Governo, caos in Vigilanza Rai, le opposizioni si dimettono. Tajani e Salvini alla festa Usa: “Amici oltre le polemiche”

Esplode il caos in Commissione di Vigilanza Rai. Dopo mesi di tensioni e appelli inascoltati, tutti i componenti delle opposizioni hanno deciso di dimettersi accusando la maggioranza di aver paralizzato le attività della Commissione. Tajani e Salvini presenti alla festa dell’indipendenza statunitense a Villa Taverna: “Con gli Usa mici oltre le polemiche”.

2 Luglio 2026 , 07:21 ultimo aggiornamento 2 Luglio 2026 - 22:02
A cura di Giulia Casula , Luca Pons , Francesca Moriero
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Si riaccendono le tensioni in Commissione di Vigilanza Rai. La presidente M5s Barbara Floridia e il resto delle opposizioni in blocco hanno deciso di rassegnare le proprie dimissioni, denunciando "la perdurante paralisi delle attività" causata dalla maggioranza.

Intervenendo al congresso della Uil a Padova, la premier ha annunciato che la detassazione al 5% degli aumenti dovuti ai rinnovi contrattuali sarà inserita anche nella prossima legge di bilancio, l'ultima di questa legislatura.

Ancora stallo nel centrodestra sulla legge elettorale, con Fratelli d'Italia a favore delle preferenze e Lega e Forza Italia contrarie. Sul tema è intervenuto duramente l'ex generale Roberto Vannacci, che ha attaccato la premier chiedendo "preferenze vere" e invitandola a "tirare fuori gli attributi". L'approdo in Aula dello Stabilicum è però slittato al 14 luglio: il ministro Luca Ciriani ha spiegato che il rinvio non è politico, ma dovuto ai disagi logistici nei trasporti ferroviari che rallentano l'arrivo dei parlamentari a Roma.

Intanto, alla festa per il 250° anniversario dell’indipendenza americana, vanno in scena prove di dialogo tra le delegazioni statunitensi e italiane. Presenti i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. I due concordano nel dire che i rapporti con gli Usa "restano immutati" e che i due Paesi rimangono "amici oltre le polemiche".

21:42

La Russa alla Festa dell'Indipendenza Usa, Meloni assente: "C'è con lo spirito"

"Questa occasione mi riempie il cuore di gioia, prima di tutto perché riconferma che l'amicizia tra il popolo italiano e il popolo degli Stati Uniti non e' soggetta a discussioni, a momenti, a prese di posizioni o a strumentalizzazioni", lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa alla festa per i 250 anni dell'Indipendenza americana a Villa Taverna. "L'amicizia tra i nostri popoli è più forte di qualunque momento e resterà tale in ogni occasione. Certo è un'occasione, questa, che ci consente di ribadire che La pari dignità non è mai messa in discussione così come non è mai messa in discussione La reciproca volontà dei governi americano e italiano di fare, ed è giusto che sia così, prima di tutto l'interesse della propria nazione. È questa visione che più di ogni altro accomuna oggi governo degli Stati Uniti e governo italiano. Ma voglio dedicare un minuto a qualcosa che non abbiamo toccato. Slutando tutti saluto anche La sorella del premier, del mio premier Giorgia Meloni che oggi non è stato possibile avere con noi ma che c'è in spirito. Due secondi li voglio dedicare all'ambasciatore: vedete, le idee camminano con le gambe degli uomini e avere l'ambasciatore americano che voi conoscete a Roma è stata una ventata di freschezza, un uomo che si pone immediatamente, gioiosamente, senza remore a contatto con una realtà che fa capire di avere già imparato a conoscere e ad amare. Il suo giro che sta per iniziare con La sua barca per i porti italiani comincia dalla Sicilia: è molto importante, è una testimonianza della sua volontà di proseguire questo avvicinamento attraverso La sua opera del rafforzamento della amicizia", ha concluso La Russa.

A cura di Giulia Casula
20:54

Salvini: "Nessuno potrà mai mettere in discussione l'amicizia tra Stati Uniti e Italia"

"Nessuno potrà mai mettere in discussione l'amicizia e i buoni rapporti tra Italia e Stati Uniti". Lo ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo questa sera a Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore statunitense a Roma, in occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti. "La vostra presenza testimonia che libertà e democrazia non sono valori negoziabili. Sono la visione dell'Italia: libertà, felicità e valori intangibili", ha affermato Salvini, sottolineando come il tema della libertà e del contrasto "ai regimi e alle dittature comuniste e islamiste" unisca il popolo italiano e quello statunitense. Il ministro ha inoltre ringraziato l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta, esprimendo l'auspicio che "entro quest'anno possano partire i cantieri che vedranno una partnership italo-americana, una delle più grandi tra le comunità italiana e americana".

