Salvini annuncia trasporti gratis per studenti, ma senza soldi si rischia taglio corse e tariffe più care

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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini annuncia dal palco di Rimini l’intenzione di varare una scontistica importante per il trasporto locale, dedicata agli studenti. Il ministro arriva a parlare di trasporto pubblico gratis per tutti i minorenni, ma non indica con precisione cifre, requisiti e soprattutto coperture. E intanto è ferma alla Camera e al Senato una proposta di legge del Pd per ridurre il costo del trasporto pubblico per gli studenti, in base all’Isee.

Matteo Salvini ieri dal Meeting di Cl a Rimini ha lanciato una proposta rivolta ai più giovani: trasporti pubblici gratis per tutti gli studenti minorenni, per incentivare l'uso del trasporto pubblico.

"Sto ragionando con il ministro dell'Economia, Bruxelles permettendo perché serve il loro ok, sul famoso budget superiore per l'energia. Stiamo valutando. Ho chiesto, da ministro dei Trasporti, di poter pensare alla gratuità, o almeno a una forte scontistica, per l'abbonamento per tutti i minorenni che frequentano la scuola dell'obbligo per prendere i mezzi pubblici", ha detto nel suo intervento, riferendosi alla flessibilità che l'Ue ha già accordato in deroga ai vincoli del Patto di stabilità per le spese militari, e che è stata concessa anche per l'energia. Si tratta di 14 miliardi in due annualità, che potranno essere impiegati per investimenti energetici e misure di transizione. Per Salvini "dare ai ragazzi in età scolare un abbonamento gratuito sarebbe sicuramente un segnale importante per le famiglie".

L'annuncio del vicepremier e ministro segue la proposta avanzata già dal Pd oltre un anno fa, presentata nel luglio scorso dalla segretaria del Pd Elly Schlein e depositata sia alla Camera sia al Senato. Ma Salvini non ha nemmeno citato quel testo e si è limitato a fare una promessa generica, senza indicare precisamente le eventuali coperture per finanziare gli abbonamenti, che potrebbero essere individuate ad esempio negli extraprofitti energetici, come chiedono i dem.

"Questo sì che sarebbe un incentivo, superiore alle punizioni e ztl varie. Perché il punto non è colpire i proprietari di auto o moto, ma rendere la possibilità di scelta reale", ha spiegato Salvini. Ma in questo modo il suo annuncio assomiglia solo a uno spot elettorale.

La proposta del Pd è invece più circoscritta e dettagliata, con l'obiettivo di ridurre il costo del trasporto pubblico per gli studenti e facilitare il ritorno a casa dei fuori sede. L'idea è assicurare a livello nazionale quanto già sperimentato in Emilia-Romagna e Campania, Regioni che hanno già introdotto un sostegno strutturale alla mobilità (il finanziamento del Trasporto Pubblico Locale è misto e coinvolge sia lo Stato sia gli enti territoriali). Il punto è che non tutte le Regioni possono permettersi di introdurre misure simili. Ed è qui che nasce l'esigenza di una risposta dall'alto.

Però senza risorse aggiuntive ad hoc, stanziate dallo Stato, riducendo le tariffe esclusivamente per alcune categorie, i costi potrebbero ricadere su tutti gli altri, soprattutto nella difficile congiuntura internazionale che sta determinando l'impennata dei prezzi del carburante e che ha messo in crisi il sistema dei trasporti. A catena si potrebbero verificare disservizi, tagli delle corse oppure rincari del prezzo del biglietto per le categorie non tutelate. Insomma, il pericolo concreto è quello di offrire un servizio peggiore agli utenti, dato che il settore è già pesantemente sottofinanziato, come ha denunciato il Pd: "Dal 2009 a oggi, a causa degli aumenti dell'inflazione, è come se il Fondo nazionale trasporti fosse stato tagliato del 38%".

Secondo i dem "l'annuncio del MIT va nella direzione giusta solo se sarà associato alla previsione delle risorse necessarie a finanziare l'iniziativa". Per questo chiedono che venga prima di tutto calendarizzata e discussa la loro proposta presentata a luglio 2025, che nasceva da un lavoro fatto insieme al Coordinamento nazionale dei circoli Pd Trasporti e dai gruppi parlamentari.

Cosa dice la proposta del Pd sugli sconti per il trasporto ai giovani

Il testo della proposta di legge dei dem, già pronta, si rivolge agli under 25, e punta ad agevolare la mobilità degli studenti "tra il luogo di residenza e la sede di studio". A questa finalità si istituirebbe un fondo con una dotazione di 500 milioni annui, che servirebbero (fino a esaurimento delle risorse) a erogare un buono per gli under 25 con Isee familiare non superiore a 30mila euro annui, per l'acquisto dell'abbonamento annuale del trasporto pubblico locale o regionale, anche ferroviario o marittimo, fruibile nei giorni di frequenza scolastica o universitaria. Per ogni studente si prevede un massimo di 250 euro annui, che diventano 300 nel caso in cui il tragitto da percorrere comporti l'utilizzo di più mezzi. Il buono in questione, si legge nel testo, riporterebbe il nominativo del beneficiario e non sarebbe cedibile.

L'articolo 2 del testo si occupa invece specificamente della mobilità di lunga percorrenza degli studenti fuori sede. Per coloro che devono coprire una distanza superiore a 300 chilometri in treno tra il luogo di residenza e il luogo di studio viene istituito un fondo da 150 milioni annui. Anche in questo caso il requisito è l'Isee entro i 30mila euro annui: il buono servirebbe per comprare biglietti del treno, per un importo complessivo di 250 euro all'anno. In tutto il costo stimato per l'attuazione della legge sarebbe pari a 750 milioni di euro annui.

"Siamo pronti al confronto in Parlamento ma chiediamo subito chiarezza sulle risorse, gli annunci non bastano a sostenere il sistema del trasporto pubblico locale messo in crisi dai tagli e dalle scelte del governo", scrivono in una nota congiunta Antonio Misiani, responsabile economia, finanze, imprese e infrastrutture del Pd, Andrea Casu, deputato e vicepresidente commissione trasporti della Camera e Antonio Casella, coordinatore nazionale dei circoli trasporti del Pd.

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