I voti di Italia Viva al Senato sono stati decisivi per salvare il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. E con lui anche la tenuta del governo. Tenere in bilico l’esito del voto sulle mozioni di sfiducia presentate nei confronti del capo-delegazione del M5s al governo, col senno di poi, sembra essere sempre più una mossa per poter ora passare all’incasso. D’altronde lo ha fatto capire bene ieri, intervenendo in Aula, Matteo Renzi: salvare Bonafede per evitare che il governo cada, come minacciato da Conte. Ma salvare in cambio di cosa? Renzi assicura che non vuole poltrone, ma investimenti e cantieri. Eppure continua a mandare un messaggio chiaro anche a Conte: “In questo Parlamento la maggioranza si forma in un quarto d'ora”, dice intervistato da Repubblica.

Renzi minaccia: nuova maggioranza in 15 minuti

Renzi sostiene che il presidente della Repubblica, in caso di crisi di governo, cercherebbe una nuova maggioranza. Che secondo lui si troverebbe facilmente in Parlamento. Nonostante la minaccia, però, poi smorza i toni: “Ma non mi interessa arrivare lì. Quello che mi interessa è un lavoro serio, radicato, per affrontare i problemi. A me stanno a cuore gli italiani, non i litigi”. La priorità per Italia Viva, stando alle parole del suo fondatore, è il piano shock presentato dal partito, oltre a una nuova politica industriale che faccia ripartire il Paese in un momento così difficile. Nessun rimpasto di governo, assicura inoltre: “Assolutamente no. Non me ne frega nulla dei posti di sottogoverno, mi interessano i cantieri, la politica industriale di questo Paese. Dopo di che devono capire che senza Italia Viva non c'è maggioranza”.

La tenuta del governo e gli equilibri dopo il voto su Bonafede

Pur continuando a ribadire il suo disinteresse verso le poltrone, è probabile che Renzi qualcosa la incassi. Soprattutto nella partita delle presidenze di commissioni, dove punta a un nuovo equilibrio con qualche nome di Italia Viva nelle commissioni di peso (si parla soprattutto di Bilancio). Sicuramente il voto delle mozioni di sfiducia a Bonafede cambierà anche gli equilibri interni al governo. Finora il ministro della Giustizia ha lavorato in solitudine. Dando una linea che è stata criticata non solo da Italia Viva, ma anche dal Pd. Che persino ieri al Senato ha lanciato forti segnali di malumore nei confronti del Guardasigilli. Che, non a caso, è stato costretto a chiudere il suo intervento puntando su una maggiore collaborazione nella maggioranza sul tema della giustizia. Anche il Pd, non a caso, rivendica di aver salvato Bonafede. E di meritare, quindi, più considerazione. In questo caso più sui temi che sulle poltrone, probabilmente, che al momento non mancano per i dem. I voti su Bonafede, insomma, sembrano aver poco a che fare con le questioni specifiche sollevate dal centrodestra e da +Europa, ma potrebbero incidere molto più di quel che sembra sul futuro del governo e sulla sua tenuta.