Pascale e la nuova legge contro l’omofobia: “Apertura da La Russa, colloqui con Cdx per ok da governo Meloni”

La parola chiave è "Libertà", è così che i promotori hanno intitolato la proposta di legge sul contrasto alle discriminazioni fondate sul sesso e sull’orientamento sessuale. A presentare il testo sono le associazioni Gay Lib e I colori della libertà e il movimento politico Gay conservatori liberali, presieduto da Francesca Pascale e nato lo scorso marzo. L'iniziativa legislativa punta a superare le criticità del disegno di legge Zan, che nel 2021 è stato affossato dal parlamento, e cerca il sostegno del centrodestra per arrivare alla discussione in aula.
La presidente onoraria del movimento spiega a Fanpage.it: "Faremo colloqui con tutti i partiti di maggioranza per capire quali sono le loro intenzioni, se vogliono appoggiarci saremo con loro". Pascale si dice "sicura", anzi "convinta", che il testo potrà ricevere l'approvazione prima della fine della legislatura guidata da Giorgia Meloni, grazie a un percorso di dialogo e di "critica ovviamente costruttiva" con le forze di governo che, "fino ad oggi sono state ostili a queste tematiche".
La proposta di legge e l'articolo ‘anti-outing'
La proposta di legge "Libertà", presentata lunedì 15 giugno negli spazi di Montecitorio, mette da subito in chiaro che "non vengono punite le idee, le convinzioni religiose, filosofiche o politiche", ma solo "le condotte discriminatorie concrete, violente, coercitive o persecutorie". Una proposta che, spiega Pascale a Fanpage.it, nasce dall'esigenza di "partecipare alla battaglia dei diritti civili per avere con urgenza una legge e partecipare però con la nostra identità politica, diversa da quella che siamo abituati a vedere, di sinistra".
La riforma introduce il reato di "condotte discriminatorie fondate sul sesso o sull’orientamento sessuale", attraverso cui si intende punire chi usa violenza, minaccia, emarginazione o esclusione, ma anche chi istiga alla violenza o alla discriminazione. Il testo ribadisce poi in più punti la tutela della libertà d'espressione, una criticità che era stata sollevata dal centrodestra in aula nei confronti del ddl Zan e che questa proposta cerca di superare. "Mi piace ricordare che è vero che è stata la destra ad affrontare con opposizione il ddl, però è stata anche la sinistra ad affossarlo, una parte grande del Pd", aggiunge la presidente del movimento Lgbt+ di centrodestra. Per questo, sostiene Pascale, "se noi continuiamo a proporre quello che alla fine si è bocciato faremo sempre fatica a portare avanti una legge sul rispetto di tutti".
Il testo introduce anche un articolo "anti-outing", che punisce "la divulgazione o la rivelazione pubblica, in assenza del consenso dell’interessato, di informazioni inerenti all’orientamento sessuale o ad aspetti della sfera privata idonei a determinarne
l’esposizione sociale, personale o relazionale". Una disposizione che Pascale ha "voluto fortemente, perché molti mi hanno fatto outing come se fosse quasi naturale farlo e perché ho visto tanti ragazzi perdere la vita con il suicidio a causa di questa forma di violenza che va punita".
Discussioni in corso sul testo con il centrodestra, La Russa invia una lettera a Pascale
Proprio grazie a questa impostazione legislativa "non di bandiera, ma di logica" il movimento Gay conservatori liberali punta a ottenere l'appoggio dei partiti di governo. "Il nostro primo step è dire al centrodestra che quello che si è fatto finora sui diritti civili è troppo poco e che esiste una comunità che appartiene a questa area politica che vuole affrontare quelle tematiche con rispetto". Con questo approccio Pascale riporta che "oggi incontriamo la Lega, Fratelli d'Italia e Noi moderati, mentre Forza Italia ci guarda con attenzione e vuole assolutamente discutere di questa proposta". Il testo è arrivato anche alla seconda carica dello Stato: "Ignazio La Russa, con cui abbiamo avuto un colloquio telefonico, ci ha lasciato un messaggio di auguri e buon lavoro, cosa che non aveva fatto prima d'ora su questo tema". Un messaggio che Pascale ha letto in apertura dei lavori di presentazione nella sala news di Montecitorio.
