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Scontro sul Mes, Conte davanti al Giurì d’onore: “Meloni ribalta la realtà e offende il mio governo”

Il Giurì d’onore della Camera ha ascoltato Giuseppe Conte sulle parole di Giorgia Meloni sul Mes. La presidente del Consiglio aveva accusato il leader M5s di aver approvato la riforma del Mes quando il suo governo era già caduto. Uscendo, Conte ha detto di essere fiducioso: “Non sia consentito a nessuno di venire in Parlamento a ribaltare la realtà”.
A cura di Luca Pons
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L'audizione di Giuseppe Conte davanti al Giurì d'onore della Camera è durata circa un'ora e mezza. L'argomento erano le dichiarazioni di Giorgia Meloni fatte in Aula a Montecitorio a dicembre: la presidente del Consiglio aveva accusato Conte di aver approvato il Mes quando il suo governo era già caduto con quelle che il leader M5s aveva definito "menzogne denigratorie".

Il Giurì d'onore, una commissione presieduta dal deputato Giorgio Mulè di Forza Italia, avrà il compito di stabilire se l'onore di Conte è stato leso dalle parole di Meloni oppure no. Riferirà le sue decisioni all'Aula entro il 9 febbraio, e non ci sarà un dibattito né una votazione a seguire. Non sono previste neanche sanzioni, che nel caso dovrebbe essere l'Ufficio di presidenza a stabilire.

L'ex presidente del Consiglio si è presentato davanti al Giurì con "una montagna di documenti", stando a quanto hanno riferito alcuni presenti. Si sarebbe trattato di un centinaio di pagine da utilizzare nel corso dell'audizione con la commissione. "È tutto secretato", ha commentato uscendo Conte, che ha parlato di  "dichiarazioni false e menzognere che oggettivamente offendono l'onore e la reputazione non solo mio personale ma anche del mio governo, rispetto a tutta l'attività di confronto trasparente e puntuale fatto col Parlamento e quindi con tutti i cittadini".

Il leader del M5s ha detto di avere "piena fiducia" nei componenti del Giurì d'onore. In più, però, ha affermato: "Io rivendico da parte mia soltanto che non si crei un precedente, cioè che non sia consentito a nessuno di poter venire in Parlamento a ribaltare la realtà dei fatti, con accuse gravi e offensive rilanciate da tutti i notiziari". A quanto si apprende da fonti d'agenzia, con i documenti presentati alla commissione Conte avrebbe ripercorso tutti i suoi passaggi in Parlamento per parlare della riforma del Mes, in modo da chiarire che i lavori furono gestiti con trasparenza, e non, come detto da Meloni, "con il favore delle tenebre".

Domani, alle ore 12, sarà il turno di Giorgia Meloni, che tornerà sul tema per la prima volta da dicembre. Dopo la sua audizione, il Giurì si prenderà del tempo per concludere l'istruttoria e raggiungere una conclusione. All'interno della commissione, come da regolamento, non ci sono membri dei due partiti ‘coinvolti'. Ci sono Fabrizio Cecchetti (Lega), Alessandro Colucci (Noi moderati), Stefano Vaccari (Pd) e Filiberto Zaratti (Verdi-Sinistra), oltre al presidente Mulè di FI. Come detto, entro il 9 febbraio arriveranno le conclusioni del Giurì all'Aula, che potrà solamente prenderne atto.

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