto tra gli elettori di Lega e Fdi, ma anche tra quelli del Pd (53% di no). Solo il 2% degli elettori M5s, invece, sarebbe certo di non votare un partito di Conte. Lo voterebbero il 24% del totale degli elettori, tra cui il 31% di quelli del Pd e l’84% di quelli pentastellati.