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L’attore Marco Montingelli arrestato a Roma dopo un inseguimento: “Sono il nipote di Salvini, vi faccio licenziare”

L’attore è scappato sul lungotevere in Augusta quando i carabinieri hanno acceso la sirena. Raggiunto, ha insultato e minacciato i militari: “Comunisti di m… Sono il nipote di Salvini, vi faccio licenziare”.
A cura di Roberto Abela
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L’attore Marco Montingelli
L’attore Marco Montingelli

Marco Montingelli nella vita fa l'attore, ma questa volta la sua fuga dai carabinieri non è stata parte di uno sceneggiato: un inseguimento in piena regola lo ha visto protagonista a Roma, sul lungotevere in Augusta, nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 maggio. Per diversi chilometri una volante dei carabinieri ha dovuto rincorrere la macchina con alla guida il trentacinquenne, come raccontato dal Messaggero. Una volta raggiunto, l'interprete avrebbe provato a sottrarsi all'arresto insultando i militari e vantando amicizie potenti: "Siete fregati, comunisti di m… Vi faccio licenziare. Voi non sapete chi sono io. Sono il nipote di Matteo Salvini, conosco Piantedosi", avrebbe detto l'uomo.

Nel tentativo di farlo uscire dall'auto, uno degli agenti è rimasto lievemente ferito. Montingelli è risultato positivo all'alcol test ma senza superare la soglia penale. Per questo non gli è stata contestata la guida in stato di ebbrezza. L'attore è stato comunque ammanettato e portato in stazione, dove è rimasto per il resto della notte, per essere poi processato per direttissima con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'arresto è stato convalidato senza che sia stata applicata nessuna misura cautelare.

Il sorpasso a tutta velocità e l'inseguimento

L'inseguimento è cominciato attorno all'1 di notte, quando una pattuglia dei carabinieri del Nucleo operativo radiomobile è stata superata a tutta velocità da una Toyota Yaris di colore nero sul lungotevere in Augusta. La guida di Montingelli sarebbe stata pericolosa, con movimenti a zig zag e sorpassi a destra delle altre macchine presenti in quel tratto di strada. Dapprima i militari lo hanno seguito con preoccupazione ma senza essere notati, poi, quando Montingelli è passato con il rosso a un semaforo, hanno attivato la sirena ed è partito il vero tallonamento. La fuga dell'attore è passata sotto al Palazzo della Marina, sul lungotevere delle Navi, dove il trentacinquenne ha curvato a destra all'altezza di piazzale delle Belle arti, imboccando la via omonima. La sua corsa, durata una ventina di minuti, si è fermata quando è stato costretto a rallentare per non centrare un'altra automobile, qualche centinaio di metri più avanti.

Le minacce ai militari: "Voi non sapete chi sono io"

A quel punto i carabinieri gli hanno intimato di spegnere il motore e aprire la portiera. Montingelli si è rifiutato e, tra frasi sconnesse e mormorii, ha preso per la giacca un militare e lo ha strattonato mentre urlava con tono minaccioso: "Voi non sapete chi sono io. Sono il nipote di Matteo Salvini, conosco Piantedosi". Il trentacinquenne è stato tirato fuori dalla vettura a forza con l'aiuto di altri operatori intervenuti sul posto, ma le sue minacce non si sono fermate: "Siete fregati, comunisti di m… Vi faccio licenziare", avrebbe detto.

Le lievi ferite riportate da un carabinieri nel tentativo di fare uscire l'uomo dal veicolo sono guaribili in tre giorni. Dopo aver trascorso qualche ora in caserma, Montingelli è comparso davanti al giudice per il processo per direttissima, assistito dall'avvocato Gianluca Pandolfo, ma l'attore si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per lui, incensurato, la pm Anna Ricci aveva chiesto i domiciliari ma alla fine non è stata disposta nessuna misura cautelare aggiuntiva, nonostante la convalida dell'arresto. L'iter giudiziario non finisce qui: il processo per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni comincerà dopo l'estate.

La carriera cinematografica di Montingelli

La carriera cinematografica di Marco Montingelli è cominciata con piccoli lavori di figurazione speciale. Come la comparsa in Se sei così, ti dico sì, commedia uscita nel 2010 e diretta da Eugenio Cappuccio, che vedeva nel cast Emilio Solfrizzi e Belén Rodríguez. Dopo i primi lavori, il trentacinquenne di Andria ha lavorato principalmente come caratterista, interpretando dapprima il ruolo del fioraio in Leone nel basilico, film del 2014 diretto da Leone Pompucci, poi la parte dell'ambasciatore di Dante nella pellicola biografica del 2022 sul Sommo Poeta, sotto la regia di Pupi Avati. La sua interpretazione più recente è stata quella di una guardia penitenziaria in Nel tepore del ballo, nel dramma intimista del 2026 con protagonista Massimo Ghini, sempre diretto da Pupi Avati.

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