Questa attenzione da parte delle forze politiche di centrodestra fa ben sperare l'ex consigliera del Popolo della libertà. Chiedendole se crede che il testo possa arrivare alla discussione entro la fine di questa legislatura, Pascale si dice "sicura, convinta". La speranza è che sotto il governo Meloni "maggioranza e opposizioni, si rendano conto che abbiamo bisogno anche di una legge sull'omolesbobitransfobia e devono rendersene conto tutti i partiti, indipendentemente dal colore". In ogni caso Pascale è intenzionata a far camminare la legge a passo spedito: "Se vogliono appoggiarci saremo con loro, altrimenti inizieremo la raccolta firme, certamente non ci fermeremo dinanzi ai no qualora li ricevessimo". Le strade percorribili sono due: la prima è che un parlamentare sottoscriva la proposta di legge e la porti all'attenzione delle Camere, la seconda è che il testo si configuri come una proposta di iniziativa popolare, per la quale sono necessarie 50mila firme prima di avviare l'iter parlamentare.
Indipendentemente dalle speranze di Pascale, l'Italia comunque dovrà presto affrontare questo tema dopo che l'Europarlamento lo scorso maggio ha approvato le nxuove direttive che rafforzano la tutela delle vittime di crimini d'odio legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere. Un atto vincolante che costringe il Paese che ha fatto uscire il ddl Zan dalla porta a farlo rientrare dalla finestra. "Noi ci rivolgiamo soprattutto ai partiti più moderati, che dovrebbero osservare con attenzione e capire che questo è il tempo giusto di unire le forze e portare a casa una legge non per fare male, ma per fare bene". Pascale spinge perché le destre riconoscano "un'evoluzione del pensiero, non possono essere identificate sempre tra omofobia e fascismo".
L'esclusione delle persone trans dalla legge, Pascale replica: "In un altro testo"
Al di là delle intenzioni conciliatorie di Gay conservatori liberali, il loro testo non è stato esente da critiche, provenienti principalmente dalle associazioni Lgbt+ di area progressista. Diversi attivisti, tra cui Vladimir Luxuria, hanno fatto notare che nella proposta di legge manca un riferimento al concetto di identità di genere mentre si parla invece di discriminazioni fondate sul sesso, definito come "sesso biologico o anagrafico della persona". Una specifica che è stata letta come una forma di esclusione delle persone trans.
Pascale però rivendica questa scelta di campo spiegando che "con l'intenzione di indicare la discriminazione fondata sul sesso volevamo aprire a tutte le situazioni umane possibili" e che la "mancata introduzione del concetto di identità di genere non vuole essere una dimenticanza per mortificare qualcuno, ma è una scelta legislativa consapevole, una precisa impostazione giuridica che abbiamo intenzione di avere". Secondo quanto spiega la presidente del movimento a Fanpage.it, è loro intenzione occuparsi in un altro testo di identità di genere e di disforia, cioè la percezione di un disagio psicologico tra il sesso biologico e la propria identità.
Dalle carceri alle droghe leggere, i prossimi passi di Gay liberali conservatori
Tra i prossimi temi su cui Gay liberali conservatori vuole lavorare c'è anche l'educazione civico-affettiva, su cui Pascale precisa: "Eviterei la parola sessualità, fino ai 10 anni non credo sia opportuno inserirla". L'ex berlusconiana si dice in disaccordo con la legge Valditara, che introduce il consenso informato dei genitori per l'accesso dei figli ad attività scolastiche sui temi dell'affettività e della sessualità. "Io sono totalmente a favore all'idea che i bambini, gli adolescenti, gli studenti debbano avere una guida sulla sessualità e sull'educazione sentimentale e con il mio movimento ne discuteremo".
Sul tavolo del movimento Lgbt+ liberale ci sono tutti i diritti civili e alcuni temi che tradizionalmente escono dal campo conservatore: "La condizione delle nostre carceri, la tutela dei caregiver, la legalizzazione delle droghe leggere". Intanto il gruppo guidato da Pascale si prepara per una prima uscita pubblica al Roma pride di sabato 20 giugno, dove si presenteranno con "una delegazione iraniana, ebraica e dei nostri movimenti, sperando che non succedano disordini". Il riferimento è alle polemiche che, nelle scorse settimane, hanno portato gli organizzatori della manifestazione a escludere l'associazione Lgbtqia+ ebraica Keshet per una visione non concorde sul genocidio in corso a Gaza e le responsabilità dello Stato di Israele.