Il rientro a scuola, per i licei e gli istituti tecnici, potrebbe essere ulteriormente rinviato. Era previsto per il 7 gennaio, poi il governo ha deciso di farlo slittare all’11 e ora l’ipotesi più probabile è quella di un rientro alle superiori solamente a partire dal 18 gennaio e comunque con la didattica in presenza solamente al 50%. L’esecutivo, come spiega la Repubblica, sembra intenzionato a seguire le Regioni che hanno già rinviato il rientro in classe almeno di qualche giorno. E il ritorno negli istituti potrebbe quindi avvenire, in tutta Italia, non prima di lunedì 18 gennaio.

Oggi è atteso il nuovo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità che potrebbe comportare il passaggio in zona arancione per molte Regioni. Dopo il monitoraggio il governo potrebbe decidere di prorogare la didattica a distanza per le scuole superiori, con il ritorno in classe lunedì 18 gennaio. D’altronde le Regioni hanno già iniziato a rinviare il rientro in classe: è il caso, per esempio, della Lombardia che manterrà la Dad alle superiori almeno fino al 24 gennaio. La Sicilia potrebbe passare per tre settimane in zona rossa, con decisione regionale. Un provvedimento che andrebbe insieme alla richiesta di chiudere le scuole fino alla fine del mese. E a Palermo e Catania già si sono chiusi gli istituti.

Scuole chiuse fino a fine mese per Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche, come già previsto dalle ordinanze regionali emanate negli scorsi giorni. Anche il Lazio sta ragionando sull’ipotesi di allungare di una settimana la didattica a distanza: il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, è anche il segretario del partito di maggioranza che più spinge per il rinvio del rientro in classe. In Liguria Giovanni Toti ha detto di volersi prendere due giorni per decidere sull’eventuale rinvio del ritorno a scuola. Decisione simile potrebbe arrivare anche in Abruzzo, dove Marco Marsilio si dice pronto ad allinearsi in caso di rinvio generale della riapertura delle scuole superiori.