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16 Novembre 2020
13:05

Pensioni, come cambiano le regole con la manovra: tutte le novità per il 2021

La manovra è al vaglio del governo per le ultime modifiche, poi dovrà essere approvata da Camera e Senato. Nel testo ci sono diverse novità sulle pensioni: confermati Ape sociale e Opzione donna, contributo di solidarietà per le pensioni d’oro ridotto al 2021 e pieno riconoscimento dei contributi previdenziali per i lavoratori con un contratto part-time verticale ciclico.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Nel 2021 ci saranno diverse novità sulle pensioni. La Legge di Bilancio, pronta da settimane, ha subito le ultime modifiche, e verrà discussa oggi in Consiglio dei ministri. Poi Camera e Senato dovranno approvarla entro il 31 dicembre. Nel testo, molto lungo e articolato, sono state inserite alcune misure nuove, altre sono state confermate rispetto allo scorso anno, altre ancora sono state ridotte. Per i lavoratori part-time ci saranno le novità più importanti: dopo anni di dibattito è in arrivo il pieno riconoscimento dei contributi previdenziali per i periodi lavorati, nei limiti relativi all’applicazione del minimale retributivo. Si parla dei lavoratori con un contratto part-time verticale ciclico, ovvero che non si basano su un orario settimanale o giornaliero, ma annuale, e quindi prevedono periodi di tempo non lavorati. Arriva anche la proroga, per tutto il 2021, ai contratti di espansione interprofessionale, per i lavoratori distanti al massimo 5 anni dalla pensione. Le aziende che abbiano almeno 500 dipendenti in organico (lo scorso anno erano mille), possono chiedere di usufruire dell'ammortizzatore sociale.

Pensioni, confermati Ape Sociale e Opzione donna

L'Ape sociale sarà utilizzabile anche nel 2021. L'anticipo pensionistico è accessibile ai lavoratori che – in determinate condizioni previste dalla legge – abbiano almeno 63 anni di età e ne abbiano maturati almeno 30 di contributi, senza essere già titolari di pensione diretta. Potranno accedere all'Ape sociale i lavoratori invalidi, i disoccupati, i caregiver, ma anche i lavoratori gravosi che abbiano almeno 36 anni di contributi. Un altro anno anche per l'Opzione donna, che dà la possibilità alle lavoratrici con 35 anni di anzianità di andare in pensione a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome, con il ricalcolo contributivo.

Stop al contributo di solidarietà per le pensioni d'oro

Per le cosiddette pensioni d'oro il contributo di solidarietà resterà in vigore solo fino al 2021, così come stabilito dalla Corte Costituzionale. In pratica, per chi ha una pensione superiore ai 130mila euro, lo stop al prelievo viene anticipato di due anni rispetto ai cinque previsti finora. Vengono prorogate, invece, fino al 2023, le misure di perequazione automatica – il meccanismo di rivalutazione delle pensioni – già introdotte lo scorso anno. I lavoratori esposti all’amianto avranno, anche nel 2021, requisiti ridotti per accedere alla pensione.

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