Nell’attacco hacker alla Camera è stata colpita anche una mail di Giorgia Meloni
Dalle prime informazioni emerse i profili mail sotto attacco sono stati tre: quello di Giorgia Meloni, quello di Andrea Delmastro e quello di Paolo Formentini. Nelle ultime ore è stata diffusa la notizia di un attacco hacker contro il sistema informatico della Camera dei Deputati. Non si conoscono ancora bene i termini, e soprattutto gli effetti, ma tra le mail colpite risulta da fonti stampa anche quella di Giorgia Meloni, con una precisazione. L’attacco è stato rivolto alle mail dei deputati: Meloni di fatto risulta eletta come deputata alla Camera, anche se dal 22 ottobre 2022 ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio. La mail che Meloni usa per le comunicazioni non è quella da deputata ma quella legata alla Presidenza del Consiglio. Al momento non sono noti gli effetti dell’attacco, e nemmeno le ragioni. Non è stato rivendicato da gruppi di hacker e i sistemi esposti al pubblico sembrano funzionare senza problemi. Insomma, non ci sono segni evidenti, come è avvenuto in passato in caso di attacchi DDoS verso i siti delle principali istituzioni italiane. Per adesso le uniche citazioni degli uffici di Montecitorio spiegano solo che i protocolli di sicurezza sono stati avviati: “Tutte le misure di protezione, anche in collaborazione con l'Agenzia per la Cybersicurezza con cui è attivo un protocollo specifico”.
Non è un caso isolato. Il 27 marzo, come riporta Politico, la Commissione Europea ha spiegato di aver registrato un attacco hacker alle sue piattaforme, nello specifico contro una infrastruttura di cloud computing che gestisce il portale Europa.eu. Un passaggio di una guerra ibrida che si sta combattendo ormai da anni. Questa volta però c’è una coincidenza in più. Il 15 ottobre Fanpage.it ha svelato in esclusiva l’esistenza di un nuovo tipo di malware, in grado di inoltrare uno spyware all’interno di qualsiasi dispositivo senza farsi notare. È un attacco che è stato chiamato AdFection ed è stato scoperto dal laboratorio Citizen Lab, gli stessi che hanno svelato il Caso Paragon. Tra gli obiettivi esposti a questo attacco c’erano anche dei dispositivi collegati a istituzioni italiane. Nell’elenco troviamo Banca d’Italia, Ministero della Difesa e Camera dei Deputati.
Nell’attacco AdFection era coinvolta una azienda israeliana: Discover-Tech. Da fuori sembrava una delle tante aziende che si occupano di fare intermediazione nel mercato della pubblicità. I ricercatori del Citizen Lab hanno mostrato però come Discover-Tech non si occupasse affatto di marketing, faceva da tramite per veicolare dei finti messaggi pubblicitari. Ogni volta che apparivano sui dispositivi dei suoi target facevano partire uno spyware, un malware in grado di sottrarre tutte le informazioni presenti all’interno di un dispositivo. Dopo l'articolo di Fanpage.it, il caso Discover-Tech era finito anche in Parlamento.