A cura di Giulia Casula
20:52

Tajani: "Amicizia Italia-Usa più forte di ogni polemica"

"L'amicizia tra Italia e Stati Uniti è più forte di ogni polemica. Va oltre i rapporti personali, oltre le frasi più o meno dialettiche, ed è sempre stata contraddistinta dalla consapevolezza di una forte e necessaria solidarietà transatlantica. Una vicinanza e un'amicizia che si sono rivelate intangibili". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo dal palco al ricevimento per i 250 anni dell'indipendenza degli Stati Uniti presso Villa Taverna. "Essere alleati non significa essere sempre d'accordo su tutto. Ma anche quando emergono sensibilità diverse, l'importante è parlarsi come si fa tra amici, con franchezza. Rispettarsi sempre. Essere consci che nei momenti decisivi siamo, italiani e americani, insieme dalla parte giusta della storia. Dalla parte dell'Occidente", ha aggiunto.

A cura di Giulia Casula
20:14

Schlein: "Dimissioni inevitabili, basta Telemeloni"

Le dimissioni dei componenti delle forze di opposizione dalla commissione di Vigilanza Rai, "che ringraziamo, sono un atto di responsabilità e un segnale di non complicità rispetto a questa deriva. TeleMeloni deve tornare a essere la Rai di tutti i cittadini italiani", lo scrive in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein. Le dimissioni sono state un atto "inevitabile. È la prima volta nella storia della Repubblica che si arriva a una scelta così drastica, resa necessaria dalla paralisi di un organismo di garanzia che la destra ha scientificamente svuotato di senso e delle proprie funzioni, tenuto ostaggio anche dai loro litigi sui posti", osserva la segretaria dem. In questi anni, afferma, il governo "ha impoverito il servizio pubblico, trattandolo come una proprietà e trasformandolo in un megafono della maggioranza, mortificando anche l'impegno e la passione dei tanti professionisti e delle maestranze che ogni giorno lavorano in Rai. Senza alcuna logica aziendale, e lo dimostra il calo degli ascolti, la destra ha proceduto ad una occupazione quasi totale della Rai. Per questo noi insistiamo da tre anni: Meloni sarà l'ultima presidente del Consiglio a lottizzare la Rai, e con le altre opposizioni continueremo a batterci per attuare il Media freedom act e per una riforma della governance che renda finalmente la Rai indipendente da politica e partiti". Per mesi, ricorda Schlein, la commissione di Vigilanza è rimasta "ostaggio delle divisioni interne alla maggioranza, nell'impossibilità di svolgere la funzione di controllo e garanzia che il Parlamento, e quindi i cittadini, le hanno affidato. È intollerabile che il governo sia rimasto sordo perfino al richiamo del Presidente della Repubblica. E, a quasi un anno dall'entrata in vigore del Media freedom act, la destra continua ad andare nella direzione opposta: anziché rafforzarne autonomia e pluralismo, accentua l'asservimento del servizio pubblico alla politica, comprimendo di fatto la libertà di informazione", conclude Schlein..

A cura di Giulia Casula
19:33

Conte: "Ormai non c'è neanche un magazziniere che non sia di Fratelli d'Italia"

"Non era mai successo nella storia repubblicana, neppure ai tempi di Berlusconi, che ci fosse un governo che potesse controllare direttamente o indirettamente il 90% del sistema dell'informazione. Hanno occupato la Rai in modo capillare: non c'è neanche un magazziniere o un portiere che non sia di Fratelli d'Italia, in particolare, o di maggioranza". Così Giuseppe Conte risponde ai cronisti sulle dimissioni dei componenti dell'opposizione in Vigilanza Rai. "Hanno occupato ormai tutto l'etere – incalza il presidente M5s – hanno creato un palinsesto nuovo in cui si sono attrezzati già la campagna elettorale. In Rai, servizio radiotelevisivo pubblico, sentiremo una voce sola. E in più hanno Mediaset, i giornali di Angelucci e i fondi dell'editoria che Fazzolari giostra da Palazzo Chigi a suo piacimento. Allora – conclude – è ovvio che se gli italiani sentono solo una voce, come mai succedeva da un lontano passato che vorremmo non ritornasse più, ancora credono alle favole".

