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Crisi nel Mar Rosso

Quando parte la missione Ue nel Mar Rosso per proteggere le navi dagli attacchi dei ribelli Houthi

Italia, Francia e Germania, al Consiglio Affari Esteri, hanno concordato l’avvio di una missione navale europea nel Mar Rosso, che potrebbe partire a metà febbraio. Ecco cosa prevede la missione Ue Aspides.
A cura di Annalisa Cangemi
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La crisi sul Mar Rosso, causata dagli attacchi dei ribelli Houthi, ha avuto un impatto economico non indifferente sul traffico navale. Si parla di un calo del traffico del 22%: "Tra il 25 e il 30% dei container mondiali passano attraverso il Mar Rosso e in questo mese abbiamo visto una diminuzione del traffico del 22%: la libertà di navigazione è essenziale per l'Ue dato che siamo una potenza commerciale, che esporta bene e servizi per 3,1 trilioni di euro e importa per 2,8 trilioni", ha detto oggi Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione europea.

"Al momento – ha aggiunto – non ci sono impatti visibili su prezzi energetici, o su prezzi de beni, ma vediamo già degli effetti sul prezzo dei trasporti: maggiori impatti dipendono dalla durata della crisi. Per questo è necessaria un'azione rapida".

L'idea di una nuova missione marittima per proteggere le navi si fa sempre più concreta: "Come sappiamo, ci sono già partner internazionali che lavorano attivamente per garantire la loro protezione e la libertà di navigazione nel Mar Rosso, e anche gli Stati membri dell'Ue stanno discutendo riguardo una missione marittima in questo contesto, per unirsi a questo sforzo internazionale", ha spiegato Dombrovskis.

La questione della missione navale è stata affrontata anche al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, a cui ha partecipato anche il vicepremier Antonio Tajani. "Abbiamo concordato in linea di principio l'avvio della missione Ue nel Mar Rosso, ora dobbiamo lavorare per l'unanimità sul quando", ha spiegato ieri l'alto rappresentante Ue Josep Borrell al termine del Consiglio Ue.

Al vertice di ieri però non è stata presa alcuna decisione formale: l'approvazione definitiva della missione potrebbe arrivare i primi di febbraio, per poi partire intorno alla metà si febbraio. Ieri si è deciso "politicamente" di dare vita a una nuova missione che allarghi le competenza territoriale dell'Unione europea "a protezione del traffico mercantile" dai continui attacchi dei ribelli Houthi, ha confermato il vicepremier Antonio Tajani. L'accordo insomma c'è, poi bisognerà stabilire i tempi per la partenza della missione.

E oggi la crisi del Mar Rosso è stata uno dei temi al centro di una telefonata tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in vista del Consiglio Europeo straordinario del primo febbraio.

Cosa è la missione Aspides

Nel documento che è stato presentato a Bruxelles in occasione del Consiglio Affari Esteri, da ItaliaFrancia e Germania. si legge che "La missione sarà in linea con la Convenzione Onu sul diritto del mare e sarà difensiva". Viene inoltre sottolineata "l'importanza di usare le strutture e le capacità già esistenti" della missione Emasoh/Agenor, nello Stretto di Hormuz. Dopo l'operazione Atalanta, contro la pirateria somala, e l'operazione Emasoh/Agenor, nello Stretto di Hormuz, la terza missione navale concepita in sede Ue per la sicurezza della navigazione si chiama Aspides: le operazioni saranno concentrate nel braccio di mare che va dal Golfo di Aden al Mar Rosso, percorso obbligato per raggiungere il Canale di Suez.

Cosa prevede la missione europea nel Mar Rosso

La missione europea nel Mar Rosso, a cui parteciperà sicuramente l'Italia insieme a Francia a Germania, non esclude l'uso della forza, a scopo di difesa. L'impiego della forza sarà mirato alla protezione dei mercantili: "Non sarà un semplice accompagnamento, ma una difesa forte delle imbarcazioni, con l'abbattimento di ogni attacco" proveniente dalla zona compresa da Suez a Hormuz. "Credo che la nuova missione possa essere un passo in avanti verso una vera difesa europea. Non si può essere presenti nel mondo e nel Medio Oriente, e fare politica estera, se non si ha una vera politica di difesa europea e uno strumento di politica di difesa", ha spiegato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, in un punto stampa al Consiglio Ue Affari esteri di Bruxelles.

La missione europea nel Mar Rosso non prevede però attacchi in territorio yemenita, "perché non è mai successo. Però ci sarà una protezione militare molto forte, determinata, e mi auguro con tutti gli strumenti necessari per abbattere missili e droni, quindi per colpire gli attacchi" dei ribelli sciiti filoiraniani Houthi, ha detto ancora Tajani. "Naturalmente, anche per colpire via mare tutti coloro che attaccano", ha aggiunto. "Quindi una difesa rinforzata dei mercantili, per il momento senza partecipazione" ad attacchi in territorio yemenita, "perché in quel caso servirebbe un'ulteriore voto del Parlamento", ha poi specificato.

Il ministro Crosetto riferirà alla Camera sulla situazione nel Mar Rosso

Il Pd aveva chiesto un'informativa del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla missione navale dell'Ue nel Mar Rosso. Crosetto ha fatto sapere che il prossimo primo di febbraio, alle 8:30, sarà in Commissione Difesa per riferire sulla situazione in Mar Rosso e sull'impegno del nostro Paese a tutela dei trasporti marittimi. Il presidente della commissione Difesa della Camera, Nino Minardo, ha detto che "Il ministro della Difesa ha risposto positivamente ad una richiesta avanzata dal capogruppo del Pd Stefano Graziano e condivisa da tutti i colleghi della Commissione. Siamo consapevoli della situazione estremamente delicata e desideriamo che la missione italiana nel Mar Rosso abbia il massimo sostegno parlamentare".

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