Riscatto della laurea per la pensione, dal 2027 potrebbe costare di più: quanto si pagherà e cosa cambia

A cura di Giulia Renda
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Riscattare gli anni dell’università per andare prima in pensione potrebbe costare di più dal 2027. Il conto non è ancora definitivo, ma una simulazione basata su un possibile aumento del 2,9% del minimale contributivo indica un rincaro di circa 180 euro per ogni anno di laurea. Per chi deve riscattare quattro o cinque anni, la spesa potrebbe quindi aumentare di diverse centinaia di euro.

Riscattare gli anni passati all'università per farli valere ai fini della pensione potrebbe costare un po' di più dal prossimo anno. Il costo definitivo per il 2027 non è ancora stato fissato. A determinare l'importo del riscatto agevolato è infatti il minimale contributivo degli artigiani e dei commercianti, il parametro utilizzato dall'INPS per effettuare il calcolo. Nel 2026 il minimale è fissato a 18.808 euro. Applicando l'aliquota del 33%, il costo per riscattare un anno di studi è di 6.206,64 euro, un importo ufficiale indicato dall'INPS. Per il 2027, invece, si può parlare soltanto di una stima, perché il nuovo importo non è ancora ufficiale.

Riscatto della laurea, la simulazione dei costi per il 2027

Una stima riportata da Il Messaggero ipotizza per il prossimo anno una rivalutazione del minimale contributivo pari al 2,9%. Applicando questo aumento al parametro oggi in vigore, si arriverebbe a circa 19.353 euro. Con l'aliquota del 33%, il costo del riscatto agevolato salirebbe così a circa 6.386,63 euro per ogni anno di laurea. La differenza rispetto al 2026 sarebbe quindi di circa 180 euro per ogni anno riscattato.

La simulazione ci permette di capire davvero quanto potrebbe cambiare la spesa:

  • 1 anno di laurea: dai 6.206,64 euro del 2026 a circa 6.386,63 euro nel 2027, con un aumento di circa 180 euro;
  • 4 anni di laurea: dai 24.826,56 euro del 2026 a circa 25.546,52 euro nel 2027, quindi circa 720 euro in più;
  • 5 anni di laurea: dai 31.033,20 euro del 2026 a circa 31.933 euro nel 2027, con una differenza di circa 900 euro.

Si tratta di una simulazione, basata sull'ipotesi di una rivalutazione del 2,9%. Il costo effettivo per il 2027 sarà noto solo quando verrà definito il nuovo minimale contributivo.

Perché il prezzo può aumentare

Il meccanismo è più semplice di quanto possa sembrare. Nel riscatto agevolato, il costo non viene calcolato sulla base dello stipendio, ma sul minimale contributivo degli artigiani e dei commercianti previsto per l'anno in cui si presenta la domanda. Su quel valore viene poi applicata l'aliquota del 33%. Ecco quindi perché il costo può cambiare da un anno all'altro. Se il minimale sale, aumenta anche la cifra necessaria per riscattare ogni anno di università.

Ma che cosa significa riscattare la laurea?

In parole semplici, riscattare la laurea significa far valere ai fini della pensione gli anni passati all'università. In pratica, si pagano dei contributi per quegli anni di studio e questi vengono poi aggiunti a quelli accumulati durante il lavoro. Possono quindi aiutare a raggiungere prima gli anni di contributi necessari per andare in pensione e, in alcuni casi, anche ad aumentare l'importo della pensione futura.

Non tutti gli anni universitari, però, possono essere riscattati. Sono esclusi, per esempio, i periodi trascorsi fuori corso. Non si possono inoltre riscattare periodi che risultano già coperti da contribuzione obbligatoria o da altra contribuzione riconosciuta ai fini previdenziali. E non è necessario, in ogni caso, riscattare per forza l'intero percorso universitario: la richiesta può riguardare anche singoli periodi, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Il riscatto agevolato non è uguale a quello ordinario

Qui si trova una delle differenze più importanti da capire. Con il riscatto agevolato, per i periodi che rientrano nel sistema contributivo, l'onere viene calcolato utilizzando il minimale contributivo degli artigiani e commercianti e l'aliquota prevista per il calcolo contributivo.

Il riscatto ordinario, invece, funziona in modo diverso e può costare molto di più. In questo caso, per i periodi coperti dal sistema contributivo, il costo viene calcolato partendo dallo stipendio del lavoratore. Più alta è la retribuzione, quindi, più può aumentare la cifra da pagare. Per gli anni di laurea precedenti al 1996, invece, il calcolo può essere più complicato e dipende dalla situazione contributiva della persona e da quanto il riscatto inciderà sulla pensione futura.

Chi può utilizzare il sistema agevolato

Il punto fondamentale è che il riscatto agevolato riguarda i periodi che devono essere valorizzati nel sistema contributivo della pensione. La questione è particolarmente delicata per chi ha iniziato a versare contributi prima del 1996. In determinate situazioni è possibile utilizzare il calcolo agevolato anche per anni di laurea precedenti al 1° gennaio 1996, ma questo è possibile quando la pensione viene poi liquidata interamente con il sistema contributivo, attraverso le condizioni previste dalla normativa.

Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, quindi, la situazione può essere più complessa e va valutata caso per caso, considerando tutta la propria storia contributiva.

Come si presenta la domanda

La richiesta passa dai servizi telematici dell'INPS. Il lavoratore indica i periodi di studio che intende riscattare e l'Istituto determina l'onere dovuto sulla base delle regole applicabili alla sua posizione. In questo modo, prima di procedere con il pagamento, si può sapere quanto verrà richiesto dall'INPS.

Il riscatto, infatti, non è un'operazione che conviene valutare guardando esclusivamente al prezzo.

Il pagamento può essere dilazionato

Una spesa di oltre 20 o 30 mila euro può essere difficile da sostenere tutta insieme. La normativa prevede quindi, secondo le condizioni stabilite dall'INPS, la possibilità di rateizzare l'onere del riscatto. La rateizzazione può essere quindi particolarmente utile per chi deve riscattare diversi anni di università e si trova davanti a una spesa consistente.

Nella valutazione del costo complessivo bisogna tenere presente anche il trattamento fiscale degli oneri sostenuti per il riscatto. La cifra comunicata dall'INPS resta quella da versare all'Istituto, mentre l'eventuale vantaggio fiscale viene riconosciuto secondo le regole previste per i contributi previdenziali e in base alla situazione del contribuente. Anche il trattamento fiscale va quindi considerato quando si calcola quanto pesa davvero il riscatto sul bilancio familiare.

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