A cura di Giulia Casula
19:04

L'ambasciatore Usa a Roma Fertitta: "Relazioni Italia-Stati Uniti ottime, tra Meloni e Trump piccolo disaccordo"

I rapporti tra Usa e Italia "direi che sono ottimi. Ho a che fare con tutti ogni giorno, a partire dal presidente del consiglio in giù, e collaboriamo su questioni militari, politiche e commerciali. Direi che i rapporti sono tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui": lo ha detto l'ambasciatore Usa a Roma, Tilman J. Fertitta, rispondendo a cronisti al ricevimento per i 250 anni dell'indipenza Usa presso Villa Taverna. "Tra loro c'è un rapporto di lunga data. Trump ha rapporti consolidati con molti leader, e ogni tanto tra i leader possono esserci piccoli disaccordi", ha aggiunto rispondendo sui rapporti con la premier Giorgia Meloni.

A cura di Giulia Casula
18:42

Era dalle ultime elezioni che il centrodestra non andava così male nei sondaggi

La nuova supermedia dei sondaggi politici realizzata da Youtrend mostra un calo molto marcato per il centrodestra: la coalizione di maggioranza ottiene il peggior risultato dall'inizio della legislatura. Nel frattempo il campo largo si mantiene stabile, e tanto basta per racimolare un vantaggio di due punti percentuali. L'incognita resta sempre Futuro nazionale di Roberto Vannacci, che potrebbe giocare un ruolo decisivo se reggerà su questo livello di consensi fino alle prossime elezioni.

A cura di Luca Pons
18:30

Meloni elogia il salario giusto: "È vittoria dei lavoratori"

"Il segretario Bombardieri ha definito una vittoria della Uil la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil, sicuramente è stata una vittoria. Io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani, una vittoria della nazione", lo dichiara la premier Giorgia Meloni intervenendo al congresso della Uil. "Con il decreto lavoro abbiamo fissato nero su bianco un principio che in Italia non era mai stato riconosciuto, e cioè che la contrattazione collettiva, la contrattazione di qualità è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione per far crescere le tutele, difendere i diritti, rafforzare le retribuzioni dei lavoratori", sottolinea Meloni. Richiamando poi la piattaforma unitaria sottoscritta dalla Uil insieme a Cgil e Cisl sulla rappresentanza e contrattazione, punto di partenza del negoziato per l'accordo con le organizzazioni datoriali, Meloni afferma di essere "orgogliosa che questo governo abbia contribuito a riavviare un percorso di confronto tra le parti sociali che per molti anni era rimasto bloccato. È un cammino che vogliamo continuare a sostenere con convinzione, con tutti gli strumenti che disponiamo".

A cura di Giulia Casula
18:24

Meloni conferma la flat tax sui rinnovi contrattuali nella prossima manovra

"Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, cioè il ministro Giorgetti: il governo raccoglie una istanza" della Uil e non solo "di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio", lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo al congresso della Uil a Padova a proposito della richiesta di confermare la detassazione degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali nella prossima legge di bilancio.

A cura di Giulia Casula
18:20

Covid, Lisei (FdI): "Il governo risparmia 130 milioni e ripara i danni di Conte"

"Ringrazio il ministro Schillaci per aver messo fine alle speculazioni chiarendo che il Governo Meloni ha fatto risparmiare 130 milioni di soldi pubblici. Lo Stato italiano era stato condannato da un Tribunale a risarcire più di 230 milioni ad una società in quanto è stato ritenuto che la struttura commissariale di Arcuri abbia agito in modo illegittimo. Ciò è avvenuto mentre governava la sinistra", lo afferma in una nota il senatore di Fratelli d'Italia Marco Lisei. "Dalla risposta di oggi del ministro Schillaci al question time comprendiamo che il Governo Meloni ha prima appellato la sentenza e poi, attraverso una transazione, ha fatto risparmiare 130 milioni agli italiani riparando i danni fatti dal Governo Conte. Trovo surreale che Movimento 5 stelle e Partito Democratico, noti per aver sperperato in lungo ed in largo fra Superbonus, Reddito di cittadinanza, banchi a rotelle e mascherine, vogliano ora dare lezioni di accortezza economica. Se avessero agito correttamente non ci sarebbe stata una condanna, se qualcuno ha regalato dei soldi a Jc Electronics sono stati loro".

