Ci sarà un nuovo Dpcm, o una modifica consistente a quello appena entrato in vigore (sabato 6 marzo). Il virus corre, il Comitato tecnico scientifico chiede di stringere, le varianti preoccupano, la campagna di vaccinazione ancora non è decollata come vorrebbe Draghi e soprattutto i 100mila morti per Covid-19 pesano come macigni sulle coscienze di tutti. È chiaro che prendere decisioni diventa sempre più difficile, ma "il governo deve fare di più", ha detto il presidente del Consiglio ieri nel suo videomessaggio per l'8 marzo. Draghi ha deciso di convocare d'urgenza questa mattina il Cts per programmare nuovi divieti e capire come intervenire con incisività inserendo meno restrizioni possibile, ma di certo non allentando quelle attuali.

È evidente che si va verso un'ulteriore stretta, che sia una super zona rossa o qualcosa di simile. Le indicazioni degli esperti saranno determinanti, ancora una volta, per le decisioni che prenderà la politica. Le possibili nuove misure restrittive, che sarebbero inserite nel Dpcm già pubblicato con una modifica, vengono incontro alle richieste del Cts, che da venerdì scorso – quando è stato illustrato l'ultimo monitoraggio dell'Iss – chiede di intervenire sulla situazione prima che sia troppo tardi. Per gli scienziati il parametro determinante per decidere il destino dei territori dovrebbe essere l'incidenza sui sette giorni per 100mila abitanti: superati i 250 casi di Covid si chiude, mentre ad oggi, in questa situazione, l'unica conseguenza automatica è la didattica a distanza per tutti gli studenti.

Sulle nuove misure – appurato che una stretta ci sarà – siamo ancora alla fase delle ipotesi: lockdown totale in tutta Italia, ma solo nei fine settimana; chiusura dei negozi e delle altre attività in qualsiasi territorio si chiudano le scuole; lockdown totale dove si superi quella soglia d'incidenza individuata dagli esperti come il punto di non ritorno (più di 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti). A crescere sono praticamente tutti gli indicatori, dall'Rt al tasso di positività del bollettino quotidiano. In questa situazione le speranze di cinema e teatri si affievoliscono: dovrebbero riaprire il 27 marzo, ma ora come non mai la decisione sembra in bilico. Oggi il nuovo incontro (d'urgenza) con il Cts chiarirà ulteriormente la situazione a Draghi, e poi, entro la fine di questa settimana, dovrebbe arrivare la stretta: nuove misure restrittive per fermare subito le varianti del Covid.