Con la riapertura della scuola dal 14 settembre cambieranno le regole per mettere in campo le misure anti-Covid. È la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a spiegare cosa succederà con l’inizio del nuovo anno scolastico, parlando durante la trasmissione In Onda, su La7. Uno dei temi di cui si discute da giorni è quello dei banchi, che dovranno essere singoli per mantenere il distanziamento tra gli studenti. “Non mi risultano difficoltà dei dirigenti scolastici nel far rispettare il metro di distanza nelle aule. Se ci fossero, sarei disponibile a dare ulteriori chiarimenti. Compreremo tantissimi banchi singoli, moderni, che serviranno anche a pensare a una didattica diversa. Perché l’ambiente di apprendimento non è soltanto fisico in sé per sé, serve anche all'innovazione didattica”. Le linee guida sulla didattica a distanza, invece, sono già state “scritte e ci stiamo confrontando con tutti gli attori, poi le presenteremo”, spiega la ministra.

L’ipotesi scuole aperte a luglio

Azzolina risponde a una domanda sull’ipotesi che le scuole italiane possano essere aperte anche a luglio, come succede in altri Paesi: “Si può aprire una riflessione, ma dobbiamo tenere i piedi per terra. Possiamo pensare a diverse ipotesi ma prima dobbiamo adeguare le strutture scolastiche. Siamo il paese europeo con più giorni di lezione a scuola. Certo, si può pensare ad una rimodulazione come avviene in altri paesi europei, ma bisogna prima adeguare le aule perché non si possono mandare i ragazzi a scuola con temperature di 30-35 gradi”.

Azzolina rivendica: primo governo che mette scuola al centro

La ministra rivendica la volontà del governo di investire nella scuola in questo periodo: “Questo è il primo governo che rimette la scuola al centro del Paese: da gennaio ad oggi ha investito 5,6 miliardi di euro. In quei 5,6 miliardi ci sono 800 milioni di euro di fondi pon che erano nel cassetto del ministero dell'Istruzione e che il mio predecessore Fioramonti non aveva visto. Per vederli al ministero ci devi stare”, aggiunge polemizzando con l’ex titolare del ministero di viale Trastevere.

Azzolina: plexiglass in classe è bufala

Azzolina torna anche a smentire l’ipotesi che si possano installare cabine di plexiglas nelle classi italiane: “Una delle tante fake news che riguardano la scuola perché un'immagine come quella significa fare clic. Ad una riunione riservata che c'era stata con il Comitato tecnico scientifico si erano pensate soluzioni di diverso genere, si era anche parlato di possibili divisori, non quelli in plexiglas, né tantomeno le cabine di plexiglas viste sui giornali. Mai e poi mai abbiamo pensato una cosa del genere. Mai e poi mai lo ha pensato il ministro dell'Istruzione, che viene dalla scuola, è un docente, né tantomeno il resto dello staff. Quelle sono delle gabbie, chi può mai immaginare di mettere gli studenti lì dentro?”.