Aggredisce infermiere e vigilanti al pronto soccorso del Pertini dopo ore d’attesa: arrestato
Un'attesa giudicata troppo lunga al pronto soccorso si è trasformata in un'aggressione ai danni di un infermiere e di tre addetti alla sicurezza all'ospedale Sandro Pertini di Roma. È successo nella giornata di ieri, mercoledì 27 maggio, dove un uomo di 52 anni, romano e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di lesioni personali aggravate.
Stanco di aspettare per essere visitato, aggredisce il personale
Secondo quanto ricostruito, il 52enne si era recato al pronto soccorso del Pertini a causa di una colica. Durante la permanenza nella struttura sanitaria avrebbe però iniziato a innervosirsi per quelli che riteneva tempi di attesa troppo lunghi per essere visitato e preso in carico dal personale medico.
La tensione sarebbe rapidamente degenerata fino a sfociare in una vera e propria aggressione. L’uomo avrebbe infatti dato in escandescenze prendendosela prima con un infermiere in servizio e poi con tre addetti alla sicurezza intervenuti per cercare di riportare la calma all’interno del pronto soccorso.
L'intervento dei carabinieri
Sul posto sono quindi arrivati i carabinieri della stazione di Santa Maria del Soccorso, allertati per la situazione di forte agitazione. I militari sono riusciti a bloccare il 52enne e ad arrestarlo in flagranza di reato. A causa delle percosse subite, l’infermiere e i tre vigilanti hanno riportato ferite giudicate guaribili in cinque giorni. Nessuno di loro sarebbe comunque in gravi condizioni. Dopo l’arresto, l’uomo aveva comunque bisogno di cure per cui è rimasto piantonato nello stesso ospedale Pertini, dove resta in attesa del rito direttissimo disposto dall’autorità giudiziaria.
Fp Cgil Roma e Lazio: "Fatto grave, servono risposte"
Sulla vicenda è intervenuta Fp Cgil: "Servono risposte e investimenti concreti per la sicurezza di tutte e tutti" ha dichiarato Massimiliano De Luca, segretario Fp Cgil Roma e Lazio. "Quello accaduto è un fatto grave, che non può essere derubricato a caso isolato, ma è un problema sistemico, che ha bisogno di risposte strutturali – continua De Luca – Solo l’anno scorso sono state più di 18mila, dati del Ministero della Salute e non della Cgil, le aggressioni ai danni di operatori e operatrici sanitari o sociosanitari.
Le lavoratrici e i lavoratori della sanità troppo spesso sono lasciati da soli. Non servono proclami e non servono inutili misure propagandistiche di inasprimento della pena. Quello che serve veramente è investire sul personale. La mancanza di infermieri e altri operatori non solo genera un sovraccarico di lavoro, ma anche un clima di esasperazione nell’utenza che innalza notevolmente il rischio di aggressioni. Servono risposte, tra le quali rafforzare il presidio della Polizia di Stato nella struttura. La Fp Cgil si mette a disposizione, come sempre nell’interesse di chi lavora".
Le aggressioni negli ospedali romani
L’episodio riaccende ancora una volta l’attenzione sul tema delle aggressioni al personale sanitario e agli operatori della sicurezza negli ospedali, soprattutto nei pronto soccorso più affollati della Capitale. Solo dieci giorni fa, il 18 maggio, un paziente psichiatrico ha aggredito e ferito quattro fra medici e infermieri all'ospedale Sant'Andrea. Mentre ad aprile al San Giovanni un uomo ha tirato una testata all'infermiere e ha danneggiato il pronto soccorso della struttura, dopo che gli erano state negate dall'operatore di turno alcune prescrizioni per specifici farmaci non competenti al reparto.