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Modena, cassiera licenziata per 2,50 euro: “Li ha addebitati per errore sul conto di due clienti”

La cassiera di un punto vendita nel Modenese è stata licenziata per ‘giusta causa’ dopo aver addebitato per errore due barrette da 2,50 euro ai clienti. “Mancanza di proporzionalità tra i fatti contestati e le sanzioni applicate”, denuncia la Filcams-Cgil: “Solo nell’ultimo mese 3 lavoratrici licenziate”.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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Una cassiera di un punto vendita dell’area nord modenese è stata licenziata per ‘giusta causa' dopo che due barrette energetiche, del valore complessivo di 2,50 euro, sono risultate addebitate sui conti di due clienti per un errore di cassa. A renderlo noto è la Filcams-Cgil di Modena, che parla di un nuovo caso all’interno di una serie di provvedimenti disciplinari nei punti vendita del territorio.

Alla lavoratrice è stato contestato “di aver scansionato per errore, in due diverse occasioni, due barrette energetiche da 2,5 euro, in totale, sul conto di due clienti”. Secondo il sindacato, i prodotti erano stati acquistati dalla stessa dipendente per il consumo durante la pausa e successivamente pagati.

“Le due barrette erano state acquistate dalla stessa cassiera per mangiarle durante la pausa, poi per errore lo scanner le ha addebitate anche sui conti dei due clienti”, si legge nella ricostruzione.

La merce era stata appoggiata temporaneamente alla cassa con regolare scontrino fiscale in attesa della pausa.

Nonostante ciò, l’azienda ha ritenuto che i fatti “risultino tali da compromettere irrimediabilmente il vincolo fiduciario”, procedendo con il licenziamento.

Per la Filcams-Cgil si tratta dell’ennesimo episodio in un quadro più ampio. Il sindacato segnala che “solo nell’ultimo mese, nei punti vendita Coop Alleanza 3.0 del modenese, sono state almeno tre le lavoratrici licenziate: donne, over 50 e con lunghe anzianità di servizio”.

La sigla parla di una situazione che “sta assumendo contorni sempre più preoccupanti” e denuncia un ricorso crescente a provvedimenti disciplinari non conservativi.

La segretaria provinciale della Filcams, Giorgia Volpi, esprime “forte sconcerto per la totale mancanza di proporzionalità tra i fatti contestati e le sanzioni applicate”.

Secondo Volpi, l’azienda “ricorre sempre più frequentemente a provvedimenti disciplinari non conservativi, svuotando progressivamente i punti vendita”.

Il sindacato evidenzia inoltre come i lavoratori coinvolti siano spesso persone di età matura, “talvolta con problematiche fisiche riconducibili anche alle condizioni di lavoro maturate negli anni e difficilmente ricollocabili in mansioni diverse”.

Infine, viene segnalato che alcuni provvedimenti disciplinari sarebbero stati modificati solo dopo l’intervento dell’Ispettorato territoriale del lavoro o a seguito di ricorsi, con riduzioni avvenute in più casi già contestati.

"In un caso, una sanzione di quattro ore di multa, basata esclusivamente sulle dichiarazioni di una capo reparto, successivamente smentita da due addette, è stata ridotta solo dopo l’intervento dell’Ispettorato del lavoro” richiesto dalla stessa Filcams.

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