Scuola, quanto costa alle famiglie: dai bonus libri alle detrazioni, tutti gli aiuti previsti per il 2026/2027

A cura di Giulia Renda
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Tra detrazioni fiscali, bonus per le scuole paritarie e misure locali ancora diverse da territorio a territorio, anche nel 2026/2027 le famiglie possono recuperare una parte delle spese legate alla scuola. Ma il problema resta: tra libri, corredo e strumenti per studiare, mandare un figlio a scuola costa sempre di più.

Settembre, per molte famiglie, non significa soltanto il ritorno sui banchi dei figli, ma significa soprattutto fare i conti con una lunga lista di spese: libri, materiale scolastico, mensa, trasporti, gite, contributi. E quando i figli crescono, il conto tende a diventare sempre più pesante. Per cercare di alleggerire almeno una parte di queste spese ci sono detrazioni fiscali, contributi e bonus. Alcuni valgono su tutto il territorio nazionale, altri invece dipendono dalla Regione o dal Comune in cui si vive.

La detrazione del 19% sulle spese scolastiche nel modello 730

Una delle misure più utilizzate dalle famiglie passa dalla dichiarazione dei redditi. Attraverso il modello 730 è possibile recuperare il 19% di alcune spese sostenute per la scuola, dall'infanzia fino alle superiori. La novità di quest'anno riguarda il tetto massimo su cui calcolare la detrazione, si può arrivare fino a 1.000 euro di spesa per ogni studente. Significa che, rispettando tutte le condizioni previste, la detrazione può valere fino a 190 euro per figlio.

Ma quali spese si possono inserire? Non solo l'iscrizione a scuola. Rientrano anche diversi costi che le famiglie affrontano durante l'anno: dalla mensa ai servizi di pre e post scuola, fino alle gite e ai viaggi d'istruzione. Si possono inoltre portare in detrazione le attività organizzate dalla scuola, come alcuni corsi di lingua, musica o laboratori approvati dagli organi scolastici, oltre al trasporto scolastico. Ci sono però anche esclusioni importanti. I libri di testo non rientrano nella detrazione del 19%, così come quaderni, zaini, astucci, diari e il resto del materiale di cancelleria. Ed è proprio questo uno dei punti che continua a far discutere, considerando quanto pesa oggi l'acquisto dei libri sul bilancio delle famiglie.

Fino a 1.500 euro per chi frequenta una scuola paritaria

Tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 c'è anche un contributo destinato alle famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie. Il bonus può arrivare fino a 1.500 euro, ma dipende dall'Isee: possono accedere alla misura i nuclei familiari con un indicatore non superiore a 30mila euro, mentre l'importo massimo è previsto per chi ha un Isee fino a 10mila euro. La richiesta deve essere presentata attraverso Unica, la piattaforma del ministero dell'Istruzione e del Merito. Il contributo riguarda gli studenti che, nell'anno scolastico 2025/2026, hanno frequentato una scuola paritaria di primo grado, cioè le medie, oppure uno dei primi due anni delle superiori. La scadenza indicata per presentare la domanda è il 21 settembre. Il bonus nazionale, inoltre, può essere compatibile con altri interventi previsti a livello locale. Questo significa che ottenere il contributo statale non esclude automaticamente eventuali aiuti messi a disposizione da Regioni o Comuni.

Libri di testo, i bonus cambiano da città a città

Quello dei libri scolastici è uno dei costi più pesanti del rientro a scuola. Per sostenere le famiglie, lo Stato ha stanziato 20 milioni di euro nell'ultima legge di bilancio, che vengono distribuiti attraverso misure gestite da Regioni e Comuni. Non esiste quindi un bonus uguale per tutti: requisiti, importi e modalità per ottenere il contributo cambiano a seconda del territorio. In molti casi l'accesso è previsto per le famiglie con un Isee fino a 15.493,71 euro, ma gli enti locali possono fissare soglie diverse e ampliare la platea dei beneficiari.

Il problema è che andare a scuola costa sempre di più 

Quest'anno, secondo le rilevazioni citate dalle associazioni dei consumatori, i prezzi dei libri scolastici sono saliti del 2,3% rispetto allo scorso anno. Per una famiglia significa poter arrivare a spendere circa 561 euro per i libri e 673 per il corredo, per un totale di 1.235 euro, per un figlio che inizia la prima media. In prima superiore il conto sale ancor di più, con circa 805 euro di libri e una spesa complessiva che supera i 1.478 euro. E a questo possono aggiungersi computer, webcam e programmi necessari per lo studio, per altri oltre 400 euro.

Il problema è anche il modo in cui questi costi vengono ormai distribuiti: supermercati e grandi ipermercati possono offrire qualche risparmio, mentre nelle cartolibrerie i prezzi continuano a salire e anche comprare online non è più necessariamente la scelta più conveniente. Il punto, però, è più ampio del prezzo di un libro: l'istruzione è un diritto fondamentale e la scuola dell'obbligo dovrebbe essere una delle basi materiali di una società civile. E invece, anno dopo anno, una parte sempre più consistente dei costi per poter semplicemente frequentare la scuola viene scaricata sulle famiglie e lasciata alle logiche del mercato.

Un miliardo di euro solo per i libri

Il quadro emerge anche dal monitoraggio realizzato dall'Osservatorio Eures-Adoc. La stima complessiva della spesa delle famiglie per i libri di testo arriva attorno al miliardo di euro: circa 800 milioni per l'acquisto di libri nuovi e altri 200 milioni per quelli usati. A questa cifra bisogna poi aggiungere almeno altri 200 milioni di euro per dizionari, materiale tecnico e cancelleria.

Per Adoc il rischio è che il costo dell'istruzione finisca per pesare sempre di più sulle possibilità economiche delle famiglie, mettendo in difficoltà soprattutto chi ha redditi più bassi. Tra le proposte avanzate dall'associazione c'è anche quella di estendere la detrazione fiscale del 19% ai libri di testo, che oggi restano esclusi dalle spese scolastiche detraibili. Una misura che avrebbe un costo per lo Stato, ma che potrebbe alleggerire direttamente una delle spese più inevitabili dell'inizio dell'anno scolastico.

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