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Crisi nel Mar Rosso

Ue ha dato il primo via libera a una missione navale nel Mar Rosso a cui partecipa anche l’Italia

Italia e Francia hanno “espresso la volontà di dare rapido impulso a una missione europea” nel Mar Rosso per per proteggere le imbarcazioni dagli attacchi dei ribelli Houthi. Anche i 27 stati membri dell’Ue hanno dato un primo ok alla creazione di una missione navale nell’area.
A cura di Annalisa Cangemi
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Gli stati membri dell'Unione Europea hanno dato un prima via libera alla creazione di una missione navale per proteggere le imbarcazioni dagli attacchi dei ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, nel Mar Rosso. Lo hanno riferito i diplomatici europei sostenendo che l'obiettivo è quello di istituire la missione entro il 19 febbraio al più tardi, per farla diventare operativa subito dopo. La missione opererà in coordinamento con altri partner nella regione come parte degli sforzi per fermare le interruzioni della rotta commerciale.

Tra i 27 Paesi membri sembra esserci "un ampio consenso" sulla necessità di agire "in modo rapido e pragmatico" per garantire la navigazione nel Mar Rosso e contrastare gli Houthi, ha spiegato una fonte diplomatica all'Ansa dopo una riunione preliminare che si è tenuta oggi. Ora si chiederà al Gruppo Politico-Militare (PMG) di fornire le sue "raccomandazioni" e al Comitato militare dell'Ue di fornire "al più presto" le indicazioni militari sul concetto di gestione della crisi. L'opzione più probabile per Bruxelles, secondo quanto spiegato da una fonte all'Agi, sembra essere quella di appoggiarsi sulla missione europea Agenor per la libertà di circolazione, guidata dalla Francia, estendendo al Mar Rosso le operazioni oggi centrate nel Golfo e sullo stretto di Ormuz.

Si tratterebbe di un'opzione diversa rispetto alla coalizione internazionale diretta dallo scorso dicembre dagli Stati Uniti, Prosperity Guardian, e sostenuta da diversi Paesi Ue, come i Paesi Bassi. L'Italia e la Francia hanno già inviato nel Mar Rosso navi da guerra che difendono la "libertà di navigazione", senza però schiacciarsi totalmente sulle posizioni degli Usa.

Una missione per la sicurezza del Mar Rosso anche con Paesi extra Ue

Già nel fine settimana passato i ministri italiani Crosetto e Tajani avevano anticipato il coinvolgimento dell'Italia nella missione europea per sicurezza del Mar Rosso: "L'Italia parteciperà sicuramente – aveva detto il ministro della Difesa – perché passano attraverso il Mar Rosso il 15% delle navi del commercio marittimo mondiale. L'Italia è il Paese più danneggiato. Noi abbiamo già una nostra nave nell'area che protegge le nostre navi". 

Nella giornata di ieri il ministro Guido Crosetto e il suo omologo francese Sébastien Lecornu hanno avuto un incontro in video conferenza. Nel corso del colloquio, riferisce il Ministero della Difesa in una nota, "i due ministri hanno affrontato la delicata situazione nel Mar Rosso, evidenziando una sostanziale identità di vedute ed esprimendo la volontà di dare rapido impulso a una missione europea alla quale potrebbero partecipare anche Paesi non Ue che condividano l'importanza della libera navigazione e le cui rotte commerciali siano messe in pericolo dagli attacchi terroristici Houthi". 

Se ne discuterà ancora al Consiglio dei ministri degli Esteri in programma per il prossimo lunedì, 22 gennaio, a Bruxelles, al quale sono stati invitati anche il segretario generale della Lega araba e i ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Giordania, Egitto e Israele, e un rappresentante dell'autorità palestinese.

In Cdm informativa di Tajani e Crosetto sugli attacchi nel Mar Rosso

Il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Guido Crosetto hanno svolto – nel corso del Consiglio dei ministri – "una informativa sulla sicurezza della navigazione a fronte degli attacchi moltiplicatisi nelle ultime settimane nel Mar Rosso". È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri di questa sera. Le iniziative proseguiranno, come avvenuto fino ad oggi, d'intesa con i partner europei, anche in vista del Consiglio Affari esteri del prossimo 22 gennaio a Bruxelles.

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