Partita Iva online, arriva il servizio web dell’Agenzia delle Entrate: chi può richiederla e cosa cambia
Aprire la partita Iva diventa più rapido e diretto per una fetta consistente del lavoro autonomo. L'Agenzia delle Entrate ha infatti varato le regole operative per un canale web dedicato che consentirà a professionisti e artisti di richiedere e ottenere il codice fiscale numerico direttamente online, con una procedura guidata pensata per ridurre passaggi burocratici e tempi d’attesa. La novità si inserisce nel piano di digitalizzazione e semplificazione degli adempimenti fiscali, tagliando fuori la necessità di compilare complessi software dedicati per chi non svolge attività d'impresa. L'avvio effettivo sulla piattaforma telematica sarà operativo non appena l'amministrazione ne comunicherà il debutto ufficiale.
I requisiti: chi è dentro e chi resta fuori
La misura non riguarda la totalità di chi comincia una nuova attività economica, ma seleziona con precisione i propri destinatari. Possono sfruttare la corsia semplificata sul sito delle Entrate le persone fisiche che intraprendono un'attività artistica o professionale di lavoro autonomo.
La condizione determinante per accedere è l'esonero dall'iscrizione al Registro delle Imprese e al REA (Repertorio Economico Amministrativo), oltre all'assenza dell'obbligo di presentare la Comunicazione Unica per le imprese. Restano quindi esclusi dal canale web diretto commercianti, ditte individuali e artigiani, che dovranno continuare a seguire i canali camerali ordinari.
La procedura guidata e il vincolo dei 30 giorni
L'accesso al servizio avverrà tramite autenticazione con identità digitale nell'area riservata del portale fiscale, utilizzando SPID, Carta d'Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il sistema guiderà l'utente passo dopo passo nell'inserimento delle informazioni solitamente contenute nel modello AA9/12, come i dati anagrafici, la sede di lavoro e il codice ATECO relativo alla specifica professione.
C'è però un paletto temporale decisivo: la richiesta sul portale non è ammessa se la data dichiarata di inizio attività risale a più di trenta giorni prima dell'invio. Chi supera questo limite di tempo non potrà utilizzare la compilazione web semplificata, ma dovrà ricorrere alle vie tradizionali: la consegna a mano del modello cartaceo agli sportelli, la spedizione tramite raccomandata oppure la trasmissione telematica classica, eventualmente affidandosi a commercialisti o intermediari abilitati.
I controlli automatici e l'avviso su app IO
Dopo l'inoltro della richiesta via web, la piattaforma esegue in tempo reale una serie di controlli automatizzati incrociando i dati inseriti con le informazioni presenti nell'Anagrafe tributaria. L'obiettivo è verificare la correttezza formale e la coerenza del profilo fiscale dell'utente.
Se i controlli si concludono con esito positivo, il sistema emette la ricevuta ufficiale contenente il numero di partita Iva attribuito. L'avvenuto rilascio viene segnalato sia con un avviso consultabile nella bacheca dell'area riservata, sia con una notifica inviata direttamente sullo smartphone dell'interessato tramite l'app IO. In caso di incongruenze o errori formali,invece, la piattaforma genera una ricevuta di scarto indicando nel dettaglio le anomalie riscontrate, così da consentire una rapida rettifica dei dati.