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Elezione del Presidente della Repubblica 2022

Quirinale, i franchi tiratori di Fi che hanno affossato Casellati vogliono il Mattarella bis

Elisabetta Casellati è stata bocciata in Aula alla quinta votazione per il Presidente della Repubblica: 71 franchi tiratori del centrodestra stoppano la sua corsa per il Quirinale.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il centrodestra si schianta in Aula dopo aver tentato il colpo di mano alla quinta votazione questa mattina, annunciando la candidatura della presidente del Senato Elisabetta Casellati. L'iniziativa si è rivelata un suicidio: alla seconda carica dello Stato per essere eletta al Quirinale sono mancati ben 71 voti della coalizione, ed è stata bocciata con 382 schede, troppo poche per raggiungere il quorum previsto di 505. Ma la coalizione è composta da 453 grandi elettori: chi sono dunque i franchi tiratori, cioè i parlamentari che, approfittando del voto segreto, hanno votato in modo diverso ignorando le indicazioni ufficiali dei propri schieramenti?

Quanti voti sarebbero serviti a Elisabetta Casellati per essere eletta

Il tentativo dei vertici del centrodestra di sbloccare la situazione fallisce fragorosamente: per diventare Presidente della Repubblica a Casellati sarebbero serviti almeno altri 123 voti. Nel centrodestra è partita la caccia ai traditori, che hanno fatto naufragare il piano, con cui secondo Salvini si sarebbe chiusa la partita al quinto scrutinio: secondo Fratelli d'Italia i ‘battitori liberi' non vanno ricercati né tra i Grandi elettori del loro gruppo, 63 in tutto, né tra quelli della Lega, che di delegati ne ha 212.

Lo dice a chiare lettere Meloni in una nota: "Fratelli d'Italia, anche alla quinta votazione, si conferma come partito granitico e leale. Anche la Lega tiene. Non così per altri. C'è chi in questa elezione, dall'inizio ha apertamente lavorato per impedire la storica elezione di un presidente di centrodestra. Le decine di milioni di italiani che credono in noi non meritano di essere trattati così. Occorre prenderne atto, e ne parlerò con Matteo Salvini, per sapere cosa ne pensa".

Chi sono i franchi tiratori che hanno affossato Casellati

Una fonte vicina al vertice di Fratelli d'Italia ha confermato a Fanpage.it che 20 franchi elettori appartengono ai 32 delegati di Coraggio Italia-Idea Cambiamo, e altri 40 sono di Forza Italia. Per quanto riguarda i restanti 10 la provenienza è dubbia. Anche Vittorio Sgarbi conferma che 20 su 32 del gruppo di Giovanni Toti "non hanno votato".

Gli indizi sono rintracciabili non solo tra i voti di oggi – tra le schede lette i nomi di Berlusconi, Tajani e Galliani – ma soprattutto tra le dichiarazioni successive. Il forte sospetto è che tra i franchi tiratori azzurri ci sia un forte gruppo che tifa per il Mattarella bis: "La verità che non riesco a trovare alternative al bis di Mattarella. Ora basta con le trattative, è ridicolo continuare a fare nomi. Chiudiamo su Mattarella", ha detto all'Adnkronos il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia e grande elettore al Quirinale. "Tutto nasce da un inizio sbagliato – ha detto ancora Miccichè – Non c'è come uscirne, il Capo dello Stato deve essere di nuovo Mattarella. A questo punto basta continuare con le trattative e continuare a dare nomi è davvero ridicolo, ripeto, va cambiato il metodo, altrimenti si continua a segare persone diverse".

E conclude: "Si trovi una soluzione o si passi velocemente a Mattarella, stiamo facendo una pessima figura. Invito Berlusconi di dire chiaramente che bisogna chiudere su Mattarella e poi se ne parla". Eppure era stato proprio Berlusconi a lanciare questa mattina un appello ai suoi, affinché votassero per Casellati.

Nemmeno Osvaldo Napoli sembra averlo ascoltato: "Si è scelto di esporre la figura della presidente del Senato, a cui va la mia stima, nel torneo del Quirinale, nel frattempo trasformato in una corrida. Considero un grave errore aver mandato allo sbaraglio la seconda carica dello Stato. Ho perso il conto dei falò accesi con candidature di ogni tipo e genere, sempre e in ogni caso espressione di una parte politica e mai una sola volta concordate con tutti i gruppi parlamentari. Se questa era l'occasione per dimostrare la piena legittimità del centrodestra a esprimere il presidente della Repubblica, si può dire che è stata sprecata con grave danno per le istituzioni e il Paese. Il centrodestra da oggi non c'è più. Il quadro politico ne esce rivoluzionato. Oggi si apre uno spazio politico nuovo in cui devono essere protagonisti Toti, Renzi, Berlusconi, Calenda".

E Gaetano Quagliariello, esponente di Coraggio Italia, ricorda che è necessario un "accordo politico", affrettandosi a chiarire che il suo gruppo non auspicava questo risultato, "ma c'erano dei problemi: esiste una maggioranza eccezionale che sostiene il governo, se un presidente viene eletto da una maggioranza differente, è evidente che quel governo cade".

La lite La Russa-Toti

Lo scontro si è acceso alla Camera dopo lo spoglio. Il senatore Ignazio La Russa (Fdi) ha incolpato apertamente il governatore della Liguria Toti: "Hai già espresso la tua soddisfazione per il risultato, stai già festeggiando?", ha chiesto davanti ai giornalisti. E Toti ha respinto al mittente le accuse: "No, vi lascio spazio, vi lascio andare avanti…". Quindi, pochi minuti dopo, sempre davanti ai cronisti, un secondo botta e risposta fra i due, stavolta vicino agli ascensori del palazzo. Chi ha tradito? Viene chiesto sempre a La Russa: "Guardate tra i centristi e in Forza Italia", ha risposto. I cronisti poco dopo hanno riportato a Toti il messaggio di La Russa: "Io sarei contento se avessi 70 parlamentari ma non è cosi'". A denti stretti la risposta del senatore di Fdi: "Infatti, ne hai La metà".

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