Le scuole riapriranno ufficialmente il 14 settembre: la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha firmato l'ordinanza venerdì 24 luglio. La data indicata riguarda tutte le scuole dell'infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo di istruzione appartenenti al sistema nazionale di istruzione, compresi i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, su tutto il territorio nazionale. Le Regioni stabiliranno poi il proprio calendario scolastico, ferma restando la necessità di effettuare almeno duecento giorni di lezione, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente.

La ministra Azzolina ha detto chiaramente che non ci saranno nuovi lockdown, e che la didattica riprenderà in presenza e in sicurezza: "Escludo che ci possa essere un lockdown generalizzato. A marzo non eravamo preparati". Insomma se l'emergenza Covid ha colto di sorpresa il governo, non sarà così a settembre con la ripresa dell'anno scolastico. Le famiglie sono invitate a controllare la temperatura dei ragazzi a casa, visto che nelle strutture non ci saranno i termoscanner. Ma cosa succede se uno studente è positivo al coronavirus?

La ministra dell'Istruzione ha risposto a questa domanda in un'intervista a ‘La Stampa‘, spiegando che la procedura in quel caso sarà la stessa che era stata prevista per gli esami di Stato, e cioè quarantena per la classe: "Il modello potrebbe essere simile a quello utilizzato di recente per gli Esami di Stato – ha spiegato la ministra – Tutti i compagni dovrebbero fare i tamponi e l'intera classe, temporaneamente, non si presenterebbe a scuola. Ma sono misure che stiamo ancora scrivendo con i sindacati e con il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute. Faranno parte di un protocollo di sicurezza che contiamo di chiudere al più presto". In caso di positività al tampone scatterebbe quindi per gli studenti il periodo di quarantena obbligatorio. Anche per i docenti e il personale scolastico, eventualmente entrati in contatto con lo studente positivo, verrà applicato lo stesso sistema.