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Perché nel 2026 aumenterà il prezzo di quasi tutto

Nel 2026 una serie di decisioni già prese tra legge di Bilancio, meccanismi automatici e regolazioni fiscali farà salire il costo di molti beni e servizi. Dai trasporti alle assicurazioni, fino ai prodotti da fumo, ecco perché gli aumenti saranno così diffusi.
A cura di Francesca Moriero
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Il 2026 si apre con una certezza per le famiglie italiane: il costo della vita salirà ancora. Non si tratta di rincari episodici o legati a emergenze improvvise, ma dell'effetto combinato di scelte già scritte nelle norme, automatismi fiscali e aggiornamenti tariffari programmati da tempo. Mobilità, auto e consumi quotidiani saranno i settori più colpiti, con aumenti che, sommati, rischiano di pesare in modo significativo sui bilanci familiari.

Carburanti: cambia l'equilibrio tra benzina e gasolio

Uno dei primi effetti concreti riguarda i carburanti. Entra infatti in vigore la rimodulazione delle accise, che sposta il carico fiscale dal consumo di benzina a quello di gasolio. Il risultato è un aumento di poco più di 4 centesimi al litro per il diesel, compensato da una riduzione della stessa entità sulla benzina; per chi guida veicoli diesel, ancora molto diffusi, soprattutto tra pendolari e lavoratori,  l'impatto sarà immediato, mentre il beneficio per chi usa la benzina rischia di essere meno percepibile.

Autostrade: pedaggi in rialzo quasi ovunque

Viaggiare in auto costerà di più anche per chi utilizza le autostrade. Dal 2026 scattano infatti adeguamenti tariffari per gran parte delle concessionarie. Gli aumenti variano da tratta a tratta, ma si collocano mediamente intorno all’1,5 per cento. Alcuni collegamenti, come la Salerno–Pompei–Napoli, registreranno rincari ancora più marcati. Restano poche eccezioni, con pedaggi invariati solo su alcune reti specifiche; è un aumento che, preso singolarmente, può sembrare contenuto, ma che incide su milioni di viaggi quotidiani.

Assicurazioni auto: colpite le garanzie accessorie

Un altro fronte caldo è quello delle assicurazioni. La Rc Auto obbligatoria non viene toccata direttamente, ma cresce la tassazione su una delle coperture più diffuse: l’assicurazione per l’infortunio del conducente. L'aliquota fiscale passa dal 2,5 al 12,5 per cento, un salto netto che si rifletterà sul premio finale. Per lo Stato significa maggiori entrate, per gli automobilisti una polizza complessivamente più cara, anche a parità di coperture.

Fumo ed elettroniche: tasse più alte per scoraggiare i consumi

Nel 2026 aumentano anche le imposte sui prodotti da fumo, in una strategia che punta sia a incrementare il gettito sia a ridurre i consumi. Non solo sigarette tradizionali, ma anche tabacco trinciato, sigaretti, tabacco riscaldato e sigarette elettroniche. In particolare, per i liquidi da inalazione delle e-cig cresce l’imposta di consumo: aliquote più elevate sia per i prodotti con nicotina sia per quelli senza. L’effetto atteso è un rincaro dei prezzi sugli scaffali, che coinvolgerà una platea sempre più ampia di consumatori.

Un filo comune: aumenti programmati, non improvvisi

La caratteristica che accomuna questi rincari è la loro prevedibilità. Non sono il frutto infatti di un'emergenza improvvisa, ma di scelte politiche e fiscali già definite e ben precise. Proprio per questo, però, il 2026 rischia di essere l'anno in cui molte famiglie si accorgeranno che "quasi tutto" costa di più: muoversi, assicurarsi, viaggiare e consumare diventerà gradualmente più oneroso, senza un singolo aumento clamoroso, ma con tanti piccoli rincari che, sommati, fanno la differenza.

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