Soldi a Libia, Bonino: “Italia è bancomat dei criminali: finanzia lager per togliersi un problema”

Anche Emma Bonino interviene contro il voto della Camera sul rifinanziamento della missione in Libia. Un tema che ha spaccato la maggioranza, suscitando allo stesso tempo molte polemiche per la posizione del Partito democratico che per la maggior parte ha votato con il centrodestra. Hanno votato a favore 401 deputati, mentre 23 si sono espressi in modo contrario: tra questi solo 8 esponenti dem, ragion per cui i militanti del partito hanno protestato affermando che non si fosse rispettata la linea indicata dagli iscritti, che avevano chiesto il rispetto dei diritti umani e il blocco dei finanziamenti alla guardia costiera di Tripoli. In un'intervista con Fanpage.it, Riccardo Magi di +Europa ha definito i dem come degli "ipocriti", che prima criticavano Matteo Salvini e ora rifinanziano invece le milizie libiche. Emma Bonino scrive invece sulle sue pagine social: "Restate in silenzio, non fate chiasso. Non fate notare a questo governo che ha appena rifinanziato la “guardia costiera libica” come se esistesse davvero una guardia costiera in Libia. L'Italia ha pagato un prezzo per fermare con ogni mezzo, anche il più disumano, i flussi nel Mediterraneo. Non so se l'Italia è mandante. Sicuramente è pagante: è il bancomat di queste operazioni insopportabili e lo fa scegliendo interlocutori che, come tanti casi di cronaca hanno dimostrato, erano i rappresentanti di organizzazioni criminali, compreso il famoso Bija, che se ne va in giro per l'Italia e pare che nessuno ne sappia niente".
Bonino afferma quindi che l'Italia stia pagando una sorta di "riscatto all'incontrario", per cui "paga i carcerieri, non per liberare gli ostaggi, ma per tenerli prigionieri, facendo finta di non sapere, mentre invece lo sa e lo fa". Quei soldi, accusa la senatrice, "finiscono dritti dritti ai carcerieri dei lager libici solo per toglierci un problema". E punta poi il dito contro i decreti Sicurezza, voluti proprio dal senatore leghista quando era al ministero dell'Interno, che "sono ancora lì a creare discriminazione e rendere ancora più insicuro e incivile il nostro Paese". E conclude: "Zitti, non fate rumore, non scendete in piazza, non protestate, non fatelo notare sennò Salvini pensa di essere ancora al governo. Ora governano i “buoni”, andrà tutto bene".
Tra coloro che hanno votato contro il rifinanziamento alla guardia costiera libica ci sono anche Matteo Orfini e Laura Boldrini del Pd, Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto di Liberi e Uguali. Quest'ultimo, intervenendo in aula, ha commentato: "Con chi è che ha a che fare l'Italia? A chi è che diamo le nostre motovedette? Quali uomini stiamo addestrando? Quelli che gestiscono il traffico di essere umani? È questo che io non posso accettare e e per cui, a prescindere da qualsiasi appartenenza a una maggioranza, oggi insieme ad altri colleghi voteremo contro il rifinanziamento a questa missione". Per poi aggiungere: "Questa non è che la punta dell'iceberg: è chiaro che rinunciare a questa missione non risolve il problema, perché quelle torture continueranno a esserci. Ma se vogliamo affrontare il problema abbiamo la necessità di aprire una discussione seria in sede europea. Dobbiamo cambiare le politiche europee di gestione dei flussi migratori. Perché queste hanno fallito e la prova è sotto gli occhi di tutti. Non si può fermare il flusso migratorio, possiamo costruire muri e barriere invisibili, ma non fermeremo questo flusso. Ma lo possiamo governare e lo dobbiamo fare sulla base dei nostri principi e dei nostri valori che sono costituenti della nostra società. Il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona sono valori costituenti di questa nazione".