A cura di Giulia Casula
18:14

Vannacci: "Sulle preferenze in Parlamento Meloni tiri fuori gli attributi"

"Il fatto che molti che non votano più siano vicino a noi è una cosa positiva. Perché il 50% degli italiani non va a votare? Forse anche perché non potendo esprimere la preferenza, non sono loro a decidere chi saranno i loro rappresentanti. E allora mandiamo un messaggio alto a questa classe politica che in Parlamento sta decidendo del futuro di questa nazione. Chi di dovere tiri fuori gli attributi e ci riporti alle preferenze con questa legge elettorale, perché le preferenze non le vuole nessuno". Lo ha detto Roberto Vannacci, inaugurando a Rovigo la sede di Futuro Nazionale. "Oggi – ha proseguito Vannacci – siamo figli del Rosatellum, creatura di Renzi, votata dal Pd, dalla Lega e da Forza Italia, che ha tolto tutte le preferenze. Prima c'era l'Italicum, ancora creatura di Renzi, quindi è la sinistra in primis a non volere le preferenze e oggi fa ‘ammuina' ma alla fine probabilmente non le voterà. Vediamo effettivamente chi è che non le vuole, riportiamo la sovranità al popolo e soprattutto la dignità al Parlamento, perché il Parlamento ha la sua dignità solo se è espressione del popolo che è sovrano", ha concluso.

A cura di Giulia Casula
18:10

Quali partiti vogliono le preferenze nella legge elettorale e quali sono contrari

Le preferenze nella legge elettorale sono diventate il tema divisivo del momento, nel dibattito parlamentare. Le posizioni dei partiti sono molto diverse, anche all'interno delle coalizioni. Fratelli d'Italia insiste, ma Lega e Forza Italia non ne vogliono sapere. Nell'opposizione il M5s ha proposto di inserirle, il Pd sta valutando di schierarsi a favore ma non ha ancora una posizione netta sulla questione. Roberto Vannacci con Futuro nazionale ha chiesto che non ci siano votazioni segrete in Aula.

A cura di Luca Pons
16:20

Il ministro Schillaci parla dei 100 milioni pagati a JC Electronics: "Era per contenere i danni allo Stato"

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo al question time in Senato, ha parlato del versamento da 100 milioni fatto dallo Stato alla JC Electronics, azienda che aveva vinto (in primo grado) una causa contro il governo sulla fornitura di mascherine durante la pandemia da Covid. La condanna era stata a oltre 200 milioni di euro di risarcimento: alla fine si è trovato un accordo per chiudere la causa e altri contenziosi pagando circa 100 milioni. Le opposizioni hanno sollevato proteste (e il Pd ha portato il caso in Parlamento) perché la JC Electronics in passato ha avuto rapporti economici con Fratelli d'Italia e il suo titolare ha partecipato a eventi del partito.

"Perché non si è atteso l'esito dell'appello? La risposta è quasi intuitiva: se si fosse perso in appello, l'accordo non avrebbe più fatto comodo a nessuna delle amministrazioni coinvolte, la controparte avrebbe incassato tutto senza sconti. Aspettare significava perdere l’unica occasione reale di contenere il danno dello Stato", ha detto Schillaci, dicendo che è stata "la scelta più responsabile per i conti pubblici". La condanna era arrivata a novembre 2024. Dopo il ricorso del governo, era stata la stessa Electronics a proporre "l’istituzione di un tavolo di trattativa". L'esecutivo aveva accettato, con "parere positivo dell'Avvocatura dello Stato", e il 31 ottobre 2025 era arrivata la firma dell'accordo. In totale, lo Stato ha pagato 100 milioni e 221mila euro all'azienda.

A cura di Luca Pons
16:11

Covid, Patuanelli (M5s): "Oltre 100 milioni di euro versati a JC Electronics, Meloni spieghi perché"

"Il governo getta la maschera sul Covid: mentre noi fornivamo documentazione utile a ribaltare nel processo d’appello la sentenza su JC Electronics, che aveva condannato lo Stato a risarcire l’azienda per oltre 200 milioni di euro, scopriamo che Meloni e i suoi già nell’ottobre scorso avevano raggiunto un accordo per una transazione economica da più di 100 milioni". Lo ha detto Stefano Patuanelli, vicepresidente del M5s e componente della commissione Covid. "Soldi dei cittadini italiani versati nelle casse di una società che ha in passato finanziato Fratelli d’Italia e il cui amministratore delegato risulta ospite fisso degli eventi del partito della premier. Siamo pronti a difendere gli interessi degli italiani con un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale e valuteremo anche un esposto alla Procura della Repubblica, perché i contorni di questa vicenda sono francamente inquietanti. Giorgia Meloni, che si è nascosta dietro il ministro della Salute ma è la vera direttrice d’orchestra dell’operazione, ha il dovere di spiegare perché oltre 100 milioni di euro dei contribuenti italiani siano finiti nelle casse dei suoi amici".

