"L'emendamento sul Revenge porn per me è un primo passo, poi c'è da approvare un disegno di legge più organico. Martedì, quando riprenderanno i lavori, si potrà benissimo votare quell'emendamento che ha già i numeri in Parlamento"Luigi Di Maio prova a placare gli animi dagli Stati Uniti. Oggi alla Camera si è tenuto un vero e proprio scontro tra le deputate dell'opposizione, che hanno occupato i banchi del governo per protesta, e la maggioranza Lega-M5S. Il motivo? È stato bocciato l'emendamento che avrebbe introdotto il reato di revenge porn nel Codice rosso, la corsia preferenziale per i reati contro le donne, che ne velocizza l'iter processuale. Sono mancati i voti di Lega e M5S e così le deputate di Forza Italia, Pd, LeU e FdI si sono scagliate contro la maggioranza. I lavori dell'Aula sono stati sospesi per volere del presidente della Camera Roberto Fico, e rinviati a martedì. "Iniziamo a votare quella norma che è un primo passo, poi approveremo anche la legge che abbiamo depositato in Parlamento", ha aggiunto da Washington il vicepremier.

Proprio oggi al Senato è stato presentato il disegno di legge a firma della senatrice Elvira Lucia Evangelista, che introdurrebbe il reato di revenge porn nel codice penale. Il M5S aveva detto di no all'emendamento alla Camera, spiegando che quella proposta di modifica non era completa, e avrebbe rischiato solo di creare caos. Per i pentastellati era preferibile votare per una legge ad hoc, che punisse la diffusione non consensuale di materiale intimo in rete.

"Abbiamo dovuto spiegarglielo per sei ore e occupare l'aula per far capire ai 5Stelle la necessità di approvare subito la proposta di Forza Italia di prevedere pene severe per il revenge porn. Dagli Stati Uniti, Luigi Di Maio ora annuncia che i 5Stelle voteranno martedì il nostro emendamento. È questione di fuso per Di Maio, di essere fusi per i suoi parlamentari a Roma. W le donne!", ha commentato il deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato Giorgio Mulè.

Cosa è successo alla Camera

Durante l'esame del ddl sul Codice rosso, per soli 14 voti di scarto, con voto segreto, è stato prima bocciato un emendamento sul revenge porn presentato dall'ex presidente della Camera Laura Boldrini, deputata di Leu. Poco più tardi l'Aula deve votare l'emendamento della deputata di Forza Italia Federica Zanella, che ricalca la proposta che il M5s ha presentato oggi a Palazzo Madama alla presenza di Maria Teresa Giglio, mamma di Tiziana Cantone, la ragazza napoletana che nel 2016 si suicidò dopo la diffusione di un video intimo che la riguardava. La maggioranza si è presa qualche ora di tempo per valutare un parere favorevole. Ma alla ripresa dei lavori nel pomeriggio la relatrice Stefania Ascari (M5s) annuncia il no.

La deputata Zanella propone allora di ritirare la firma, purché l'emendamento passi: "Sono disposta a ritirare la mia firma, fatelo vostro ma diamo risposte subito, le vittime non aspettano, non avete più scuse, mettete comunque la vostra bandierina". Ma al voto sull'emendamento di Forza Italia non si arriva, nell'Aula si avverte nervosismo, e le deputate di Pd e Fi si schierano ai banchi del governo.

Evangelista risponde alle polemiche delle deputate

In un lungo post su Facebook la senatrice Elvira Lucia Evangelista risponde alle polemiche sollevate nell'Aula della Camera:

Alla Camera ex ministre di Forza Italia, l'ex presidente della Camera Boldrini e il Pd si lanciano in una spericolata speculazione politica improvvisando degli emendamenti. Per anni e anni tutti loro non hanno fatto nulla, al #governo e in Parlamento, nonostante alcune promesse fatte pubblicamente. Oggi si svegliano e pensano di trattare un tema così delicato in mezza giornata e con un emendamento ad altra e diversa legge.
Noi stiamo facendo le cose per bene: ho presentato volutamente un testo base aperto a modifiche e integrazioni, io stessa ne ho in mente alcune che ho illustrato in conferenza stampa. Ci saranno suggerimenti di tutti, anche delle opposizioni ovviamente. Vogliamo una #legge seria, pensata per tutte le vittime. Le #speculazioni politiche la lasciano ad altri.