Rimborso 730/2026, per alcuni può slittare fino a marzo 2027: chi rischia a causa dei controlli del Fisco
Chi aspetta i soldi del 730 potrebbe dover pazientare parecchio. Per la maggior parte dei lavoratori e dei pensionati il rimborso arriva nei mesi successivi alla dichiarazione, direttamente in busta paga o sulla pensione. Ma c'è una parte di contribuenti che rischia di non vedere quei soldi prima del 2027. In alcuni casi, infatti, il rimborso del 730/2026 potrà arrivare anche a marzo 2027. Non perché il Fisco abbia perso la pratica o perché ci sia per forza un problema con la dichiarazione. Semplicemente, prima di pagare può essere necessario fare dei controlli.
È molto probabile che un rimborso superiore a 4.000 euro possa finire sotto controllo. Non vuol dire che sopra questa cifra il pagamento venga automaticamente bloccato. Vuol dire che l'Agenzia delle Entrate può decidere di verificare la dichiarazione prima di mettere i soldi a disposizione del contribuente. Può succedere, per esempio, quando il credito è particolarmente alto perché sono state sommate diverse detrazioni. Se i dati risultano corretti, il rimborso viene comunque riconosciuto. Il problema, semmai, è che bisogna aspettare che la verifica finisca.
Chi decide di modificare il 730 precompilato non viene automaticamente sottoposto a controlli, ma il rischio può aumentare quando le modifiche cambiano in modo rilevante il risultato della dichiarazione o quando i dati inseriti non coincidono con quelli già a disposizione dell'Agenzia delle Entrate. È il caso, per esempio, di spese molto diverse rispetto a quelle già presenti nei sistemi del Fisco o di detrazioni che fanno aumentare parecchio il credito. Quindi, se il contribuente corregge la dichiarazione, non significa che il rimborso sparisca. Può semplicemente volerci più tempo per verificare che sia tutto a posto.
In quali casi il rimborso del 730 può slittare fino a marzo 2027
Qui entra in gioco la procedura dei controlli preventivi. L'Agenzia delle Entrate ha fino a quattro mesi per effettuare i controlli. Considerando la scadenza del 30 settembre 2026, significa che le verifiche possono arrivare fino alla fine di gennaio 2027. Ma questo non è il termine ultimo per ricevere il rimborso: la legge prevede infatti che il pagamento possa arrivare entro sei mesi dalla scadenza della dichiarazione. Per questo, nei casi sottoposti a controllo, si può arrivare fino alla fine di marzo 2027.
Un'altra situazione da considerare è quella di chi presenta il 730 senza sostituto d'imposta. Dove non c'è un datore di lavoro o un ente pensionistico che possa fare il conguaglio. Quindi il rimborso non arriva insieme allo stipendio o alla pensione: a pagarlo è direttamente l'Agenzia delle Entrate. Anche in questo caso, quindi, i tempi possono essere più lunghi rispetto a quelli di chi ha un sostituto d'imposta. E se nel frattempo partono dei controlli, l'attesa si può allungare ancora.
Un altro dettaglio che può cambiare la situazione, sono eventuali debiti con l'agente della riscossione. Se il contribuente ha somme dovute al Fisco, in determinate condizioni il rimborso può essere utilizzato per compensare quei debiti. Quindi non è detto che il credito risultante dal 730 finisca tutto sul conto corrente. È un passaggio che può incidere sul pagamento e che va tenuto presente soprattutto da chi ha vecchie cartelle ancora aperte.
Quindi quando arrivano i soldi?
Per chi ha un 730 senza particolari anomalie, il rimborso normalmente viene riconosciuto nei mesi successivi alla dichiarazione, attraverso lo stipendio o la pensione. Il rischio di arrivare al 2027 riguarda soprattutto le situazioni in cui entrano in gioco controlli o procedure particolari. Per ridurre i problemi, la cosa più semplice è controllare i dati inseriti e conservare tutta la documentazione delle spese portate in detrazione. Ma quando il controllo preventivo è previsto, non ci sono scorciatoie: bisogna aspettare che l'Agenzia delle Entrate finisca le verifiche prima che il rimborso venga pagato.