A cura di Luca Pons
15:46

Ruotolo (Pd): "Dimissioni in Vigilanza Rai confermano crisi in corso"

"Le dimissioni dei componenti delle opposizioni dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai sono un segnale politico forte e confermano la gravità della crisi istituzionale in corso. Da mesi la maggioranza paralizza un organo di garanzia del Parlamento, impedendogli di svolgere la sua funzione essenziale: vigilare sul servizio pubblico radiotelevisivo". Lo dichiara Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare. "Non sono bastati gli appelli delle opposizioni, ne' il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al pieno funzionamento degli organi di garanzia. La Commissione e' stata svuotata e privata della sua effettiva capacita' di intervento, mentre le decisioni sulla Rai vengono assunte altrove. Il problema – sottolinea l'esponente dem – non riguarda solo la Vigilanza, ma l'intero assetto del servizio pubblico. La Rai viene trattata come una dependance del partito della Presidente Meloni, non come un bene comune dei cittadini. In questi mesi abbiamo assistito a una progressiva perdita di pluralismo, credibilita' e centralita' culturale dell'azienda. A rendere il quadro ancora piu' grave – aggiunge – c'e' il mancato adeguamento dell'Italia al Media Freedom Act europeo. Ne' la legge attuale ne' la proposta della maggioranza garantiscono la reale indipendenza editoriale e funzionale della Rai. La Rai non appartiene al governo ne' a una maggioranza parlamentare. E' servizio pubblico, patrimonio democratico del Paese e diritto dei cittadini a un'informazione libera, pluralista e indipendente. Serve una riforma vera – conclude – in linea con il Media Freedom Act, che liberi la Rai e la renda indipendente e autonoma dalla politica".

A cura di Giulia Casula
14:38

Opposizioni in Vigilanza Rai: "Commissione paralizzata dalla maggioranza"

"Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento". Lo dichiarano i capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi Stefano Graziano (PD), Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (IV). "Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista", concludono.

A cura di Giulia Casula
14:30

Vigilanza Rai, Floridia: "Restare e denunciare non è servito, mi dimetto"

"Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente", ha affermato la senatrice M5s Barbara Floridia spiegando le ragioni delle sue dimissioni da presidente della Commissione Vigilanza Rai. "Finché ho potuto ho cercato in tutti i modi di permettere alla Commissione di funzionare, ho cercato il dialogo, ho resistito alle provocazioni, agli ostacoli. Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore". "Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari. Il boicottaggio sistematico della commissione di vigilanza da parte della maggioranza e la situazione in cui sta precipitando il servizio pubblico non mi consente di andare oltre. Da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscono deliberatamente il normale svolgimento dei lavori ordinari della Commissione perché le opposizioni non si sono piegate a votare la loro candidata alla presidenza della Rai. Il blocco dunque non è reiterato ed esteso per ragioni istituzionali. Non per divergenze sul merito delle questioni. Ma solo per ricatto". "Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa – sottolinea ancora -. E io con esso. Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone. Mentre incombe un'infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l'Italia – chiamato Media Freedom Act – che vige da ormai un anno senza che questa maggioranza senta il dovere e la responsabilità di attuarlo".

A cura di Giulia Casula
14:29

Le opposizioni in Commissione di Vigilanza Rai si dimettono in blocco, la presidente Floridia (M5s): "Necessario"

"Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni da presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai". Lo afferma la presidente della Commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia su Facebook. "È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile – prosegue -. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari". Si sono dimessi in blocco, a quanto si apprende, insieme alla presidente Barbara Floridia, anche tutti i commissari delle opposizioni.

A cura di Giulia Casula
13:22

Renzi critica gli alleati: "Da masochisti parlare di patrimoniale invece di attaccare Meloni che alza le tasse"

"In un Paese nel quale Giorgia Meloni ha aumentato la pressione fiscale fino al 43% è masochista, anziché attaccarla sul fatto che lei ha aumentato la pressione fiscale, mettersi a discutere dell'aumento delle tasse", ha detto Matteo Renzi all'evento di Adknronos AdnTalks, parlando della proposta di patrimoniale che potrebbe dividere il centrosinistra. "Dopodiché, sulla patrimoniale in quanto tale, io ho spiegato numeri alla mano con evidenza scientifica che una cosa è sostenere la progressività delle imposte e siamo tutti d'accordo, altro è dire facciamo una norma ad hoc in più per aumentare le tasse". L'intenzione di Italia viva, ha insistito l'ex premier, è lavorare "per un'alleanza di centrosinistra più moderata e meno ideologica rispetto al solo campo largo e al ‘blocco unico' Avs-PD-Cinque Stelle".

