Bonus casa, dal 2027 scatta il taglio delle detrazioni: il governo studia la proroga

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Dal 2027 i bonus edilizi cambiano. Le detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus scendono al 36% per la prima casa e al 30% per gli altri immobili. Il governo valuta una proroga per congelare gli incentivi nella prossima legge di bilancio. Una possibilità potrebbe arrivare dalla flessibilità Ue per l’energia.

I bonus edilizi saranno uno dei capitoli principali della discussione sulla prossima legge di bilancio. Se le cose non dovessero cambiare, dal 2027 la detrazione per i lavori di ristrutturazione scenderà al 36% per le prime case, al 30% per tutte le altre. Anche l'Ecobonus, l'incentivo riconosciuto per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili sarà ridotto. Il governo però, sta vagliando diverse possibilità per riuscire a mantenere le detrazioni attuali. Vediamo di che cosa si tratta.

Bonus casa, dal 2027 scatta il taglio delle detrazioni

Come detto, dall'anno prossimo scatterà il taglio delle detrazioni legate all'edilizia. Lo scorso anno, tramite un emendamento in manovra, lo sconto per chi ristruttura casa era rimasto al 50% per l'abitazione principale e al 36% per tutti gli altri immobili. Stesso discorso per Ecobonus e Sismabonus, incentivo destinato agli interventi per ridurre il rischio sismico della propria casa. Dal prossimo anno però, per effetto di quanto disposto dalla legge di bilancio, le detrazioni saranno abbassate. Lo sconto passerà dal 50% al 36% per i lavori sulla prima casa e dal 36% al 30% per le abitazioni diverse dalla principale. 

Pressing nella maggioranza per congelare i bonus casa: l'ipotesi

Il governo quindi è a lavoro per capire come intervenire. La maggioranza punta a rinviare il taglio al 2028 e congelare i bonus casa per un altro anno. Lo scorso maggio il viceministro dell'Economia Maurizio Leo aveva parlato di una possibile proroga ma solo se ci saranno le risorse. Il ragionamento molto probabilmente sarà rimandato a settembre, dopo che l'Eurostat avrà pubblicato la sua verifica annuale sui conti pubblici e i livelli di indebitamento.

Incentivi green grazie alle risorse Ue per l'energia: cosa può succedere

Un'altra possibilità potrebbe arrivare direttamente da Bruxelles. L'Ue infatti ha concesso maggiore flessibilità agli Stati membri per far fronte alle spese energetiche, in deroga ai vincoli del Patto di stabilità. Questa concessione si inserisce all'interno della clausola di salvaguardia per la difesa, che consente di aumentare le spese militari oltre i normali limiti di bilancio, fino a un massimo dell'1,5% del Pil all'anno. Per quel che riguarda le spese energetiche, sarà possibile uno scostamento fino allo 0,3% del Pil all'anno per tre anni. Tra le misure che si potranno finanziare con i fondi per l'energia, la Commissione Ue ha inserito anche aiuti per le famiglie per sostituire le proprie caldaie con alternative meno inquinanti e sussidi per la ristrutturazione degli edifici.

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