Renzi: “Il voto delle amministrative è importante per le città, non per il governo”

"Lo devo baciare perché ho baciato anche il Papa e Higuain perché io con la mia città devo vincere". Così l'attrice Veronica Mazza ha introdotto l'intervento del presidente del Consiglio Matteo Renzi, giunto a Napoli per l'evento di chiusura della campagna elettorale di Valeria Valente, candidato sindaco del Partito Democratico per la città di Napoli. "Grazie della vostra accoglienza, ma non sono degno di essere paragonato a Higuain e al Papa e poi di quello che ha fatto Higuain noi della Fiorentina abbiamo pagato le conseguenze", ha risposto Renzi, con una battuta. Durante l'evento, il presidente del Consiglio ha parlato non solo di Napoli, ma delle elezioni amministrative italiane in generale e ha sottolineato che domenica i cittadini che si recheranno alle urne voteranno per scegliere sindaco e giunta comunale delle proprie città, non sarà un voto "per il governo".
"Per il Governo sono importanti altri momenti, come quelli del referendum. Voglio vedere gli altri italiani, quelli che non votano per noi, quando è possibile scegliere un modello in cui le leggi si fanno con semplicità, senza inciucio e il cittadino è protagonista. Sono assolutamente certo, quella è la vera partita", ha dichiarato il presidente del Consiglio, ribadendo che in caso di vittoria del "no" al referendum di ottobre, il governo andrà a casa. "Io sono disponibile a mettermi in gioco: se si perde si va a casa, ma intanto si vince".
Durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale napoletana, Renzi non ha lesinato attacchi verso il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, definendolo "fantozziano". "Ha proposto il pedaggio a Roma e la Meloni si sta chiedendo perche' ho fatto l'accordo con Salvini?", ha scherzato il presidente del Consiglio. "Salvini ieri da Bologna ha lanciato un bombing telefonico. Ha sbagliato numero di telefono. Secondo me ha sbagliato anche mestiere, ma questo è un altro discorso", ha proseguito Renzi, rincarando la dose.
Sempre nella giornata di venerdì 3 giugno, Matteo Renzi ha proseguito parlando delle elezioni amministrative di tutta Italia – e ribadito i concetti espressi a Napoli – nella sua consueta e-news. "Domenica 5 giugno si vota in diversi comuni. Tra gli altri: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Cagliari, Trieste. Come abbiamo detto in tutte le salse non è un voto sul Governo, ma sicuramente è molto importante per scegliere il futuro della propria città", si legge. "Ci vogliono sindaci onesti, capaci di tappare le buche, ma anche di dare un orizzonte alle proprie comunità. Il PD ha messo in campo molti candidati autorevoli. Gente che ha saputo gestire grandi eventi come Beppe Sala a Milano, senza il quale non ci sarebbe stato Expo. O Roberto Giachetti, anima organizzativa in Comune di Roma del Grande Giubileo del 2000 e della Giornata Mondiale della Gioventù. L'invito a tutti i cittadini interessati è quello di non sprecare l'occasione del voto per il proprio sindaco", prosegue.
Il presidente del Consiglio si scaglia inoltre contro quelle persone che "sperano che tutto fallisca" e che le cose vadano sempre peggio. I dati, sostiene Renzi, sembrano non dare ragione ai cosiddetti gufi. "Questa Italia che non si rassegna tutti i giorni combatte con chi spera che tutto fallisca (in arte: gufi), la cui principale attività è far passare il messaggio che tutto va male e tutto andrà sempre peggio. I numeri però sono testardi. E hanno ragione loro. È vero, come scrive Nando Pagnoncelli nel suo libro ‘Dare i numeri. Le percezioni sbagliate sulla realtà sociale', che la percezione degli italiani è spesso diversa dalla realtà: siamo convinti che i disoccupati siano 4 volte più di quelli che effettivamente sono. Che gli stranieri siano 3 volte di più di quelli che effettivamente sono. Che i musulmani in Italia siano 10 volte di più di quelli che effettivamente sono. E 7 italiani su 10 non sanno che siamo il secondo paese manifatturiero d'Europa o il primo per agricoltura. Dunque: la nostra percezione è diversa dalla realtà. Ok, ma questo non è un buon argomento per non ridire la verità".
Nella E-news, Matteo Renzi torna inoltre sulla questione 80 euro, ribadendo che la polemica portata avanti dal Movimento 5 Stelle non avrebbe senso di esistere, perché le condizioni per la restituzione del bonus in caso di incapienza erano chiare sin dall'inizio. "Non c'è nessuna manovra oscura del Governo, men che mai a livello elettorale. è vero che 1,4 milioni di persone che avevano dichiarato di stare nei limiti previsti dalla legge (8mila – 26mila euro lordi) non ci sono stati e dunque hanno perduto il diritto al bonus", spiega.