A cura di Luca Pons
12:41

Renzi: "Dobbiamo contrastare il disegno di Meloni per andare al Quirinale"

"Inizia il rush finale verso le Politiche. Giorgia Meloni rompe gli indugi e spiega che il disegno politico per il prossimo anno è chiaro: andare al Quirinale", ha detto Matteo Renzi nella sua newsletter. Non si tratta, ha detto di una strategia "eversiva", ma "di una mossa politicamente del tutto legittima. Ma è altrettanto legittimo (e nostro dovere) contrastare questo disegno". Meloni "vuole farsi eleggere Presidente dal Parlamento per governare dal Colle. Non credo che gli italiani si meritino altri cinque anni di questa destra a Palazzo Chigi, ma sicuramente non si meritano sette anni di questa destra al Quirinale. Quel Palazzo richiede equilibrio, rispetto delle Istituzioni, capacità di unire". Per questo, ha concluso, "faremo di tutto per evitare una Giorgia Meloni (o un Vannacci) al Colle".

A cura di Luca Pons
12:10

Quirinale, Vannacci: "Meloni al Colle? La voterei, ma corregga la rotta"

Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, è intervenuto a Radio Cusano affrontando i principali nodi della politica interna, a partire dal dibattito sul Quirinale. L'ex generale si è detto aperto all'ipotesi di Giorgia Meloni alla Presidenza della Repubblica, definendola una persona capace, ma ha posto precise condizioni per il suo sostegno: la premier dovrebbe cambiare marcia su temi chiave, imponendosi per introdurre le preferenze nella legge elettorale e abbandonando l'agenda Draghi, il Green Deal e il supporto all'attuale Commissione Europea. Vannacci ha poi criticato i "tabù" della sinistra sul Colle, respingendo la richiesta di un "patentino di antifascismo" per i candidati e suggerendo di valutare anche profili di normali cittadini illustri al di fuori della cerchia dei soliti politici. Spostandosi sulle dinamiche della coalizione, il leader di Futuro Nazionale ha lamentato l'atteggiamento "diffidente" del centrodestra, accusando gli alleati di "erigere muri per paura di perdere voti e poltrone". Ha evidenziato le forti contraddizioni interne alla maggioranza, attaccando nuovamente Forza Italia per la sua vicinanza al Pd in Europa e per le aperture sullo ius scholae, e ironizzando sul cambio di rotta di Maurizio Lupi a favore delle preferenze. Sul fronte programmatico, Vannacci ha invitato la politica a non vendere fumo e a proporre obiettivi realistici ai cittadini, descrivendo ad esempio la "remigrazione" come un processo lento da realizzare un passo alla volta. Poi ha sollevato il caso della scarsa copertura mediatica riservata a Futuro Nazionale nei palinsesti di Rai e Mediaset. Denunciando quella che ritiene una manovra oggettiva per minimizzare l'impatto e la crescita del suo partito, Vannacci ha chiesto il rispetto della par condicio, lamentando lo spazio sproporzionato concesso a forze politiche minori o centriste e ricordando il recente flash mob di protesta organizzato dai suoi parlamentari davanti alla sede della tv di Stato.

11:30

Quirinale, Anpi contro Meloni: "Vuole un presidente di parte, è una deriva antidemocratica"

La Segreteria nazionale dell'Anpi ha espresso una dura condanna nei confronti delle dichiarazioni della premier Meloni sul Quirinale, accusandola di manifestare una cultura politica "faziosa e totalitaria". Secondo l'associazione dei partigiani, sostenere che sia giunto il momento di avere un Capo dello Stato non di centrosinistra significa volere una figura di parte, in netto contrasto con gli articoli 83 e 87 della Costituzione. L'Anpi ricorda che il Presidente della Repubblica, pur potendo avere una storia politica personale anche di centro o di destra, ha il compito istituzionale di spogliarsi di ogni visione faziosa per rappresentare l'unità nazionale e l'intero popolo italiano. Nella nota viene inoltre denunciata una pericolosa "deriva antidemocratica" da parte dell'esecutivo. Secondo l'Anpi, dopo i tentativi di alterare l'equilibrio dei poteri con le riforme sulla magistratura, la maggioranza starebbe ora utilizzando lo strumento della nuova legge elettorale per permettere a una minoranza reale di votanti di esprimere e controllare l'elezione del prossimo inquilino del Colle. Un disegno politico che, conclude l'associazione, divide il Paese e va fermamente contrastato.

