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16 Luglio 2019
13:11

Cosa sappiamo del missile dei neofascisti: era in vendita su Whatsapp a 470mila euro

Il missile aria-aria Matra Super 530F trovato ieri nel magazzino di un estremista di destra è stato fabbricato in Francia e a lungo è stato utilizzato dall’aviazione militare del Qatar: lungo oltre tre metri e pesante 254 chili, ha una gittata di 25 chilometri e secondo la polizia italiana sarebbe stato perfettamente funzionante. Era stato messo in vendita a 470mila euro.
A cura di Davide Falcioni
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Che ci faceva un missile aria-aria perfettamente funzionante in un magazzino di Rivazzano Terme, comune di poco più di 5mila abitanti in provincia di Pavia? E' la domanda che si fanno in molti da ieri, da quando un razzo Matra Super 530F è stato trovato nel cuore della campagna lombarda, in un luogo insospettabile, al termine di un'operazione condotta dalla Digos e coordinata dall'Ucigos che ha portato al sequestro di un vero e proprio arsenale di armi da guerra. In manette sono finiti Fabio Del Bergiolo, 60enne di Gallarate già candidato al Senato con il partito di estrema destra Forza NuovaAlessandro Michele Aloise Monti, 42 anni, e Fabio Amalio Bernardi, 51 anni, entrambi fermati nei pressi dell’aeroporto di Forlì. L'incredibile scoperta, di cui hanno scritto i giornali di mezzo mondo, è nata da un'inchiesta condotta dalla Procura di Torino contro personaggi – soprattutto neofascisti – che hanno partecipato ai combattimenti in Donbass, regione filorussa dell'Ucraina orientale da cinque anni in guerra contro le truppe di Kiev. Dopo il primo arresto, una settimana fa, di Fabio Carlo D'Allia, accusato di apologia del fascismo e possesso di armi da guerra, gli inquirenti sono risaliti a Del Bergiolo, Monti e Bernardi e al loro arsenale bellico. Eugenio Spina, un dirigente italiano anti-terrorismo dell'Ucigos,  ha precisato: “Al momento non ci sono elementi che ci facciamo pensare a progettualità eversive".

Cos'è il missile Matra Super 530F

Lo scopo degli indagati, dunque, non sarebbe stato quello di utilizzare le armi ma di venderle nel mercato nero. Tra fucili d'assalto, pistole caricatori e centinaia di munizioni il pezzo forte però era indubbiamente il missile aria-aria Matra Super 530F, arma che gli inquirenti hanno definito perfettamente funzionante e in grado di colpire, seppur a determinate condizioni: il razzo, lungo 3 metri e 54, dal peso di 254 chili, e con una gittata di 25 chilometri, può essere esploso solo da un cacciabombardiere e non da terra. Nonostante ciò un esperto interpellato dall'AFP ha specificato che il missile, dopo complicate e pericolose modifiche, può essere lanciato anche da terra purché si disponga di ottimi ingegneri e di un equipaggiamento tecnico molto avanzato, ipotesi che è stata definita "estremamente improbabile". Di fabbricazione francese e in dotazione all'aviazione del Qatar dal 1980, il missile Matra Super 530F è stato a lungo installato su caccia Mirage F1 e Mirage 2000. Il razzo è stato trovato in un'apposita custodia e, stando a quanto precisato dagli inquirenti, seppur in grado di funzionare era sprovvisto della testata esplosiva (da 30 chili) "ma riarmabile da personale militare specializzato".

Il missile in vendita a 470mila euro: la trattativa su Whatsapp

Sono due le domande alle quali si sta ora cercando una risposta. Come è stato possibile che un missile in uso dall'esercito del Qatar sia finito nelle mani di privati cittadini e abbia raggiunto indisturbato un hangar di Rivazzano Terme? Ma soprattutto, a quale uso era destinato il Matra Super 530F? Non si sa come il missile abbia raggiunto l'Italia ma il sospetto è che Fabio Del Bergiolo, ex ispettore antifrode della dogana, possa averne agevolato l'ingresso nel nostro paese. Il suo avvocato, interpellato da Le Monde, ha definito l'uomo un semplice "appassionato di armi, che scrive su riviste online e potrebbe essere paragonato a un collezionista di oggetti archeologici". E ancora: "Naturalmente le armi non erano possedute legalmente ma non è raro trovare persone che, a causa della loro passione, si mettono nei guai". Tesi che andrà dimostrata, ovviamente, visto che Carlo Ambra, capo della Digos di Torino ed esperto di criminalità organizzata e terrorismo, ha detto che gli investigatori hanno intercettato conversazioni telefoniche tra un uomo e un esperto di armi che ha proposto l'acquisto del missile per conto di terzi. "L'intermediario era Del Bergiolo; stava tentando di vendere il missile per 470.000 euro a un funzionario di un governo straniero inviandogli anche numerose foto dell'arma su Whatsapp".

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