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Crisi nel Mar Rosso

Perché Usa e Uk hanno attaccato le basi Houti in Yemen e quali sono i rischi per l’Italia

Abbiamo parlato con l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex ministro della difesa e già capo di Stato maggiore, della situazione in Yemen e dei rischi connessi, anche per l’Italia, dopo il bombardamento su basi Houthi da parte di Usa e Uk.
Intervista a Giampaolo Di Paola
Ammiraglio della Marina militare italiana, già Capo di stato maggiore della difesa ed ex Ministro della difesa.
A cura di Antonio Palma
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Nelle scorse ore forze armate Usa e britanniche hanno attaccato basi dei miliziani Houthi in Yemen, bombardando più di una decina di siti utilizzati dai ribelli per attaccare imbarcazioni mercantili nel Mar Rosso, sostenuti dall'Iran. Un attacco “necessario", secondo gli Usa, ma che potrebbe scatenare una nuova escalation nell’area. Abbiamo parlato della situazione e dei rischi connessi, anche per l’Italia, con l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex ministro della difesa e già capo di Stato maggiore.

Le forze statunitensi e britanniche hanno bombardato decine di postazioni dei ribelli Houthi sostenuti dall'Iran nello Yemen in risposta agli attacchi contro le navi mercantili nel Mar Rosso. Perché è avvenuto e quali sono i rischi?

È evidente che la situazione si sta deteriorando. D’altra parte gli Usa avevano già avvertito che, qualora gli Houthi avessero continuato coi loro attacchi, ci sarebbe stata non solo un’azione di difesa, come sta avvenendo da settimane, ma che avrebbero anche attaccato sul terreno i punti di partenza dei missili o le zone logistiche. Del resto l’escalation degli Houthi è stata evidente utilizzando missili terra nave, cioè anti nave, che sono armamenti di una complessità ben maggiore degli attacchi con droni e razzi. Questo sta a indicare che non avevano nessuna intenzione di recedere, sostenuti dall’Iran. Quel tipo di armamento moderno e complesso infatti non può che essere fornito da un Paese che possiede questa tecnologia come l’Iran. È evidente quindi che gli Usa hanno voluto mandare un messaggio grosso non solo agli Houthi ma anche all’Iran. Una azione opportuna per mandare un segnale forte.

Gli Usa e il Regno Unito parlano di bombardamenti “proporzionati e necessari" ma questo non può dare vita a una nuova escalation ancora più pericolosa?

La situazione in zona è drastica, si parla già di un 40-50% del traffico marittimo che normalmente passava per il Mar Rosso e che è stato deviato più a sud verso il Capo di Buona Speranza. Questo significa dai 10 ai 15 giorni di navigazione in più, con costi aumentati notevolmente sia per carburanti che per equipaggio e assicurazioni. C’è una violazione chiara e palese del principio di libertà di navigazione con costi che non sono marginali. Naturalmente questa azione credo che almeno nell’immediato creerà una forte escalation in tutta l’area e c’è da preoccuparsi.

Ammiraglio Gianpaolo Di Paola
Ammiraglio Gianpaolo Di Paola

I bombardamenti in Yemen quindi non sembrano essere decisivi

Se l’azione sarà risolutiva nessuno lo sa ma io ho i miei dubbi. L’intenzione Usa è dare un segnale forte all’Iran perché interrompa il sostegno agli Houthi ma che questo avvenga è tutto da dire perché a sua volta l’Iran è impegnato in un confronto con altri Paesi in zona. L’ azione infatti è sia un modo per neutralizzare i punti di partenza della minaccia ma anche un forte messaggio per dire che c’è l’intenzione di intervenire. Se questo sarà sufficiente a ottenere l’effetto ce lo dirà il tempo ma conoscendo la situazione dell’Iran e i contrasti con gli Usa, ho i miei dubbi che si tireranno indietro.

Quali saranno le ricadute sull’Italia ed è possibile un coinvolgimento nelle operazioni da parte della nostra marina e delle forze armate?

In zona passa molto traffico marittimo diretto verso l’Italia e se questo traffico viene deviato fuori del Mediterraneo, finirà nei porti dell’Atlantico con grosse implicazioni per la nostra industria. L’Italia è uno dei Paesi che sta subendo maggiormente questo problema. Aziende italiane che esportano verso l’Asia si trovano già in grosse difficoltà perché il traffico marittimo viene ritardato e deviato con costi notevoli. Per il momento penso che l’azione militare sia limitata a Usa e Uk. Al momento il governo italiano si trova in una situazione di attesa con una nave schierata in zona in azioni di difesa da eventuali attacchi. Se l’azione degli Houthi contro le navi dovesse intensificarsi, con effetto ancora maggiore su traffico commerciale che interessa l’Italia, mi aspetterai però da parte del mondo marittimo italiano forti pressioni sul governo perché anche l’Italia sia più attiva.

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