11:01

Piano Casa, Meloni all'Ania: "Prezioso il contributo delle assicurazioni per dare case a prezzi accessibili"

In un messaggio inviato in occasione dell'assemblea annuale dell'Ania, Giorgia Meloni ha sottolineato "l'importanza del dialogo costante tra il governo e il settore assicurativo", definendolo un alleato indispensabile per la stabilità economica di famiglie e imprese. "Anche grazie alla vostra preziosa collaborazione, costruiamo un meccanismo che mobilita 10 miliardi di euro per rendere disponibili oltre 100.000 alloggi in 10 anni e che ha l'obiettivo di rispondere alla domanda di quanti, soprattutto nelle grandi città, fanno sempre più fatica a pagare un mutuo o un affitto", ha detto. "Il Piano Casa si fonda su un modello che genererà un moltiplicatore positivo sul Prodotto Interno Lordo e consentirà di valorizzare l'iniziativa economica sana e responsabile in un quadro di regole chiare e tempi certi. Il settore assicurativo è un alleato di cui le famiglie e le imprese non potrebbero fare a meno. È un fattore essenziale nella pianificazione delle scelte quotidiane, un prerequisito per la stabilità del sistema economico, un motore di sviluppo e uno strumento a supporto dell'economia reale". Poi ha aggiunto: "Il Governo crede fortemente nel dialogo e nel confronto con il settore assicurativo, perché il nostro impegno comune è quello di continuare a lavorare per costruire un contesto normativo stabile, trasparente e favorevole all'innovazione, capace di stimolare la competitività senza mai perdere di vista la tutela dei cittadini".

10:33

Caso voli USA, Crosetto: "Polemiche strumentali, voli in linea con gli anni scorsi"

In un'intervista alla Stampa, il ministro della Difesa Guido Crosetto definisce "surreale" e "strumentale" il dibattito nato dopo le dichiarazioni di Rutte sui voli militari statunitensi legati all'Iran e all'esercitazione "Epic Fury". Crosetto precisa che, in base ai trattati internazionali in vigore, dall'Italia non possono decollare voli per attaccare altri Paesi, a meno che la nazione stessa non sia direttamente coinvolta, un'ipotesi esclusa in questo scenario. Il ministro spiega quindi che queste operazioni non dipendono da scelte politiche quotidiane, ma dall'applicazione di accordi già scritti. A conferma della normalità delle operazioni, il capo della Difesa cita i dati sul traffico aereo della stessa tipologia: quest'anno i voli sono stati poco più di 500, una cifra in linea con i dati del 2022 (560 voli) e dell'anno precedente (477). Crosetto evidenzia poi anche come il picco massimo sia stato toccato nel 2019 sotto il governo Conte con 700 voli totali, respingendo così le accuse delle opposizioni.

09:55

Difesa, Crosetto: "Fondi Ue utili per il 2027, l'Italia mantiene una traiettoria credibile sulle spese"

In un'intervista alla Stampa, il ministro della Difesa Guido Crosetto fa il punto sugli investimenti militari italiani, a partire dall'accesso ai fondi europei "Safe". Secondo il ministro, le tempistiche per sbloccare queste risorse si allungheranno, motivo per cui potrebbero essere impiegate direttamente per finanziare gli impegni del 2027. "La lealtà verso il governo non mi impedisce di dire ciò che ritengo giusto", ha precisato Crosetto, ricordando che il suo compito è dare voce alle necessità del comparto, ma dicendosi certo che l'esecutivo rispetterà la parola data. Sul fronte delle richieste Nato di incrementare la spesa militare, Crosetto rivendica i passi avanti dell'Italia, che si presenta oggi con una spesa complessiva pari al 2,8% del Pil (il 2% destinato alla difesa in senso stretto e lo 0,8% alle spese per la sicurezza), in linea con il percorso concordato al vertice dell'Aia. Il ministro ha infine ammesso che quest'anno, a causa dei vincoli della procedura d'infrazione UE, non è stato possibile stanziare l'intero incremento previsto dello 0,15%, ma confida in un recupero con la prossima manovra di bilancio: "L’importante è mantenere una traiettoria credibile".

09:22

Legge elettorale, Ciriani (FdI): "La sinistra difende l'attuale sistema per governare senza vincere"

In un'intervista al Giornale, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) torna a parlare anche dello Stabilicum, affrontando sia il nodo interno della coalizione sia lo scontro con le opposizioni. Sul tema delle preferenze, che vede Fratelli d'Italia contrapposta a Lega e Forza Italia, il ministro esprime una posizione di apertura personale, pur richiamando alla responsabilità di squadra: "Per quasi tutta la mia vita politica mi sono misurato con le preferenze, quindi sicuramente sono a favore. Tuttavia facciamo parte di una coalizione, quindi vedremo se ci sono le condizioni per introdurle". Ciriani sposta poi l'attacco sul centrosinistra, accusandolo di voler mantenere l'attuale legge elettorale per scopi puramente tattici. Secondo il ministro, mentre il centrodestra lavora per garantire stabilità, una maggioranza chiara e tempi rapidi per la nascita dell'esecutivo, le opposizioni preferiscono un sistema che rischia di produrre un risultato frammentato. L'obiettivo della sinistra, conclude Ciriani, sarebbe quello di "favorire governi ibridi o tecnici, basati su maggioranze fantasiose", trovando così la strada per "stare al governo anche senza vincere le elezioni, come accaduto in passato".

