Crisi nel Mar Rosso

Usa e Gran Bretagna hanno attaccato le basi Houthi in Yemen: “Proteggeremo il commercio internazionale”

Le navi da guerra statunitensi e britanniche che si trovano nel Mar Rosso hanno lanciato la scorsa notte decine di missili Tomahawk contro siti degli Houthi in Yemen. I target, riferiscono fonti militari, includevano hub logistici, sistemi di difesa aerea e luoghi di deposito di armi.
A cura di Davide Falcioni
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Era stato annunciato per settimane, e alla fine il giorno "x" è arrivato: le navi da guerra statunitensi e britanniche che si trovano nel Mar Rosso hanno lanciato la scorsa notte decine di missili Tomahawk contro siti degli Houthi in Yemen. I target, riferiscono fonti militari, includevano hub logistici, sistemi di difesa aerea e luoghi di deposito di armi. Due residenti di Hodieda, la più grande città portuale controllata dagli Houthi sul Mar Rosso, hanno detto di aver sentito cinque forti esplosioni. I raid segnano la prima risposta militare occidentale a quella che è stata una persistente campagna di attacchi con droni e missili contro navi commerciali dall’inizio del conflitto Israele-Hamas e arriva una settimana dopo che la Casa Bianca e alcuni Paesi alleati hanno lanciato avvertimenti agli Houthi affinché cessino le azioni di disturbo nel Mar Rosso.

Biden: "Pronti a prendere altre misure per proteggere il nostro popolo e il commercio"

"Oggi, su mio ordine, le forze militari statunitensi, insieme al Regno Unito e con il sostegno di Australia, Bahrein, Canada e Olanda, hanno condotto con successo attacchi contro una serie di obiettivi nello Yemen utilizzati dai ribelli Houthi per mettere a repentaglio la libertà di navigazione in uno dei corsi d'acqua più vitali del mondo", ha detto Joe Biden in una nota, aggiungendo che questa è la "risposta diretta agli attacchi Houthi" e che non esiterà "a prendere ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e il libero flusso del commercio internazionale, se necessario".

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"Questi attacchi – ha affermato Biden – hanno messo in pericolo il personale americano, la marineria civile e i nostri partner, minacciando il commercio e la libertà di navigazione. Più di 50 nazioni – ha continuato – sono state colpite dai 27 attacchi a navi commerciali. Equipaggi da più di 20 Paesi sono stati minacciati o presi in ostaggio in atti di pirateria. Più di duemila imbarcazioni sono state costrette a cambiare rotta di migliaia di miglia per evitare il Mar Rosso, cosa che può provocare settimane di ritardi nelle consegne". Biden ha ricordato l'intensa attività diplomatica che ha visto anche l'approvazione, mercoledì, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, della risoluzione con cui si chiedeva agli Houthi di mettere fine agli attacchi alle navi commerciali e ai mercantili. “Oggi – ha sottolineato il presidente americano – l'azione difensiva segue una estesa campagna diplomatica. Questi bersagli sono un chiaro messaggio che gli Stati Uniti e i suoi alleati non tollereranno attacchi al nostro personale o non permetteranno ad attori ostili di mettere in pericolo la libertà di navigazione in una una delle rotte più importanti al mondo”.

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Gli Houthi: "Abbiamo colpito continueranno a colpire le navi israeliane"

Non si è fatta attendere una replica da parte di Mohammed Abdulsalam, portavoce del gruppo Houthi: "Affermiamo che non c'è assolutamente alcuna giustificazione per questa aggressione contro lo Yemen, poiché non c'era alcuna minaccia alla navigazione internazionale nel Mar Rosso e nel Mar Arabico, e gli attacchi hanno colpito e continueranno a colpire le navi israeliane o quelle dirette ai porti della Palestina occupata".

Iran e Libano condannano gli attacchi USA

Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi allo Yemen come una "chiara violazione della sovranità e dell'integrità territoriale del Paese" e una violazione delle leggi internazionali. Gli attacchi "non avranno altro risultato che alimentare l'insicurezza e l'instabilità nella regione", ha detto il portavoce del ministro Nasser Kanani in un post sul gruppo Telegram del ministero. Nel frattempo anche il gruppo armato libanese Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha condannato i raid della scorsa notte."L'aggressione americana conferma ancora una volta che gli Stati Uniti sono partner a pieno titolo nelle tragedie e nei massacri commessi dal nemico sionista a Gaza e nella regione".

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