Il leader della Lega, Matteo Salvini, è indagato per abuso d’ufficio a Roma, dal tribunale dei ministri, per l’utilizzo dei voli di Stato quando era ministro dell’interno. La notizia è stata confermata questa mattina dal Fatto Quotidiano, secondo cui il collegio presieduto dal giudice Maurizio Silvestri ha inviato una richiesta di accesso alla documentazione ai vertici dei Vigili del fuoco e della Polizia per l’utilizzo dei loro velivoli. Tra quelli interessati c’è anche un Piaggio P-180, denominato la ‘Ferrari dei cieli’. L’atto, riporta ancora il Fatto, è stato depositato lo scorso 9 gennaio. In giornata è stato lo stesso Salvini a tornare sull’argomento, parlando di una nuova indagine a suo carico nel corso di una diretta Facebook, ma non facendo mai riferimento all’episodio nello specifico. Il leader leghista non si sofferma quindi sul tema, come fatto in occasione delle indagini a suo carico su questioni riguardanti migranti e sbarchi, ma si limita a un riferimento generico, senza far così sapere ai suoi follower che in questo caso l’indagine è sui voli di Stato.

Salvini in diretta su Facebook: non mi fermano

Salvini parla dell’indagine a suo carico durante una diretta Facebook: “Pare che mi stia arrivando un altro processo, questa volta per abuso d’ufficio. Sono tranquillo perché male non fare paura non avere, confido nel giudizio della magistratura che è al 90% sana”. L’ex ministro dell’Interno prosegue: “Li sto collezionando come le figurine Panini. Se pensano di fermarmi, mandando avanti un processo a settimana, hanno trovato il Matteo sbagliato e la Lega sbagliata”. Poi conclude rivolgendosi a chi lo segue durante la diretta: “Certo ho bisogno di voi. Se voi non mollate io non mollo”.

L'indagine sui voli di Stato a carico di Salvini

L’indagine a carico di Salvini arriva dopo quelle sui casi Diciotti, Gregoretti e Open Arms, tutte relative alla mancata autorizzazione per far sbarcare in Italia i migranti a bordo di queste tre imbarcazioni. In questo caso, invece, i magistrati vogliono verificare se il leader leghista abbia utilizzato i voli di Stato non solo per la sua attività da ministro, ma anche per attività legate alla leadership del suo partito. A settembre la Corte dei Conti ha escluso l’ipotesi di un danno erariale, perché – spiegava – gli aerei di linea sarebbero costati di più, ma ha poi passato i fascicoli alla procura di Roma, che ha quindi iscritto Salvini nel registro degli indagati per quello che viene ritenuto un “atto dovuto”. Le carte sono poi state smistate al tribunale dei ministri. Sulla base della normativa vigente i ministri possono ricorrere all’utilizzo di voli di stato solamente per “eccezioni specificamente autorizzate”. I viaggi su cui hanno effettuato controlli i magistrati sono in tutto 35.