Sbarca a Venezia il mega yacht dell’ambasciatore Usa Fertitta: polemica sulla scorta, Bonelli: “Chi la paga?”

È polemica per il mega yacht dell'ambasciatore Usa Tilmann Fertitta, che dalle 12 di oggi è ormeggiato alla Riva dei Sette Martiri, a Venezia. Il governo ha fatto sapere di aver dispiegato un alto numero di agenti, tra reparti inquadrati, Guardia di finanza e unità specialistiche anti-drone, a proteggere l'imbarcazione. Con un'interpellanza presentata alla Camera i deputati di Avs Angelo Bonelli e Luana Zanella hanno chiesto conto all'esecutivo dei costi che andranno sostenuti per pagare la scorta di Fertitta.
Lo yacht Boardwalk, lungo 117 metri e alto 32, è strutturato con 6 ponti e può contare su due eliporti, uno a prua e uno poppa. A bordo c'è spazio anche per due piscine, un beach club, una palestra e un'area relax a bordo acqua. Un'imbarcazione immensa dal valore di 450 milioni di dollari che toccherà diverse coste italiane, in occasione della "Freedom 250 Coastal Diplomacy tour", una crociera celebrativa organizzata per l'anniversario dell'Indipendenza Usa.
Dopo le polemiche dello scorso anno sul matrimoni di Jeff Bezos, Venezia torna al centro delle tensioni. Un gruppo di attivisti, capitanati dal centro sociale Laboratorio Morion, ha accolto il mega yacht con una manifestazione di protesta.
Ma la vicenda è arrivata anche in Parlamento. Rispondendo all'interpellanza presentata da Avs, il vice Ministro delle Imprese e del made in Italy, Valerio Valentini, ha spiegato che in virtù delle disposizioni sull'inviolabilità personale previste dalla Convenzione di Vienna, l'Italia è tenuta ad "adottare tutte le misure appropriate per impedire qualsiasi attentato alla sua persona, libertà o dignità". Inclusa la fornitura di una guardia speciale, qualora le circostanze lo richiedano.
Lo yacht in questo caso, avrebbe funzione di dimora temporanea e mezzo di spostamento del diplomatico e in quanto tale, si renderebbe necessaria la scorta. Il tour di Fertitta durerà dal 20 giugno al 28 agosto, con varie tappe lungo la penisola. A Venezia, l'ambasciatore parteciperà alla festa votiva del "Santissimo Redentore".
In previsione di eventuali contestazioni, "l'autorità di pubblica sicurezza ha formulato specifica richiesta di rinforzi, non potendosi escludere l'attuazione di iniziative di dissenso da parte del locale centro sociale Laboratorio occupato Morion", ha spiegato Valentini.
Complessivamente la scorta è composta da 50 unità dei reparti inquadrati, unità specializzate della guardia di finanza e assetti specialistici delle Forze armate antidrone/C-UAS. Fertitta infatti, è destinatario "di un dispositivo di 1° livello protezione eccezionale", ovvero la misura di sicurezza più elevata disposta dallo Stato. La misura è stata "integrata da un servizio di vigilanza fissa diurna e di vigilanza dinamica dedicata presso l'ambasciata e presso la residenza", ha aggiunto il viceministro. "Tale dispositivo ricorre in tutte le situazioni di eccezionale rischio individuale e ambientale, per le quali, stanti le qualità del soggetto da tutelare e/o il particolare contesto storico e ambientale, sia stato accertato, incontrovertibilmente, un evidente, imminente ed elevatissimo pericolo per la sicurezza della persona stessa".
Nello specifico, il tour via mare potrà contare su un ulteriore dispositivo di vigilanza durante la navigazione e nelle località di sosta eseguito dalla guardia di finanza, attraverso il Reparto Operativo Aeronavale Civitavecchia, in concorso con le unità navali del Comando Operativo Aeronavale.
Un dispiegamento inaccettabile per Avs che ricordato al governo lo stato di forte sofferenza in cui versa l'organico delle forze dell'ordine. "Mentre città come Torino, Milano, Roma, Napoli non hanno volanti di polizia adeguate per fare prevenzione e garantire sicurezza ai cittadini e alle cittadine, il ministero dell'Interno invia solo per Venezia 50 unità di polizia a protezione di Fertitta e più di cento per il resto del suo tour insieme a decine di unità aereo navali della polizia costiera, di Stato e della guardia di finanza. Questa è una autentica follia", hanno dichiarato Bonelli e Zanella in risposta.
I deputato si chiedono per quali ragioni la sicurezza di un ambasciatore statunitense in navigazione con il suo mega yacht privato debba essere garantita da mezzi aereo navali italiani, con risorse a carico dello Stato italiano e perché, eventualmente, non siano stati impiegati apparati di sicurezza americani. "Centinaia di agenti in tutto il Paese da Palermo a Ravenna, da Catania ad Ancona, trasformati nei suo bodyguard, distratti dalle loro attività per essere trasformati in scorta gratuita del mezzo privato dell'ambasciatore degli Stati Uniti", hanno rimarcato. "Il governo purtroppo non trova nulla di strano nell’aver messo a disposizione dell’ambasciatore pezzi del nostro Paese e gli uomini e le donne che gestiscono la nostra sicurezza. Quello del nostro Governo è servilismo altro che ospitalità: non è bastato che Trump trattasse la nostra presidente del Consiglio come una stagista qualsiasi?".