Renzi: “Gli esami ce li fanno gli italiani, non le istituzioni europee”
Il Presidente del Consiglio è intervenuto alla presentazione del libro di Massimo D'Alema ed ha colto l'occasione per parlare del rapporto tra l'Italia e l'Europa, all'indomani della visita alla cancelliera tedesca Angela Merkel: "Se noi saremo in grado di raccontare che tipo di Europa immaginiamo forse sconfiggeremo i populismi che in Italia hanno le sembianze di Grillo e della Lega". Il premier ha aggiunto: "C'è uno spread – aggiunge – tra le aspettative dei cittadini e il loro rapporto con l'Europa. O assumiamo che la sfida dell'Europa è integralmente politica o perdiamo l'appuntamento". Renzi ha quindi ricordato che i sondaggi sul gradimento dell'UE sono "devastanti", c'è un vero e proprio "tsumani".
E ancora: il premier ha detto che occorre opporsi alla "rappresentazione macchiettistica per cui noi chiediamo il permesso di rimanere dentro i margini sottoscritti. L'argomento reale è che, atteso che l'Italia rispetta i criteri, l'Europa rispetta l'impegno di essere un'Europa vicina ai cittadini?". Quindi si è passati al capitolo riforme: "Oggi, è un dovere sottolinearlo, siamo obbligati a fare le riforme perché queste non sono state fatte negli anni passati". Le riforme, continua, "sono la priorità perché l'impressione che diamo è quella di un paese irriformabile e che nella sua dinamica istituzionale non è in grado di fare le riforme". La priorità italiana, quindi, per il presidente del consiglio "non sono le misure economiche ma il fatto che dimostriamo in Europa che le riforme le facciamo sul serio, in tempi certi e avendo il coraggio di mettere in discussione dei tabù".
Parlando dell'incontro di ieri con la cancelliera Angela Merkel Renzi ha affermato che bisogna uscire "dalla sudditanza psicologica per cui l'Italia va in Europa a fare gli esami: gli esami ce li fanno gli italiani, non le istituzioni europee. Da vent'anni i cittadini ci chiedono di fare le cose. Smettiamola con questo atteggiamento provinciale". "Non siamo – ha insistito il primo ministro – l'ultima ruota del carro in Europa, anni di dichiarazioni che avremmo fatto la fine della Grecia hanno raggrinzito le ambizioni di un paese: siamo la seconda manifattura, siamo secondi per avanzo primario. Se affrontiamo con decisione i guai storici e facciamo la nostra parte cambiando noi stessi, cambiamo l'Europa".