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Renzi: “Il referendum è un’occasione unica per l’Italia, non ricapiterà”

In una lunga intervista concessa a La Stampa, Matteo Renzi parla dell’importanza del referendum costituzionale e attacca gli avversari: “Ad alcuni contradaioli della politica importa che il principale avversario non vinca. Ma questo è un atteggiamento che va benissimo per il Palio di Siena, ma è invece un disastro per l’Italia”.
A cura di Charlotte Matteini
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Matteo Renzi e Roberto Giachetti all'Auditorium della Conciliazione

In una lunga intervista concessa a Torino al giornalista e vicedirettore del quotidiano La Stampa, il presidente del Consiglio Matteo Renzi parla dell'importanza del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre e spiega per quale motivo la riforma targata Boschi è solo un compromesso per venire incontro alle varie anime politiche che siedono in Parlamento, ma non è la miglior riforma possibile e sicuramente si sarebbe potuto far di meglio. Mancavano però i numeri per cambiare l'assetto istituzionale dello Stato e scrivere una riforma differente, mancavano i numeri per l'abrogazione delle regioni a Statuto speciale, per esempio.

"Il voto al referendum é un’occasione che non ricapita. Di mandarmi a casa ci saranno occasioni plurime, ma se si vota semplicemente contro il governo si butta via l’occasione per i prossimi 30 anni di cambiare le cose in Italia. La fregatura è che una vittoria del no vuol dire buttare via l’ultima occasione in trent’anni per cambiare le cose", spiega Renzi, sottolineando che se dovesse fallire il referendum costituzionale, un'altro testo di riforma potrebbe non giungere in Parlamento per molti anni. "Ad alcuni contradaioli della politica importa che il principale avversario non vinca. Ma questo è un atteggiamento che va benissimo per il Palio di Siena, ma è invece un disastro per l’Italia", sottolinea il presidente del Consiglio, una stoccata che si riferisce probabilmente al Movimento 5 Stelle e all'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, con cui ormai quotidianamente si scontra via stampa. "Se vince il no per me è difficilissimo cambiare dopo. Se vince il sì, ci sarà lo spazio per migliorare e intervenire su altre riforme. Criticare è bello, ma è più bello sporcarsi le mani e provare a cambiare. È la differenza che c’è tra chi fa filosofia e chi fa politica. E noi qualcosa abbiamo fatto, certo errori ne abbiamo commessi, potevamo fare meglio, ma almeno le cose si stanno muovendo".

Secondo Renzi, dunque, le obiezioni mosse dal fronte nel "no" contro la riforma costituzionale sarebbe inconsistenti. Parlare di riforma antidemocratica – spiega Renzi – è un'offesa nei confronti di quei cittadini che davvero vivono in Paesi in cui non vige la democrazia, dove si arrestano i giudici, i giornalisti, i professori. "Non si dica che è una riforma antidemocratica perché si eliminano tre posti al Cnel è un po’ di poltrone ai parlamentari. Si dica piuttosto voto no perché mi stai antipatico".

"Le riforme finora sono state fatte con grande tenacia, per molte con voto di fiducia. Quindi con una forzatura. Il bicameralismo indiscutibilmente complica le cose", prosegue Renzi, sottolineando come in un Paese in cui nel giro di 70 anni si sono visti susseguirsi 63 diversi governi, un problema di stabilità esiste e andrebbe colmata questa lacuna.  "Sulla legge elettorale si dicono tante cose inesatte ma siccome dobbiamo evitare le polemiche sono pronto a cambiarla. Non si dica che dà potere ai partiti di scegliersi le persone, perché il 72% verrebbe scelto con le preferenze".

Riguardo la notizia relativa al rapporto Migrantes, che proprio oggi ha rivelato che nel corso del 2015 oltre centomila connazionali hanno deciso di espatriare e andare a vivere all'estero, il presidente del Consiglio si dice amareggiato: "La notizia mi ha fatto male ed è per questo che dobbiamo rendere il Paese più semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare. Lo scambio europeo è fisiologico ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta".

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