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Quando potremo pagare il caffè con l’euro digitale: le tappe dopo il via libera del Parlamento Ue

Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento sull’euro digitale con 416 voti a favore e 169 contrari, oltre a 22 astenuti. È un passaggio decisivo, che dà il via alla prossima fase, quella dei negoziati – che non dovrebbero creare problemi – con il Consiglio europeo. Ecco la tabella di marcia che porterà i cittadini dell’Ue a usare l’euro digitale nei pagamenti di tutti i giorni.
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A cura di Luca Pons
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È arrivata, come da attese, l'approvazione del Parlamento europeo per il regolamento sull'euro digitale. Ora inizia l'ultima fase verso la sua implementazione, che dovrebbe essere anche quella meno complesso dal punto di vista politico – a meno di bruschi cambi di direzione in futuro. Se non ci saranno nuovi blocchi, entro il 2029 tutti i cittadini europei saranno liberi di pagare con gli euro digitali in tutte le situazioni in cui oggi si usano i contanti o altri pagamenti elettronici.

Il regolamento fissa i paletti generali per il funzionamento e l'utilizzo dell'euro digitale. Restano non pochi aspetti tecnici da definire. Già per arrivare fino a questo punto, comunque, ci sono voluti tre anni. Negli ultimi mesi c'era stata un'accelerata e a fine giugno, il via libera della commissione aveva spinto l'eurodeputato Pasquale Tridico a dire a Fanpage.it che non c'erano più ostacoli politici verso l'approvazione. Così, per ora, è stato. Il voto ha ottenuto una larga maggioranza: 416 i favorevoli, contro appena 169 contrari.

L'ultimo negoziato politico sull'euro digitale

Ora che il Parlamento europeo ha approvato definitivamente il regolamento, deve iniziare il cosiddetto trilogo. Si tratta di un negoziato. Da una parte il Parlamento, dall'altra il Consiglio europeo, che ha già adottato le sue posizioni sull'euro digitale il 19 dicembre 2025. A mediare e agevolare ci sarà la Commissione europea.

In ogni caso, come detto, non ci si aspetta che da questo negoziato emergano particolari blocchi. Consiglio, Commissione e Parlamento sono ormai tutti e tre favorevoli all'uso dell'euro digitale e lo hanno ribadito in sedi ufficiali. Si tratta solamente di limare alcuni aspetti.

Il trilogo dovrebbe aprirsi entro la fine di luglio. Secondo Tridico, che tra gli europarlamentari italiani è quello che ha seguito più da vicino il provvedimento, si concluderà in autunno. A quel punto, il testo del regolamento sarà ufficialmente approvato in via definitiva.

Il progetto pilota della BCE e l'euro digitale nel 2029

Superata la fase politica, ci sarà quella della effettiva messa in pratica. A gestirla sarà la Banca centrale europea, come è normale per un progetto che riguarda l'euro. La BCE, se queste tempistiche saranno rispettate, potrà avviare un progetto pilota già nel 2027.

Questo è il momento in cui si dovranno decidere tutti gli aspetti tecnici più specifici su come utilizzare l'euro digitale. Il progetto pilota servirà a testarne la funzionalità, a valutare cosa funziona e cosa va corretto prima di passare all'uso su larga scala. Nel corso del 2028 il progetto verrà valutato, con tutti i necessari aggiustamenti.

Dal 1° gennaio 2029 potremo usare l'euro digitale. Questa, almeno, è la previsione fatta ad oggi dalle istituzioni europee. Al netto di eventuali stravolgimenti – che possono sempre arrivare sul piano politico, economico o geopolitico – dovrebbero mancare quindi meno di due anni e mezzo all'esordio della moneta elettronica europea.

Come si usa l'euro digitale

È utile ricordare che l'euro digitale avrà lo stesso esatto valore di un euro fisico e si potrà usare esattamente come il contante. Non è una criptovaluta e non sostituirà le monete e le banconote, che rimarranno in circolazione senza cambiamenti. Anche se i dettagli tecnici sono ancora da stabilire, si prevede che per usarlo probabilmente servirà un'applicazione, che funzionerà come un portafogli digitale. Non sarà necessaria una connessione Internet.

I pagamenti potranno avvenire come succede oggi con carte di debito o wallet digitali. La differenza è che i pagamenti non passeranno sui circuiti tradizionali degli strumenti di pagamento elettronico, come Visa o Mastercard. Questo – come sottolineano i promotori dell'euro digitale – porterà a diversi vantaggi. Innanzitutto, nessuna commissione per i consumatori e commissioni più basse per gli esercenti. E, dal punto di vista più politico, significherà anche una maggiore indipendenza dell'Europa nei confronti dei colossi dei pagamenti digitali, in gran parte statunitensi.

L'euro digitale si potrà detenere in questo portafogli elettronico, ma ci saranno dei limiti. Per evitare di fare concorrenza alle banche, infatti, con tutta probabilità si fisserà un tetto di 3mila euro a testa.

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