09:00

Quirinale, Ciriani (FdI): "Non è proprietà della sinistra, basta considerarlo un feudo rosso"

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (FdI), interviene nel dibattito sul Quirinale in un'intervista al Giornale, difendendo le recenti dichiarazioni della premier Meloni. Ciriani contesta duramente l'atteggiamento delle opposizioni, accusando il centrosinistra di considerare la Presidenza della Repubblica come "una sorta di proprietà privata", un approccio che definisce "profondamente antidemocratico". Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, l'appartenenza o l'orientamento di centrodestra non possono essere un elemento di esclusione per il Colle: "Chi è di centrodestra non è figlio di un Dio minore ed esistono eminenti profili in grado di ricoprire il ruolo", ha sottolineato il ministro. Ciriani ha infine liquidato le critiche della sinistra come "tesi fantasiose", invitando gli avversari politici a concentrarsi su proposte programmatiche concrete per il Paese anziché compattarsi solo in chiave anti-governo.

08:30

Malaguti (FdI): "Dal Pd solo nostalgia per i governi degli inciuci"

Il deputato di Fratelli d'Italia, Mauro Malaguti, è intervenuto nel dibattito sulla riforma elettorale replicando duramente alle critiche della parlamentare del Pd Debora Serracchiani. Secondo Malaguti, le posizioni dei democratici nascondono una forte "nostalgia per i governi delle larghe intese e degli stretti inciuci", dinamiche che in passato hanno causato una perenne instabilità politica con gravi ripercussioni sull'economia nazionale e sui lavoratori.

L'esponente della maggioranza ha difeso l'impianto della nuova legge, nata per garantire stabilità a chi vince le elezioni. Malaguti ha infine lanciato una provocazione alle opposizioni: se il Pd è davvero convinto che il governo Meloni stia operando male e di avere la vittoria in tasca per la prossima tornata, dovrebbe favorire una riforma che assicuri a chi ottiene il consenso dei cittadini la possibilità di governare stabilmente, senza dover ricorrere a compromessi e giochi di palazzo.

08:29

Save the Children: "Il mondo ha voltato le spalle a un milione di bambini a Gaza"

Save the Children accusa la comunità internazionale di aver ignorato per mille giorni le sofferenze di un milione di bambini, proseguendo con la vendita di armi e gli accordi commerciali con Israele nonostante il blocco degli aiuti umanitari. Il direttore regionale Ahmad Ahendawi condanna il mancato intervento globale per fermare le uccisioni. I dati aggiornati registrano l'uccisione di almeno altri 275 minori dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre. Sul piano psicologico, il 96% dei bambini vive con la costante percezione di una morte imminente. I combattimenti hanno poi danneggiato il 77% delle abitazioni, costringendo la popolazione palestinese a vivere in meno del 40% del territorio della Striscia. La richiesta finale dell'ong è un cessate il fuoco immediato e definitivo, unito all'accertamento delle responsabilità legali per i crimini commessi contro i minori.

08:00

Fidanza: "L'Europa non è un continente perduto se segue l'agenda dei conservatori"

Nel corso della missione istituzionale a Washington, la delegazione dei Conservatori europei (Ecr), guidata da Carlo Fidanza e dalla vicepresidente del Parlamento UE Antonella Sberna, ha tenuto una serie di incontri di alto livello alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato e al Pentagono, dove ha incontrato il responsabile delle politiche di difesa Elbridge Colby. Rispondendo ad alcune visioni scettiche diffuse nella destra statunitense, Fidanza ha voluto rassicurare gli alleati d'oltreoceano: "L'Europa non è un continente perduto", ha affermato, spiegando che il riscatto dell'Unione dipende dall'adozione dell'agenda dei conservatori. Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, l'alternativa alla perdita di identità e di peso geopolitico dell'Europa passa attraverso una maggiore competitività economica, lo snellimento della burocrazia e il potenziamento della base industriale. Fidanza ha infine rivendicato i risultati concreti ottenuti grazie all'azione del gruppo e di Giorgia Meloni nel ridefinire a livello europeo le politiche di contrasto all'immigrazione irregolare.

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