Pdl, scissione sempre più vicina: ancora distanti Berlusconi e Alfano

A cura di D. F.
Immagine
I governativi, vicini al vicepremier, continuano a minacciare la diserzione della riunione del Consiglio Nazionale del partito, in programma a Roma domani.

Si avvicina la resa dei conti nel Pdl. Nella giornata di domani, infatti, si saprà se il partito di Berlusconi subirà una dolorosa scissione oppure rimarrà unito. Le posizioni in campo sono note ormai da mesi: da una parte le cosiddette colombe, che spalleggiano Alfano e ritengono ancora necessaria l'esperienza delle larghe intese; dall'altra i "falchi", più vicini alle posizioni del Cavaliere e intenzionati a chiudere con il governo in caso di decadenza da senatore del loro leader. Nella giornata di domani si terrà il Consiglio Nazionale del partito, all'Eur di Roma. Alfano e i suoi hanno ripetutamente minacciato la diserzione e annunciato la preparazione di un documento proprio, mentre Berlusconi ha più volte invocato unità e per questo, andando incontro ad Alfano, avrebbe riscritto il documento politico, il cui senso – secondo La Stampa – sarebbe la prosecuzione dell'esperienza nel governo Letta e la nomina di due coordinatori nazionali, uno per conto dei ribelli-ministeriali e l’altro dei falchi-lealisti, in modo da non potersi combinare trappole a vicenda.

Ma la tregua armata sarebbe durata poche ore. Ieri sera, infatti Berlusconi avrebbe ricominciato a telefonare ai senatori "governativi", chiedendo loro un "ritorno all'ovile". La Stampa prova a spiegare le ragioni del voltafaccia: "Come furie si sono precipitati dal Capo prima Verdini, poi Ghedini, a sera Fitto. Gli hanno gridato che giammai si poteva cedere al ricatto di Alfano, che Angelino è solo chiacchiere e distintivo, che solo loro gli vogliono bene. Berlusconi, spalleggiato da Gianni Letta, ha tentato sulle prime di resistere. Lui spera (a questo punto, meglio, sperava) di scansare l’onta della scissione e, soprattutto, dell’espulsione dal Parlamento, già fissata per il 27 novembre". A quanto pare il Cavaliere contava sperava in un rinvio del voto di decadenza, nella convinzione che sarebbero presto arrivati documenti segreti dagli Usa che gli avrebbero permesso addirittura di rivedere il processo Mediaset. L'ipotesi del rinvio della decadenza è stata tuttavia scartata dal PD.

Nel frattempo si riunivano gli uomini di Alfano. Uno dei suoi fedelissimi, Gaetano Quagliariello, avrebbe detto: "Non si entra in Forza Italia per guastare la festa", tanto vale tenersi alla larga dall’Eur. L'ombra della scissione si allunga giorno dopo giorno.

18 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views