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Opinioni
Crollo ponte Morandi a Genova
4 Settembre 2018
19:01

Ponte Morandi, Matteo Renzi contro Danilo Toninelli: “Ha ricevuto pressioni e non ha denunciato? O è un colluso o è un bugiardo”

L’ex segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, si scaglia contro il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: “Toninelli dice di aver ricevuto “pressioni esterne e interne”. Pressioni? Ma è gravissimo. Pressioni di chi? Perché non ha denunciato? Fuori i nomi! Se un Ministro riceve delle pressioni deve andare in Procura e denunciare: fuori i nomi. Se non denuncia significa che è colluso oppure che è bugiardo”.
A cura di Charlotte Matteini
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Crollo ponte Morandi a Genova

Nella giornata di oggi, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha riferito al Parlamento gli sviluppi del crollo del Ponte Morandi a Genova e spiegato a grandi linee i contenuti del decreto d'emergenza che l'esecutivo andrà a varare per la città. Nell'ambito della relazione al Parlamento, Toninelli è tornato ad affrontare la questione della concessione statale ad Autostrade per l'Italia e ha dichiarato di aver proceduto alla desecretazione di tutti gli atti nonostante le “pressioni, interne ed esterne, che abbiamo subito” . Questa ammissione ha scaldato gli animi e scatenato le reazioni dei parlamentari presenti, in particolar modo del Partito Democratico.

Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi si è duramente scagliato contro il ministro Toninelli e ha chiesto per quale motivo il titolare del Mit non abbia denunciato all'autorità competente le indebite pressioni ricevute: "Il crollo del ponte di Genova ha causato dolore e vergogna in tutto il Paese. Il modo con il quale il Governo sta continuando con lo sciacallaggio rende questa vicenda ancora più incredibile. Continuano a pensare che sia una FAVOLETTA, ma è una tragedia. Ancora oggi il ministro delle infrastrutture, Toninelli, parlando alla Camera ha continuato a sparare nel mucchio: pensava di essere al BarSport ed era in Parlamento (purtroppo per il Parlamento)".

"Nelle ore successive al crollo il suo collega Di Maio aveva dato la colpa a quelli che prendevano soldi da Autostrade. Noi abbiamo chiesto: "faccia i nomi, Ministro" e abbiamo scoperto che i soldi di Autostrade li ha presi la Lega Nord. Allora hanno cambiato colpevole dicendo: è colpa di chi ha votato la concessione a Autostrade. Noi abbiamo chiesto: "faccia i nomi, Ministro" e abbiamo scoperto che la convenzione l'ha votata Matteo Salvini, non il PD. Potevano fermarsi, anche solo per pudore. Macché, rilanciano. E Toninelli dice di aver ricevuto "pressioni esterne e interne". Pressioni? Ma è GRAVISSIMO. Pressioni di chi? Perché non ha denunciato? Fuori i nomi! Se un Ministro riceve delle pressioni deve andare in Procura e denunciare: fuori i nomi. Se non denuncia significa che è colluso oppure che è bugiardo. O più semplicemente che non è adatto a fare quel mestiere".

"Oggi Toninelli doveva dire se la Gronda si fa oppure no. In quanto tempo si ricostruisce il Ponte. A che punto siamo sul terzo valico. Quando rientreranno in casa gli sfollati. Quale sarà la procedura per la revoca della concessione. NESSUNA risposta, ma solo un generico attacco a ignoti. Allora bisogna opporsi. Dire forte che è uno scandalo.  Chi tace oggi davanti a questo modo di sparare nel mucchio squallido e vano, deve sapere che il suo silenzio sta diventando complicità. Siamo nelle mani di un ministro che non capisce la portata della cose che dice. E che continua a sparare in libertà le prime cose che gli vengono scritte. Noi vogliamo i nomi dei colpevoli. Noi vogliamo i nomi di chi ha fatto pressioni. Toninelli: vai in procura con i nomi o taci. E pensa a quando ricostruirete il Ponte, a quando farete la Gronda, a quando inaugurerete il nuovo lotto del Bisagno. Perché Genova ha bisogno di infrastrutture, non di sciacalli".

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Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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