Pdl, si riaccende la faida interna. Alfano: “Chi fa cadere il governo tradisce l’Italia”

A cura di D. F.
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I “governativi”, guidati da Alfano, hanno preparato un documento di rottura con l’area di Berlusconi. Si dice chiaramente che chi farà cadere l’esecutivo è un traditore dell’Italia.

Sono passate 48 ore da quando Angelino Alfano, intervenuto all'inaugurazione dell'Eicma alla Fiera di Milano, ha detto: "Non ci sono mai state divisioni sui programmi del partito, l’unico punto di dissenso è stata la valutazione sulla fiducia al Governo". La realtà è però ben diversa e in questi due giorni sono esplose nuove piccole faide nel Pdl. Il leader indiscusso, Silvio Berlusconi, ha deciso di convocare il consiglio nazionale del partito per il 16 novembre, in netto anticipo rispetto alla prima data stabilita, ovvero l'8 dicembre. Il Cavaliere, secondo quanto scrive l'Ansa, ha affrettato i tempi a causa dell'umore sempre più nero causato dalla spaccatura evidente in seno al Pdl. Stanco della guerra di dichiarazioni dei suoi esponenti, che prosegue malgrado l'invito dell'ex premier ad abbassare i toni, Berlusconi avrebbe deciso di accelerare i tempi sul consiglio nazionale. A pesare però è soprattutto la scure della decadenza. I suoi fedelissimi, infatti, gli avrebbero detto: a cosa serve convocare il partito dopo il 27 novembre e il probabile addio al Senato? Molto meglio farlo prima, contarsi per l'ennesima volta e ribadire la leadership del capo. Poi, semmai, decidere persino di negare l'appoggio al governo, secondo la tesi ormai nota: senza fiducia a Berlusconi non può esserci fiducia nell'esecutivo.

Ma Alfano non ci sta. Già nei giorni scorsi i suoi sostenitori – primo tra tutti Formigoni – avevano parlato apertamente di un documento dei "governativi", che avrebbe fatto sbottare proprio il Cavaliere. "Ma come – avrebbe detto – prima invocano l'unità del partito, poi preparano un testo alternativo"? Sì, si direbbe. E del testo sarebbe entrato in possesso il Corriere. Il primo punto somiglierebbe un po' al primo comandamento: "Noi sottoscritti consiglieri nazionali ci riconosciamo nella leadership di Silvio Berlusconi". Al punto 2 si chiarisce: "abbiamo testa, cuore ed entrambi i piedi ben piantati nel centrodestra". Ma si deve arrivare al punto 6 per scoprire il vero cuore politico del documento: "Disattendere le istanze di stabilità", ovvero far cadere il governo in caso di decadenza di Berlusconi, significherebbe "tradire l’Italia, marginalizzare il centrodestra e allontanare la prospettiva di governo del Paese a tutto vantaggio della sinistra". Il testo sarebbe stato scritto nella notte tra martedì e mercoledì e in quel "chi stacca la spina tradisce l'Italia" c'è il vero senso dirompente, quello che potrebbe generare una spaccatura insanabile nel Pdl. Anche perché i numeri dalla parte di Alfano sarebbero convincenti: sempre secondo il Corriere, i governativi sicuri sarebbero 312, ai quali potrebbero aggiungersi 90 "probabili". Il totale farebbe 402: la maggioranza del consiglio nazionale del partito, composto da 800 membri.

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