Allarmi bomba su 35 voli in tre giornate, cosa sta succedendo nei cieli europei: “Indagini su pista russa”

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Agenzie di intelligence e sicurezza europee hanno avviato un’indagine per verificare un possibile coinvolgimento russo nell’ondata di false minacce bomba che negli ultimi giorni ha provocato disagi su decine di voli in Europa.

In tre giorni, in particolare nelle giornate del 3, 5 e 6 novembre, sono stati 35 i voli europei interessati da minacce di bomba. Questo è quanto emerge dal bilancio fornito da Eurocontrol, l'organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea. Il dato di ieri è ancora approssimativo, ma per il momento Eurocontrol è a conoscenza di minacce di bomba contro 14 voli il 6 novembre, 14 voli il 5 novembre e 7 voli il 3 novembre. L'organizzazione fa sapere che sta monitorando la situazione e lavora "a stretto contatto con compagnie aeree, aeroporti, fornitori di servizi di navigazione aerea e altre organizzazioni in tutta Europa per limitare eventuali perturbazioni dei flussi di traffico aereo”.

"Questo è solo l’inizio", è quanto viene promesso in una presunta rivendicazione inviata ad alcune testate a firma Mikhail Andropov. Ieri è stata un'altra giornata di tensione nei cieli europei: sono stati deviati anche alcuni voli da e per l’Italia, ma ad oggi le minacce erano tutte false. Ma i disagi quando arrivano questi messaggi sono reali: abbiamo chiesto al comandante Danilo Recine, pilota di aerei e vicepresidente ANPAC, cosa succede davvero su un volo quando viene diramato un allarme simile. Quando c’è un sospetto parte subito la procedura di emergenza e si procede in base alla posizione dell’aereo: “Se il volo non è ancora partito, viene subito evacuato. Se invece il volo è già in movimento vengono avvisati i piloti”. A questo punto la procedura è chiara: bisogna atterrare e una volta atterrato saranno poi le autorità a verificare che non ci sia la presenza di una bomba a bordo.

Per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, gli hacker e gli allarmi bomba sugli aerei "chiaramente devono preoccupare". "Non siamo in grado oggi di dire" se i recenti episodi "siano tutti collegati – ha detto – però ci dicono sicuramente tutti la stessa cosa: che oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili". Per il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares siamo davanti “a un tentativo di aggressione ibrida e di guerra psicologica”.

In Italia intanto si muovono i magistrati degli uffici distrettuali sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e Antiterrorismo: sono stati aperti diversi fascicoli per procurato allarme. E oggi il Financial Times riferisce che le agenzie di sicurezza europee stanno indagando per accertare se le minacce di questi giorni possano avere avuto origine in Russia. Alcuni esponenti dell'intelligence europea ritengono che l'origine russa sia la più probabile, per movente, modalità operative, precedenti e primi indizi emersi. Ma la strada per accertare le responsabilità appare ancora lunga: si ricorda ad esempio che una minaccia inviata giovedì all'aeroporto di Roma Fiumicino era stata attribuita al gruppo Male State, il cui fondatore Vladislav Pozdnyakov ha però negato ogni coinvolgimento.

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