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in foto: LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

L’Italia prova a distendere i toni con l’Unione europea. E da Bruxelles arrivano segnali di disgelo. Il G20 in corso a Buenos Aires, in Argentina, sembra portare un po’ di serenità in più rispetto agli ultimi giorni nello scontro tra Italia e Unione europea sulla manovra varata dal governo. Da una parte il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si dice “ottimista”. Dall’altra, per la prima volta, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, passa dal parlare di semplice speranza a reali “progressi”. In conferenza stampa, Juncker afferma che “non si deve drammatizzare la questione dell’ipotesi di infrazione all’Italia”. Si stanno “facendo progressi” e anche a Buenos Aires ci sarà un incontro tra il presidente della Commissione e Giuseppe Conte.

Non c’è una guerra con l’Italia, assicura ancora parlando di “atmosfera buona”. “Siamo con l’Italia se l’Italia è con noi”, precisa Juncker. Gli fa eco il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, il quale spiega che il tono delle trattative “è cambiato”, pur sottolineando che ora servono “azioni decisive”. “Laddove c’è volontà, c’è modo” di trovare una soluzione, risponde Moscovici a chi gli chiede se è ancora evitabile la procedura d’infrazione per l’Italia. E i segni “che questo è possibile” il commissario europeo inizia a vederli concretamente.

Dal canto suo, anche il presidente del Consiglio Conte lascia trasparire un po’ di ottimismo in più rispetto a pochi giorni fa: “Sono sempre ottimista se no non mi sarei neppure seduto al tavolo e non sarei andato a Bruxelles”, afferma riferendosi all'incontro di sabato sera. Augurandosi che non siano necessarie settimane per chiudere la trattativa con l’Ue sulla legge di Bilancio italiana. In questi giorni Conte incontrerà Juncker in Argentina, mentre ieri il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha avuto un colloquio con Moscovici.