Conte chiede il giurì d’onore per le accuse di Meloni sul Mes: “Ha detto il falso e ci ha denigrati”

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Il leader del Movimento 5 Stelle annuncia in conferenza stampa di aver chiesto al presidente della Camera l’istituzione di un giurì d’onore per “accertare le menzogne denigratorie di Giorgia Meloni”, dette in Aula sul Mes.

Per Giuseppe Conte, le accuse di Giorgia Meloni sul Mes sono troppo gravi per lasciar perdere. Non si tratta di semplice polemica politica – come accaduto già in molte altre occasioni – stavolta per il leader del Movimento 5 Stelle è diverso: dopo il video rabbioso pubblicato la scorsa settimana per rispondere alle parole della presidente del Consiglio in Aula, Conte ha convocato una conferenza stampa – che si è tenuta questa mattina – in cui ha annunciato di aver chiesto l'istituzione di un giurì d'onore. I pentastellati vogliono andare fino in fondo a una vicenda su cui sono intervenuti in diversi – compreso l'ex ministro Di Maio – e su cui Meloni ha mentito palesemente, leggendo una data per un'altra.

"Ho appena consegnato al presidente Fontana una richiesta di istituire un giurì d'onore – ha detto Conte in conferenza stampa – per accertare le menzogne denigratorie del presidente del Consiglio Giorgia Meloni". Il leader grillino ha spiegato di aver avvisato prima il presidente della Camera e di averne parlato anche con il capo dello Stato: "Data la gravità di questi comportamenti ho ritenuto di dover avvertire anche il presidente Mattarella".

"L'obiettivo di questo giurì d’onore, di questa commissione speciale è ristabilire la verità dei fatti e l'onore leso dal comportamento menzognero del presidente del Consiglio – ha insistito Conte – La politica ha bisogno di chiarezza e dobbiamo assolutamente chiarire che quando si rivestono ruoli istituzionali così delicati, e si viene in Parlamento, non può passare il principio che si può dire tutto e il contrario di tutto, e anche le menzogne più denigratorie, più spudorate, più spregiudicate possano passare tranquillamente. Lo facciamo quindi nell'interesse di tutte le forze politiche, e spero che non ci sia divisione tra maggioranza o opposizione, ma ci sia la dignità del Parlamento umiliata da un presidente del Consiglio che con spregiudicatezza viene dolosamente a dire il falso".

Quanto al Mes in sé, Conte ha attaccato: "Meloni non ha mai chiarito cosa farà adesso che è presidente del Consiglio. Il Mes non è lo strumento che avrei mai introdotto, non è comunitario ma intergovernativo. Abbiamo lavorato per migliorarlo". E ha concluso: "Chi è venuto dopo di me, Draghi e Meloni, cosa hanno ottenuto? Quale modifica? Meloni ne venga a parlare in Parlamento. Lo ha introdotto e lo ratificherà, a compimento delle sue menzogne".

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