Negli scorsi giorni il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva affermato che un gruppo neonazista – scoperto con un missile Matra e delle armi – stava preparando un attentato contro di lui. Fonti della Digos hanno però smentito questa ricostruzione del ministro dell’Interno. E ora è l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia, Evhen Perelygin, a scrivere a Salvini per chiedergli “di confermare o smentire le sue dichiarazioni” sul presunto “gruppo ucraino” che avrebbe pianificato un attentato contro il ministro dell’Interno. Per l’ambasciatore “una tale precisazione sarebbe importante per evitare un danno nei rapporti bilaterali tra Italia e Ucraina, nonché per non ledere l'immagine impeccabile della comunità ucraina residente in Italia conosciuta per la sua adesione ai principi europei e ai valori cristiani e non certo per attività o azioni terroristiche”.

L’ambasciatore ucraino esprime il suo stupore per questa notizia, legata all’arresto di tre esponenti dell’ultradestra trovati in possesso anche di questo missile aria-aria. Salvini si era preso il merito di aver segnalato lui stesso alla procura il caso riguardante un non meglio specificato “gruppo ucraino”. L’ambasciatore prosegue nella lettera: “La minaccia alla vita di qualsiasi persona, e, in particolare, di un ministro, da un fantomatico ‘gruppo ucraino’ è una notizia che ha allarmato l'Ucraina, la nostra ambasciata, nonché la comunità ucraina in Italia. Da rappresentante di uno Stato amico ho immediatamente contattato il suo ministero per approfondire la situazione e, nel caso si trattasse di una vera minaccia, offrire la massima collaborazione del Governo ucraino al fine di prevenire qualsiasi danno alla sua persona, quale atto di piena e fattiva collaborazione bilaterale tra i nostri due Paesi”.

Nella lettera si legge ancora:

Tale notizia ci ha sorpreso ancor di più, tenendo conto del fatto che durante le mie numerose visite nelle regioni d'Italia i questori ed i prefetti che ho incontrato hanno sempre evidenziato l'alto rispetto di cui gode la comunità ucraina in Italia e la sua estraneità al crimine organizzato. Nello stesso modo, in seguito alle pubblicazioni apparse nei diversi media sul recente blitz della polizia italiana contro gruppi di estrema destra, tra i nomi delle persone arrestate non figura alcun cittadino ucraino. Anzi, all'inizio di questo mese abbiamo notato il lavoro del Tribunale di Genova che ha emesso le condanne nei confronti di un gruppo di combattenti italiani filorussi di estrema destra che affiancavano i separatisti russi nel Donbass contro il Governo ucraino. Pertanto, ci rivolgiamo a lei, signor ministro, chiedendo di confermare o smentire le sue dichiarazioni sul presunto ‘gruppo ucraino’. Ad ogni caso, nel contesto della lotta alla criminalità internazionale organizzata in Europa, le assicuriamo la piena collaborazione degli organi competenti ucraini. Ricordo, infine, che le relazioni amichevoli e reciprocamente vantaggiose con l'Italia sono considerate una priorità da parte del Governo di Kiev.