Il calendario dei rimborsi del 730: gli errori da non fare per evitare di perdere le detrazioni

Il modello 730 per il 2026, che serve per la dichiarazione dei redditi di lavoratori dipendenti e pensionati, dovrà essere inviato entro il 30 settembre all'Agenzia delle Entrate.
Parliamo dello strumento che permette di comunicare al Fisco informazioni su redditi da lavoro dipendente e assimilati, redditi da pensione e alcune spese detraibili. La scadenza per la presentazione è fissata a fine settembre, ma alcuni contribuenti hanno già iniziato a inviarlo. La data di presentazione infatti ha un impatto sulle tempistiche di erogazione dei rimborsi Irpef, cioè la restituzione di una quota di imposta a credito che si è accumulata nel corso del 2025.
I tempi per i rimborsi: il calendario
Per i lavoratori dipendenti, le somme spettanti vengono di solito accreditate nella prima busta paga utile disponibile, oppure, in alternativa, nel cedolino del mese immediatamente successivo alla trasmissione della dichiarazione dei redditi. Le tempistiche variano in base al momento esatto di invio del modello 730. Vediamo il calendario:
- Invio entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga a luglio oppure, per i pensionati, nel cedolino di agosto;
- Invio tra il 1 e il 20 giugno: accredito in busta paga ad agosto o nel cedolino di settembre per i pensionati;
- Invio tra il 21 giugno e il 15 luglio: rimborso in busta paga a settembre oppure nel cedolino di ottobre per chi è in pensione.
- Invio a ridosso del 30 settembre: pagamento possibile fino a novembre.
Quindi, chi entro la giornata di ieri, 31 maggio, ha inviato il modello 730, potrebbe trovarsi un rimborso accreditato a luglio in busta paga.
Gli errori da non fare nella dichiarazione precompilata per non perdere le detrazioni
L'Agenzia delle Entrate nel suo sito ricorda che è a disposizione dei contribuenti una dichiarazione dei redditi precompilata (modello 730 e modello Redditi persone fisiche) con diversi dati già inseriti: spese sanitarie, universitarie, spese funebri, premi assicurativi, contributi previdenziali, bonifici per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.
Chi presenta il modello 730 può utilizzare la modalità di compilazione semplificata, tramite la quale è possibile consultare le proprie informazioni e i propri dati in maniera più agevole. Le informazioni, che possono essere confermate, integrate o modificate, sono riportate in maniera automatica nel modello 730 da trasmettere. Chi accetta online il 730 precompilato, anche avvalendosi della modalità di compilazione semplificata, senza apportare modifiche non dovrà esibire le ricevute che attestano oneri detraibili e deducibili comunicati dai soggetti terzi e non sarà sottoposto a controlli documentali.
Chi invece vuole modificare i dati degli oneri e spese forniti dai soggetti terzi, dice ancora l'Agenzia delle Entrate, dovrà esibire i soli documenti che hanno determinato la modifica.
Se non si vuole incorrere in errori o sviste, causati nella maggior parte dei casi a dimenticanze o a una documentazione incompleta, con il rischio di perdere agevolazioni fiscali e somme recuperabili, bisogna tenere a mente alcune indicazioni. Anche perché con il modello 730 precompilato alcuni dati vengono inseriti automaticamente (per esempio interessi del mutuo o spese sanitarie tracciate) ma molte informazioni possono risultare mancanti. Pagamenti in contanti o comunicazioni tardive possono far decadere il diritto a un rimborso.
Tra le prime voci da non tralasciare ci sono le spese mediche detraibili, come visite e interventi, scontrini della farmacia, ticket diagnostici e acquisti di dispositivi come occhiali o apparecchi acustici.
Vengono spesso dimenticate le spese veterinarie: cure, farmaci e interventi per animali possono essere inseriti nel modello 730, entro determinati limiti. Un'alta voce spesso trascurata riguarda i familiari a carico: spese scolastiche, attività sportive, tasse universitarie e affitti per studenti fuori sede rientrano tra le spese detraibili. Anche i benefici fiscali legati alla locazione possono essere inclusi nella dichiarazione.
Una possibilità per non perdere il diritto ai rimborsi comunque è quella di consultare professionisti o servizi dedicati, che possano indicare tutte le voci detraibili e gestire correttamente l'invio della dichiarazione.
Cosa fare in caso di errori nella dichiarazione precompilata
Chi si accorge di aver commesso errori dopo aver inviato la propria dichiarazione, ha la possibilità di revocarla sostituendola con una nuova tramite il servizio online. Questa possibilità è consentita dal 19 maggio per il modello 730 e dal 27 maggio per il modello Redditi Persone Fisiche. La cancellazione è consentita una sola volta: per il 730 e per il modello Redditi correttivo collegato (con o senza F24) il termine è fissato al 22 giugno.
In pratica, una volta effettuato l'annullamento, per l'Agenzia delle Entrate la dichiarazione risulta come mai presentata, per cui è necessario inviarne una nuova. Oltre la data del 22 giugno non è più possibile annullare la dichiarazione, ma è possibile comunque fare delle modifiche. È possibile consegnare a un Caf o a un professionista un modello 730 integrativo entro il 26 ottobre, se la rettifica comporta un vantaggio per il contribuente. Questa soluzione però non è consentita se dalla dichiarazione originaria emergeva un debito relativo a imposte sostitutive da versare con F24. In alternativa, si può procedere online inviando un modello Redditi correttivo entro il 2 novembre oppure, oltre questa scadenza, un modello Redditi integrativo.
Quando scattano i controlli dell'Agenzia delle Entrate
Il Fisco può effettuare controlli sulla dichiarazione 730, per verificare la correttezza dei dati e la coerenza delle informazioni dichiarate, in due principali finestre temporali:
- entro quattro mesi dalla scadenza prevista per la presentazione, quindi fino a febbraio 2027;
- oppure a partire dalla data di invio, se la dichiarazione è stata trasmessa oltre il termine ordinario.
Non tutti i rimborsi vengono accreditati immediatamente: in alcuni casi l'Agenzia delle Entrate può effettuare verifiche più approfondite, soprattutto in alcuni casi:
- rimborsi superiori a 4 mila euro;
- modifiche rilevanti rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono su reddito o imposta;
- incongruenze nei dati fiscali, come differenze significative tra crediti IRPEF e informazioni presenti in certificazioni, versamenti o dichiarazioni degli anni precedenti;
- anomalie segnalate da enti esterni o elementi considerati a rischio sulla base di controlli incrociati
Come presentare il modello 730
Il modello 730 come dicevamo deve essere presentato entro il 30 settembre 2026 attraverso:
- l'area personale dell'Agenzia delle Entrate (accesso con SPID, CIE, CNS)
- i Centri di Assistenza Fiscale (CAF)
- i professionisti abilitati o il sostituto d'imposta.