Nuovo contratto sanità, aumenti di 380 euro e 30 giorni di ferie per chi subisce aggressioni: le novità

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Nella bozza del nuovo contratto dell’Area Sanità 2025-2027, tra le novità, ci sono aumenti medi in busta paga di 380 euro al mese e il rafforzamento delle tutele per chi viene aggredito: patrocinio legale, supporto psicologico e fino a 30 giorni di ferie cedute volontariamente dai colleghi. Polemica dei sindacati sul meccanismo: “Non sono una risposta seria”

380 euro in più in busta paga per i medici e nuove tutele per il personale sanitario che subisce aggressioni: 17.956 solo nel 2025, secondo l’Osservatorio nazionale del ministero della Salute. In media, circa quarantanove al giorno.

Il Messaggero ha anticipato i contenuti della bozza del nuovo contratto dell’Area Sanità per il triennio 2025-2027; tra le misure previste ci sarebbero anche il patrocinio legale, il supporto psicologico e la possibilità, per le vittime di violenza, di utilizzare fino a trenta giorni di “ferie solidali”, cioè giorni di riposo ceduti volontariamente dai colleghi.

Il contratto ha per oggetto la dirigenza del Servizio Sanitario nazionale: oltre 137mila lavoratori, di cui circa 120mila medici. Domani martedì 22 settembre l’Aran – l’agenzia che conduce le trattative sui contratti del pubblico impiego per conto dello Stato – porterà al tavolo con i sindacati la bozza. L’accordo potrebbe arrivare entro fine autunno.

Quanto aumentano gli stipendi dei medici e cosa significa aumento della retribuzione fissa

Ci sono 968 milioni di euro a regime per il rinnovo del contratto, che dovrebbe comportare per la dirigenza medica un aumento medio della retribuzione fissa di circa 240 euro lordi al mese. A queste risorse si aggiungono stanziamenti destinati a specifiche voci: 362 milioni di euro per l’indennità di specificità medico-veterinaria, altri otto per la specificità sanitaria e 15 per quella di pronto soccorso della dirigenza medica. L’indennità di specificità è una voce della retribuzione riconosciuta per le caratteristiche proprie della professione, mentre quella di pronto soccorso spetta a chi lavora in quei servizi; si tratta di fondi stanziati a livello nazionale, che il contratto ripartisce tra le diverse voci retributive e che vengono poi corrisposti ai lavoratori attraverso la busta paga.

Non tutti, però, ne beneficiano nello stesso modo: alcune indennità spettano solo a determinate categorie o a chi svolge, appunto, specifiche attività. Mettendo insieme l’aumento della parte fissa e queste risorse aggiuntive l’incremento medio complessivo viene stimato in circa 380 euro lordi al mese (trattandosi di una media, l’aumento effettivo può variare da lavoratore a lavoratore in base alle indennità a cui ha diritto). Sul punto i sindacati hanno insistito molto: bisogna finanziare maggiormente “le voci fisse e ricorrenti della busta paga”, piuttosto che indennità o altre componenti più selettive.

Aggressioni ai medici, cosa cambia con il nuovo contratto: fino a 30 giorni di ferie

L’Osservatorio nazionale del ministero della Salute conta 17.956 aggressioni contro operatori sanitari e sociosanitari nel 2025: in totale, gli episodi hanno coinvolto 23.367 persone. Rispetto al 2024 i casi sono diminuiti (due anni fa erano 18.392), ma è aumentato il numero di vittime (erano circa 22.000 ): infatti, in una singola aggressione possono essere coinvolti più lavoratori.

Il nuovo contratto, punto di arrivo di negoziazioni tra Aran e i sindacati che si sono protratte per mesi, conferma tutele come il patrocinio legale (l’azienda sanitaria garantisce assistenza e sostiene i costi) e il supporto psicologico per chi subisce un'aggressione.

Inoltre, i colleghi potranno cedere alle vittime volontariamente e gratuitamente una parte delle giornate di ferie che hanno a disposizione. Il sanitario aggredito potrà utilizzarle, fino a un massimo di 30 giorni, per completare il proprio recupero a conclusione del periodo coperto come infortunio. Si tratta di un meccanismo già previsto da alcuni contratti della sanità: finora potevano essere cedute, per esempio, a colleghi che dovevano assistere figli minori in particolari condizioni di salute. Il contratto 2025-2027 del personale non dirigente lo ha già esteso alle vittime di aggressioni; ora la stessa tutela dovrebbe essere ampliata anche alla dirigenza sanitaria.

Ferie solidali, polemica del sindacato: "Scarica responsabilità sui lavoratori"

"Abbiamo appreso dalla stampa dell’intenzione dell’Aran di inserire nel contratto le ferie solidali per i medici vittime di aggressione. Una proposta che ci lascia francamente perplessi, anche perché di questa misura non si è mai discusso al tavolo negoziale" dice a Fanpage.it il presidente della Federazione Cimo-Fesmed Guido Quici.

"Nessuno mette in discussione la necessità di stare dalla parte dei medici e dei dirigenti sanitari aggrediti. Ma trasformare un diritto in un atto di solidarietà tra colleghi significa, ancora una volta, scaricare sui lavoratori e sulla loro disponibilità una responsabilità che dovrebbe essere delle Aziende e delle istituzioni. Le ferie solidali possono essere una bella operazione di immagine", prosegue Quici, "ma difficilmente possono essere considerate una risposta seria al problema delle aggressioni. Se si vuole davvero garantire a chi è stato aggredito il tempo necessario per recuperare, allora si abbia il coraggio di prevedere che quel periodo di riposo sia a carico dell’amministrazione".

Il sindacato solleva anche un altro tema: "L’obbligo per le Direzioni delle Aziende in cui si verificano aggressioni di costituirsi parte civile contro gli aggressori, dando un segnale concreto di vicinanza istituzionale al dipendente aggredito". Inoltre, Quici contesta le modalità con cui Aran ha condotto la trattativa: "I sindacati hanno ricevuto la bozza di contratto ieri sera alle ore 18.00 e siamo stati convocati all’ARAN per domani alle ore 11.00. Abbiamo quindi poco più di 24 ore per leggere, analizzare e approfondire un testo contrattuale e per elaborare eventuali controproposte".

Carriera, incarichi e le altre novità del contratto

Un altro capitolo del contratto riguarda gli incarichi professionali e gestionali, vale a dire le responsabilità affidate ai dirigenti nel corso della carriera e la retribuzione associata a queste funzioni. La bozza punta a rendere più trasparenti le progressioni e a fissare tempistiche più chiare per il riconoscimento dell’esperienza maturata. Sul tavolo dei negoziati c’è spazio anche per l’uso dell’intelligenza artificiale nell’aggiornamento professionale, con regole che tengano conto delle implicazioni etiche.

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