Matteo Renzi esulta. Nella sua ultima enews il leader di Italia Viva rivendica l'apertura della crisi di governo, ma soprattutto le conseguenze che questo periodo ha causato nella politica. Il giorno dopo aver votato la fiducia al governo Draghi, il senatore fiorentino descrive il passaggio parlamentare di questi giorni come la "sintesi finale di una crisi che era nata al buio ma che ha portato molta luce nella politica italiana". Il leader di Italia Viva si prende il merito dell'aver innescato gli eventi che hanno portato alla formazione del nuovo governo, e lo fa elencando uno a uno tutti i cambiamenti che ci sono stati da quando ha comunicato le dimissioni di Bellanova, Scalfarotto e Bonetti (quest'ultima confermata ministra nell'esecutivo guidato da Mario Draghi).

Draghi, la destra, il Recovery, il Movimento 5 Stelle. L'elenco di Renzi inizia così: "A Palazzo Chigi abbiamo uno degli uomini italiani più stimati al mondo", spiega parlando di Mario Draghi. Poi la "destra si è divisa e una parte dei sovranisti è divenuta europeista". E ancora: "i soldi del Recovery plan sono in buone mani e il principio che Draghi ha espresso è sacrosanto, ogni spreco è un torto alle nuove generazioni". Il Movimento 5 Stelle "si divide e una parte dei ‘duri e puri' sarà espulsa". L’Italia "è più forte sui tavoli internazionali, nella presidenza del G20, in Europa", mentre "la maggioranza parlamentare è ampia e non ci sarà bisogno di ricorrere ai Ciampolillo di turno". Questo governo "mette al centro i nostri figli e non le nostre ambizioni".

"Quanto a noi – continua Renzi – adesso la partita politica si fa affascinante". Il leader di Italia Viva spiega che "a destra vedremo se e come recupereranno le divisioni ma certo che è divertente vedere la nuova conversione europeista. Tutti diventano europeisti: ieri Di Maio, oggi Salvini. Domani Meloni?". Mentre "a sinistra è nato un intergruppo parlamentare tra Pd, Leu e Cinque Stelle, mi fa sorridere pensare che le decisioni della sinistra non vengano prese nei gazebo con le primarie ma sulla piattaforma Rousseau". Renzi è certo di una cosa: "L’avvento di Draghi è una svolta per il governo ma produrrà una grande rivoluzione anche nella politica italiana. E noi saremo protagonisti del tentativo di europeizzare i partiti di casa nostra". E conclude: "Il meglio deve ancora venire".