Scuola, Valditara invia una nuova nota: “Compiti a casa vanno assegnati durante l’orario scolastico”

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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato una nuova nota alle scuole: i compiti dovranno essere assegnati entro la fine delle lezioni e appuntati sul diario cartaceo, invece di essere caricati sul registro elettronico nel pomeriggio o durante il fine settimana. Il ministero ha anche esortato gli istituti a coordinarsi sulle verifiche, per evitare sovrapposizioni.

I compiti a casa “devono essere assegnati con equilibrio e con una corretta organizzazione dei tempi”, ha scritto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara in una nota inviata a tutte le scuole del paese, “evitando carichi eccessivi o comunicazioni all’ultimo momento che rischiano di comprometterne la funzione educativa”.

Valditara ha invitato i presidi a vigilare sull’osservanza di indicazioni che aveva già rivolto alle scuole ad aprile del 2025, attraverso una circolare ministeriale: i docenti devono assegnare i compiti a casa nel corso dell’orario scolastico e coordinarsi tra loro per evitare sovrapposizioni tra le verifiche. Il ministero vuole favorire “la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali” e garantire “una distribuzione equilibrata del carico di lavoro nell’arco della settimana”.

Gli alunni devono potersi appuntare i compiti da svolgere nel pomeriggio per ciascuna materia sul diario cartaceo, invece di essere costretti a consultare il registro elettronico anche al di fuori dell’orario scolastico, per timore di perdersi un’assegnazione. “Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie”, prosegue la nota.

Le indicazioni già date alle scuole nel 2025

In una comunicazione diffusa il 28 aprile 2025 il ministero ha esortato le scuole a non inserire nel registro elettronico i compiti a casa “in serata per l’indomani” e ad evitare la concentrazione di più verifiche nella stessa giornata, per distribuirle in maniera equilibrata durante la settimana.

Valditara aveva insistito a più riprese, tra dichiarazioni rese alla stampa e documenti ufficiali, sull’importanza del diario cartaceo, che può favorire l’autonomia degli studenti “nella gestione dei propri impegni scolastici”.

Perché il ministero dell'Istruzione è tornato sui compiti a casa

Dopo più di un anno il ministro ha annunciato di voler intervenire nuovamente sul tema, attraverso un’altra circolare, perché secondo quanto detto a Skuola.net in un’intervista le previsioni contenute nella nota precedente non erano state rispettate da tutti gli istituti. La linea rimane la stessa: no ad assegnazioni caricate sul registro elettronico “alle otto di sera” per la mattina successiva e maggiore coordinamento tra i professori per la pianificazione dei compiti in classe:  “Perché se tu dai tre verifiche di matematica, di italiano, di inglese nello stesso giorno”, spiegò Valditara, “è evidente che la preparazione non sarà affrontata con quella serenità necessaria per assorbire le varie nozioni".

Il ministro tornò sulla questione il 14 settembre durante un punto stampa ad Andora, in provincia di Savona, nell'ambito dell’inaugurazione di un nuovo Istituto tecnico economico a indirizzo turistico: "Ribadiremo con maggiore forza la circolare che già avevamo inviato lo scorso anno. Ritengo che proprio in quel percorso di collaborazione fra scuola e famiglia sia necessaria un'attenzione alle esigenze dei giovani”.

Compiti sul diario e verifiche: cosa cambia davvero

Nella nota inviata alle scuole il 28 settembre per l’inizio dell’anno scolastico il ministero ha ribadito “le indicazioni già fornite sull’assegnazione dei compiti a casa, sulla programmazione delle verifiche e sull’utilizzo del registro elettronico”.

I compiti a casa “dovranno essere assegnati entro il termine dell’orario delle lezioni utilizzando il diario cartaceo ed evitando inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana che costringano alunni e famiglie a un controllo continuo degli aggiornamenti”. Da questa prospettiva “il diario costituisce uno strumento per responsabilizzare progressivamente gli studenti nella gestione autonoma dei propri impegni scolastici”.

Non si tratta di un nuovo obbligo introdotto per legge né sono previste specifiche sanzioni: sono indicazioni ministeriali, formulate però in termini più  tassativi rispetto al 2025 e affidate anche alla vigilanza dei dirigenti scolastici, pure se nel rispetto dell’autonomia didattica dei docenti.

Il documento termina con considerazioni di ordine più generale, rivolte ai dirigenti scolastici, con il proposito di “promuovere nei Collegi dei docenti una riflessione sull’organizzazione di compiti e verifiche ispirata a criteri di ragionevolezza, equità e proporzionalità”

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